I sindaci “scappano” dal maxi debito EVI
Anche ieri, come mercoledì in prima convocazione, non si è svolta l’assemblea del Cisi prevista presso la sala consiliare del Comune di Ischia. All’ordine del giorno anche la discussione sui 9 milioni da restituire ad Acqua Campania

Fumata nera in prima convocazione mercoledì, fumata nera in seconda nella giornata di ieri. Già, anche ieri mattina l’assemblea del Cisi – che il presidente pro tempora del consorzio, il sindaco d’Ischia Enzo Ferrandino, aveva convocato in prima e seconda convocazione presso la sala consiliare del municipio di via Iasolino – è andata clamorosamente deserta. Tra chi aveva impegni politici e/o professionali a Napoli, chi era vittima dell’influenza che sta “azzoppando” mezza isola e chi semplicemente ha ben pensato che era meglio dedicarsi ad altre faccende, la seduta è andata deserta e andrà ovviamente aggiornata. La morale è una e sola, senza troppi giri di parole: la politica è scappata da quella che è una vera e propria patata bollente, contenuta tra l’altro in uno dei tre punti inseriti all’ordine del giorno che l’assemblea avrebbe dovuto affrontare e che ricordiamo testualmente a beneficio dei lettori meno attenti: “Valutazione delle ricadute della posizione debitoria Evi verso la Regione Campania e delle conseguenze sulla continuità aziendale e sugli impegni potenziali del suolo pubblico”. Un argomento, questo, che scotta e non poco dal momento che l’azienda che gestisce il servizio idrico sull’isola d’Ischia si è vista negare da Acqua Campania la possibilità di transarre un debito di poco inferiore ai nove milioni di euro e soprattutto di poter spalmare la parte residua con una rateizzazione in grado di evitare quello che diversamente si prospetterebbe come un inevitabile default.


Un problema talmente serio che di fatto finisce col far diventare marginale il fatto che l’assemblea sarebbe stata chiamata a discutere anche di un altro punto all’ordine del giorno tutt’altro che marginale, ossia “Mandato al liquidatore per la partecipazione e il voto nella prossima assemblea dei soci Evi, con specifiche istruzioni in ordine all’approvazione (o non approvazione) dei bilanci 2023 e 2024 e alle eventuali condizioni/integrazioni istruttorie da pretendere”. A chiudere quello che sarebbe stato il programma dell’assemblea anche un terzo punto, ossia “Determinazioni conseguenti ai profili di rischio per il Cisi (in liquidazione) anche in relazione ad eventuali accantonamenti ed alla programmazione delle attività liquidatorie”. Dunque a nulla è valso neppure l’appello che i sindacati avevano indirizzato proprio ai primi cittadini alla vigilia della doppia data in cui era stata fissata l’assemblea, appello accompagnato da una nota nella quale filtrava ottimismo sul fatto che con la nuova giunta regionale sarebbe stato possibile trovare una soluzione per ottenere un “saldo e stralcio” della massa debitoria con la rimanente parte della cospicua somma che avrebbe potuto essere spalmata a rate. Ora bisogna capire bene cosa c’è dietro l’atteggiamento degli amministratori locali, che di fatto si tengono lontani da un problema che prima o poi saranno costretti ad affrontare, prima che il “cerino” resti loro tra le mani. Purtroppo, al netto di quelle che possono essere le diversità di vedute su come approcciare alla problematica, non aiuta – secondo spifferi provenienti da ambienti bene informati – nemmeno il clima che regna tra i sindaci di casa nostra, il cui feeling è ridotto ai minimi termini rispetto al passato più e meno recente. E in un caso del genere, se non si fa quadrato, si rischia davvero di andare a fondo. E a galla, fidatevi, non resterebbe davvero nessuno.





Salve
Da indiscrezioni filtrate dai palazzi alti pare che c’era anche un quarto punto all’ordine del giorno:
La pubblicazione delle tanto attese graduatorie del concorso pubblico conclusosi ormai tre mesi fa.
Vi risulta redazione????