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Sigilli al parcheggio, le perplessità di Pino Mattera

di Marco Gaudini

ISCHIA –  Il 23 febbraio scorso,  è stata sottoposta a sequestro preventivo l’area nota come “Parcheggio della Siena” dove si stanno effettuando lavori edili per un parcheggio multipiano ed un centro polifunzionale, comprensivo di un auditorium. Il giudice delle indagini preliminari Nicola Quatrano su richiesta del PM ha dato disposizione al sequestro dell’area di circa 6mila mq in quanto durante i lavori si provvedeva allo smaltimento illecito in mare di rifiuti speciali non pericolosi. Il provvedimento messo in atto dalle Forze dell’Ordine, infatti spiega che a seguito di un sopralluogo effettuato il 3 dicembre 2015 si constatava che “mediante un sistema di pompe che aspirava acqua mista a residui di cemento ed altro materiale di risulta della lavorazione si facevano confluire questi liquidi in una vasca contigua al mare, non impermeabilizzata, né chiusa ermeticamente, in mancanza della prescritta autorizzazione, si effettuava l’illecito smaltimento dei predetti rifiuti speciali non pericolosi che venivano immessi in mare, sia attraverso l’assorbimento delle pareti della suddetta vasca, sia una volta riempita la stessa, attraverso il loro sversamento diretto in acqua”. Dalle risultanze delle indagini quindi la Procura è giunta a contestare a quattro soggetti, a vario titolo implicati nei lavori del Parcheggio i reati di natura ambientale, ed inoltre la Procura ha contestato: l’assenza della prescritta autorizzazione, in area sottoposta a vincolo paesaggistico e dichiarata di notevole interesse pubblico; deterioramento habitat marino dell’area marina protetta “Regno di Nettuno”; lavori eseguiti entro la zona dei 30 metri dal demanio Marittimo. Contestazioni pesanti, per una situazione che adesso si fa sempre più complessa, con i lavori sospesi ed il tutto fermo in attesa di altri eventi. A tal proposito uno dei soggetti coinvolti a pieno titolo in questa vicenda, l’architetto Pino Mattera, direttore dei lavori, ha rilasciato un’intervista a Teleischia, dove ha dichiarato che i reati contestati non sussistono:«in questo momento dobbiamo prendere atto che c’è questa richiesta di sequestro che viene dalla Procura che ipotizza un reato di sversamento in mare di materiale “inquinante”. Cosa questa,  a nostro parere non esiste in quanto abbiamo tutti i dati per dimostrare che ciò non corrisponde al vero, ma la cosa più strana che anche istituzioni come l’Arpac, che sono intervenute, hanno rilevato che in questo sversamento non vi è nessun elemento inquinante, anzi certifica con un documento che dovrebbe essere agli atti della Procura, che il materiale che viene sversato in mare non è altro che acqua di mare, e non presenta elementi inquinanti, e chiarisce che questo liquido, (acqua) può essere sversato anche in corpi idrici, in questo caso in mare. La situazione sinceramente appare un po’ strana – spiega ancora il direttore dei lavori a Teleischia – queste indagini si sono svolte dal mese di ottobre, vi sono stati vari accessi al cantiere, ed abbiamo sempre fornito tutte le informazioni che ci venivano richieste. Questo sequestro arriva a ciel sereno». Poi la discussione passa alla vicenda dei danni, che derivano o possono derivare dalla mancata attività nel cantiere, a causa del sequestro dell’area: «noi speriamo che il giudice possa disporre il dissequestro velocemente. Ma certamente nel cantiere vi sono tre silos con 900 quintali di cemento che se nel giro di 7- 8 giorni non saranno utilizzati si ammasseranno in un unico corpo che dovrà essere liberato attraverso lo smontaggio di tutto l’impianto. Uno stop cantiere di queste dimensioni fa prefigurare danni per migliaia di euro al giorno. Noi non abbiamo alcuna responsabilità e tutto quello che è stato fatto, l’abbiamo fatto nel rispetto della legge» – ha concluso l’architetto Pino Mattera, direttore di lavori del parcheggio La Siena.

 

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