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Silvana Giannuzzi: «Ecco com’è nato l’emendamento per i terremotati isolani»

La senatrice del Movimento 5 Stelle e vicepresidente della quattordicesima commissione permanente racconta la genesi del provvedimento e che cosa cambia per chi ha perso la casa nel sisma di tre anni fa

L’approvazione dell’emendamento al Decreto Semplificazione sul terremoto che ha colpito l’isola di Ischia tre anni fa ha acceso il dibattito politico. Per questo la senatrice Silvana Giannuzzi, vicepresidente della quattordicesima commissione permanente (Politiche dell’Unione Europea) con un post sui social chiarisce che cosa cambia.

«Il portato della norma è molto semplice: prima di essa, secondo quanto disposto dal Capo III del dl Genova e in particolare dell’art. 25, i proprietari terremotati di Ischia avevano diritto ai contributi per la ricostruzione per la sola parte legittima dei loro immobili (cioè costruita nel rispetto delle norme vigenti), e non avevano diritto a contributo per i volumi abusivi. Con questa norma, dopo aver concluso le pratiche del condono e ottenuto la licenza edilizia, avranno diritto a ricevere i contributi per la ricostruzione anche per la parte abusiva. Restano fuori dall’accesso ai contributi quei volumi abusivi che sono totalmente crollati per l’evento. La qual cosa per la verità è ovvia e non dovuta alla mia norma (che si limita a precisarlo), perché come noto è impossibile ottenere titolo concessorio per un volume abusivo che non esiste più». La senatrice, consapevole che la norma non prevede tutti casi, chiarisce: «È facile prevedere, e lo dico con rammarico, che vi saranno, come in tutte le situazioni complesse, casi particolari che non potranno beneficiarne. Ma, negare che sia un grosso passo avanti, che garantisca più contributi per la ricostruzione, e che questo sia di aiuto economico a molti, e possa fungere da incentivo alla regolarizzazione degli immobili e al successivo ripristino, è oggi, da parte di chi si sta affannando a farlo a gran voce, indegnamente mistificatorio». La senatrice del Movimento 5 Stelle racconta com’è nato l’emendamento.

«Era il novembre del 2017. Andai a Ischia da semplice attivista, a vedere con i miei occhi cosa era davvero accaduto. Fui accolta da persone piene di dolore che reagivano sforzandosi di sorridere, che combattevano per non perdere la propria identità di comunità, dopo lo sfollamento dalle loro abitazioni, cucinando e mangiando insieme tutti i giorni sotto le tende. Da puteolana sfollata di bradisisma sapevo perfettamente come era quello smarrimento, quel trovarsi repentinamente senza fondamenta». Pochi mesi dopo, a febbraio 2018 la senatrice grillina torna sull’isola per la campagna elettorale che poi la vide eletta al Senato. «Nel gennaio di quest’anno con la nostra attivista Caterina Iacono avevamo organizzato la visita di una delegazione di cittadini ischitani in Commissione Lavori Pubblici. Nella riunione fu coinvolto anche il commissario Schilardi, per provare a mettere per una volta tutte le parti insieme nella stessa stanza e tirarne fuori qualcosa di veramente utile. Grazie a quell’iniziativa vennero fuori nuove consapevolezze, nuove volontà. Intravidi uno spiraglio quel giorno in cui infilarmi, e mi ci buttai da lì in poi con tutta me stessa fino all’approvazione dell’emendamento nella notte del 2 settembre scorso». E spiega: «L’emendamento mi è costato sette mesi di lavoro, di incontri, di interlocuzioni. In particolare gli ho dedicato l’intero mese di agosto dovendo il decreto Semplificazione andare al voto in commissione nella 3a e 4a settimana del mese. In questi mesi ho dovuto quadrare anime diverse, scrivere e riscrivere la norma per tenere tutte le volontà dentro, e al tempo stesso mantenerne l’efficacia, ottenere i pareri dei ministeri coinvolti, dimostrare ripetutamente la sua sostenibilità economica, parlare con altre quattro forze politiche in maggioranza e ottenerne l’approvazione». Anche davanti alle critiche di questi giorni la senatrice puteolana non arretra. «La mia coscienza, carica di tutto il lavoro svolto, sa di aver fatto il massimo, e che quel massimo è qualcosa di buono. Ischia è parte di casa mia, il suo terremoto fa parte delle mie ferite. Da Ischia porto con me nelle istituzioni, insieme al suo consenso, le sue richieste di aiuto. Lavorare per esse fa parte degli impegni naturali che sento.

Se mandate nelle istituzioni un cittadino comune, senza “debiti” se non quelli con la sua coscienza, funziona così, che quello poi non dorme la notte per quello che sta fuori». La vicepresidente della quattordicesima commissione permanente in Senato spiega anche come l’emendamento sia «arrivato ora semplicemente perché il decreto Semplificazione era il primo decreto utile da gennaio (per materia e ratio, con terremoti e semplificazione insieme) che poteva accoglierlo». Ed assicura, in conclusione: «Seguirò la fase operativa della norma per verificarne il grado di funzionalità. E se dovesse emergere la necessità e possibilità di fare altro, proveremo a farlo. Io, elezioni o non elezioni, resto sicuramente a disposizione. Degli altri non so». Un plauso al lavoro della senatrice del Movimento è arrivato dagli attivisti locali capitanati da Caterina Iacono: «L’emendamento approvato rappresenta un grande passo avanti e consente anche a coloro che hanno un immobile condonato di avere ristoro economico.  Ora tocca ai Comuni ed alla Regione Campania fare la propria parte. Anche se alle amministrative a Casamicciola i nostri concittadini non ci hanno premiato, continuiamo a lavorare per la nostra comunità anche attraverso una proficua filiera istituzionale».

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Nick Charles

E brava Silvana, che sei subito corsa ai ripari del caso…
Che ci vuoi fare, caterina, con tutte le cose che fa in una giornata, si era dimenticata di dirti che, lei, tra le proprietà di via Monte della Misericordia e quelle del Majo, ha un mare di volumi abusivi, alcuni pure rientranti nel condono 2003.
Da qui la necessità dell’Art. 25 e di questo ultimo colpo di spugna con un ulteriore emendamento.
Complimenti ad entrambe.
“Onestà, onestà, onestà…”

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