CRONACAPRIMO PIANO

«Sicurezza stradale, è l’ora della tolleranza zero»

L’ex presidente del Comitato La Strada del Buonsenso, Paco Iovine, in una riflessione a Il Golfo commenta la preoccupante impennata degli incidenti sulle nostre strade e si appella alle istituzioni ma anche al senso civico dei cittadini

Di battaglie negli ultimi tempi ne ha condotte veramente tante. Non a caso il suo nome è stato a lungo associato anche all’attività del Comitato La Strada del Buonsenso, che della sicurezza stradale ha fatto praticamente un marchio di fabbrica. Ma Pasquale Iovine, per tutti Paco, adesso torna ad essere oltremodo preoccupato. Già, perché negli ultimi tempi il fenomeno degli incidenti stradali – in alcuni casi anche abbastanza gravi – che si verificano sulla nostra isola ha subito un’impennata che certamente non lascia dormire sonni tranquilli. Ecco perché Paco ha deciso di affidare una serie di riflessioni e soprattutto il suo appello al nostro giornale, con l’intento da una parte di scuotere le coscienze e dall’altra di invogliare chi esercita un ruolo istituzionale ad essere ancora più “ficcante” in una serie di iniziative da adottare naturalmente a breve termine.

Iovine esordisce così: “Egregio direttore, in qualità di semplice cittadino attivo,padre di un ragazzo adolescente , nonché ex presidente di un comitato per la sicurezza stradale, mi consenta un po’ di spazio sul Suo giornale per denunciare nuovamente la situazione che si palesa sulle nostre strade. Abbiamo ormai superato una soglia molto pericolosa in merito a ciò che quotidianamente viviamo sulla  nostra isola. Il verificarsi di numerosi incidenti stradali, oramai all ordine del giorno, sono un segnale alquanto preoccupante che rende le nostre strade ormai non più sicure. Una degenerazione collettiva di chi, senza alcun rispetto del codice della  strada e della vita altrui, si arroga il diritto di fare ciò che meglio crede. Solo in questa settimana si sono verificati una decina di incidenti che fortunatamente non hanno avuto un epilogo tragico. La nostra inciviltà, insieme ad un aumento del flusso veicolare, legati ad un debole controllo del territorio, sono un mix letale che prima o poi ci porterà a raccontare di un ennesima tragedia”. Poi arriva al cuore delle sue considerazioni: “Vorrei fare un ennesimo accorato appello affinché chi si mette alla guida di qualsiasi veicolo, presti la massima attenzione. Al contempo mi rivolgo alle istituzioni ed alle autorità ( con le quelli già mi sono personalmente interfacciato), chiedendo loro uno sforzo maggiore in merito al controllo del territorio, ed ove occorre, tolleranza zero. Vogliamo tutti rientrare alle nostre case e soprattutto vogliamo che lo facciano i nostri figli. Credo sia un sacrosanto diritto che appartiene a tutti noi”. Poi le considerazioni finali: “Abbiamo già visto tanti nostri figli esanimi sull’asfalto, troppe famiglie piangere. Vi prego, basta. Mi rivolgo a Voi, miei concittadini, padri come me, figli come il mio. Facciamo tutti la nostra parte. Rispettiamo i limiti di velocità e rispettiamo le regole. Quello che accade agli altri, potrebbe domani accadere a noi”. Riflessione sacrosanta, che in molti però – quando ci mettiamo al volante – continuiamo a dimenticare o volutamente ad ignorare.

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