Il commento Quando i sindaci arretrano, i muschilli avanzano

Di Antonio Iacono
C’è un equivoco pericoloso che accompagna da anni il dibattito sulla sicurezza: l’idea che intervenire sui minori significhi automaticamente essere repressivi, ingiusti, insensibili o addirittura inutili. È un alibi comodo, che però ha prodotto un solo risultato: l’arretramento dei sindaci dell’isola e l’avanzata del caos.
I ragazzini che, ogni luglio e agosto, terrorizzano coetanei, infastidiscono donne e danneggiano auto, beni pubblici e attività commerciali non sono il problema finale. Sono il sintomo. Il vero problema è un vuoto: educativo, familiare, istituzionale. Un vuoto che qualcuno deve colmare. Se non lo fa lo Stato, lo farà la strada.
Ischia è un’eccezione solo per chi ci vive; non lo è per quei ragazzi “importati” dalla vicina Napoli e provincia. Essendo un’isola, ogni episodio pesa di più, ogni gesto violento risuona più forte, ogni sensazione di insicurezza si amplifica. Quando si lascia spazio all’impunità, il messaggio è devastante: le regole valgono solo per chi le rispetta.
Con i bambini non si può fare DASPO. È giusto. Ma questo non significa che non si possa fare nulla. Significa che serve il coraggio di affrontare la cosa più difficile: intervenire sulle famiglie.
Responsabilizzare i genitori, segnalare i nuclei familiari ai servizi sociali, imporre regole, limiti e controlli. Sono passaggi che fanno paura, perché toccano il nervo scoperto di una società che spesso preferisce voltarsi dall’altra parte piuttosto che assumersi responsabilità.
È comodo per i sindaci far finta di nulla e aspettare i 40-45 giorni di vacanza dicendo: «sono piccoli, la legge non ci aiuta». Ma non è vero.
Ed è proprio qui che si misura la credibilità delle istituzioni. Non nei comunicati stampa, ma nella capacità di dire: “Così non va, e da oggi non si fa più.”
Le ordinanze esistono. Gli strumenti normativi ci sono. Mancano spesso continuità, coordinamento e la volontà di reggere l’urto delle polemiche. Intervenire sui minori e sui genitori non porta applausi immediati. Porta proteste, lamentele, accuse. Ma porta anche ordine, rispetto e sicurezza per gli isolani e per i turisti.
La Polizia Municipale, se messa nelle condizioni di lavorare seriamente insieme alle Forze dell’Ordine, può diventare il primo argine: non per reprimere, ma per prevenire; non per punire a caso, ma per ristabilire una linea chiara tra ciò che è consentito e ciò che non lo è. Bisognas cerare un corpo speciale di polizia municipale
La verità è semplice e scomoda: ogni estate violenta nasce da un inverno di rinvii. Gennaio e febbraio sono i mesi delle scelte difficili. Luglio è il mese dei conti.
Ischia deve decidere che isola vuole essere: un luogo dove tutto è tollerato finché non succede qualcosa di irreparabile, oppure una comunità che difende se stessa, i suoi cittadini e i suoi ospiti.
I “muschilli” non spariscono da soli. O li affronti quando sono pochi, o ti ritrovi infestato quando è troppo tardi.




