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Silenzio, parla Enzo: «Non sparate sulla movida»

Il sindaco d’Ischia parla dei recenti provvedimenti della ps con la chiusura di alcune attività e pone l’accento sui tanti assembramenti ma non risparmia un pensiero in libertà: «Anche al porto arrivano migliaia di persone insieme, mica non li facciamo sbarcare?». E poi chiosa: «Non dimentichiamo che senza turismo d’inverno facciamo la fame»

L’isola è strapiena di turisti, per fortuna. Intanto (e solo per il momento) sono tre i locali a cui è stata imposta la chiusura per cinque giorni per il mancato rispetto delle norme anti Covid. Tra qualche giorno è Ferragosto e sicuramente ci sarà tanta gente in più per le strade e per i locali dell’isola. Gli assembramenti, quindi, sembrano inevitabili. Ma dove devono andare i tanti turisti presenti sull’isola soprattutto i più giovani? Che cosa possono fare? E che cosa non devono fare? «Bella domanda», esordisce il sindaco di Ischia Enzo Ferrandino che rilancia: «E quando arrivano 70mila turisti al porto e si creano inevitabili assembramenti durante l’imbarco e lo sbarco, che cosa si può fare?». Insomma il problema degli assembramenti non è solo della movida. «Un dato – incalza il sindaco di Ishcia – è imprescindibile per tutti: bisogna indossare la mascherina. E bisogna farlo sia nelle ore e nei luoghi della movida che in qualsiasi altro posto, anche se all’aperto, quando c’è assembramento». E continua la fascia tricolore: «Mascherina e controlli. È questa la ricetta». Basti pensare che al momento sono 26 i vigili urbani al comando di Chiara Boccanfuso divisi su due turni. Al momento le attività sono molteplici: dalla viabilità, all’antiaccattonaggio, passando per la lotta di chi conferisce i rifiuti in modo errato, nei luoghi e negli orari non deputati. E poi ci sono controlli sulle affittanze, sulla sosta selvaggia e, con l’ausilio degli autovelox, di chi non rispetta i limiti di velocità. E come se non bastasse c’è anche un servizio di ordine pubbico da mezzanotte alle 6 del mattino. «Prima del Covid – continua Enzo Ferrandino – avere tante persone sull’isola era sinonimo di ricchezza, oggi significa assembramenti e sembra quasi un problema. Di converso, poi, abbiamo il problema di chi lavora grazie al turismo e che in inverno, se in estate non si lavora, va in difficoltà». «Insomma – continua il sindaco – bisogna coniugare le esigenze di tutti. E stiamo facendo i salti mortali per farlo».

La chiosa di Enzo Ferrandino è un appello alla responsabilità: «Mi rivolgo soprattutto ai più giovani: indossate la mascherina anche di sera nelle zone della movida ed evitate il più possibile gli assembramenti». Ma estate non è solo mare, ma anche voglia di divertirsi. Ed è normale che ogni sera i luoghi della movida ischitana siano super affollati. In tantissimi, soprattutto tra i più giovani, vogliono vivere le vacanze, l’estate e la ritrovata libertà dopo 18 mesi di pandemia tra lockdown, zone rosse e restrizioni. Succede sull’isola di Ischia così come in ogni parte del mondo dove c’è turismo. Le immagini die giorni scorsi, però, sono inequivocabili. Assembramenti ovunque, in luoghi più o meno spaziosi. L’uso della mascherina, poi, è un optional malgrado il presidente della giunta regionale della Campania Vincenzo De Luca abbia prorogato l’obbligo di indossarla anche all’aperto in zone affollate fino al 31 agosto. Va bene divertirsi, è giusto tornare alla normalità e mettersi alle spalle la pandemia (che però non è ancora finita) ma dobbiamo farlo tutti con responsabilità. Per mesi i sindaci e la Regione hanno lavorato per rendere Ischia Covid free e per renderla sicura ed appetibile ai turisti. Non vanifichiamo il lavoro fatto e lo sforzo degli ultimi 18mesi altrimenti davvero rischiamo di ritrovarsi in autunno nuovamente a fare i conti con i colori delle zone e farci chiudere nuovamente in casa. Vuole restare lontano dalle polemiche ma non si sottrae ad una riflessione Marcello Bondavalli, patròn del Valentino (chiuso ormai da mesi) e dell’Ecstasy chiuso per cinque giorni per il mancato rispetto delle norme anti Covid. «La parola movida ormai è diventata sinonimo di assembramento», esordisce. «Non voglio far polemica, ma mi chiedo: tutte le persone che arrivano sull’isola, così come accade negli altri luoghi turistici, dove devono andare? È normale che nel pieno dell’estate ci siano affollamenti nei ristoranti, nei locali e per le strade», incalza Bondavalli. «Ed allora mi chiedo dove devono andare i turisti per godersi la vacanza e non correre rischi per la salute e per non incorrere in eventuali sanzioni?». La domanda di Bondavalli è lecita anche se al momento non trova risposta.

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Beta

Potrebbero anche distribuisi nei tanti locali dell’isola piuttosto che ammassarsi tutti nei soliti stessi posti!
E poi fare anche altre cose, come passeggiate, escursioni via terra o mare, o in spiaggia anche la sera, insomma semplicemente comportarsi in modo più intelligente…
Al sindaco occorre spiegare che quando si viaggia si può usare la mascherina (ffp2 obbligatoria sui mezzi pubblici sarebbe meglio), nella movida invece è del tutto impossibile.
Comunque il “pienone”, di cui tanto si compiace il sindaco, andava proprio evitato, a favore di un turismo meno spinto e più indolore sul lungo termine.

Luigi Boccanfuso

Condivido il commento di “ Beta”.La solita dichiarazione di un sindaco che si preoccupa di non perdere un solo voto di preferenza e al tempo stesso conferma di non avere una visione moderna di come si tutela un territorio.

Rossy

È vero, non si deve sparare sulla movida ma su qualcun’altro.

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