CRONACAPRIMO PIANO

Sindaci sull’orlo di una crisi di nervi

I sindaci si riuniscono nuovamente a Ischia per impedire lo sbarco ai turisti lombardi in arrivo a Ischia ma la “mission” non fa a buon fine in prima battuta. La Prefettura respinge tutto al mittente e a un certo punto vengono fuori anche “inaspettate” alleanze…

Sull’orlo di una crisi di nervi. È trascorsa più o meno così la domenica dei sindaci isolani, più o meno come si era chiuso il sabato sera, quando i primi cittadini e una delegazione degli albergatori aveva abbandonato la sala da thè del Bar Calise di Casamicciola. Partorendo un verbale che alla fine elenca una serie di indicazioni generiche, contenute peraltro anche in disposizioni precedentemente impartite da autorità sanitarie, Regione e Governo centrale. Nulla da fare, invece, per quanto riguarda la possibilità di impedire lo sbarco dei 107 turisti provenienti dalla Lombardia. 96 dei quali, per la cronaca, destinati in un solo albergo di Ischia provenienti dalle seguenti località: 50 da Bresso, 33 da Appiano Gentile, 3 da Pavia, 5 da Bergamo e 5 da Monza. In un’altra struttura, ubicata invece sul territorio casamciciolese, era previsto l’arrivo di 5 veneti, 10 lombardi e 51 piemontesi.

Ma all’alba di ieri mattina, evidentemente, nella testa di alcuni primi cittadini (pare che a meditare nottetempo più degli altri siano stati Enzo Ferrandino e Francesco Del Deo) scatta una sorta di ripensamento e così si decide di riconvocare il comitato operativo intercomunale che stavolta – poco dopo le 11 del mattino – fa tappa presso il municipio di Ischia. E non c’è dubbio che stavolta l’obiettivo dichiarato del summit sia quello di valutare di respingere al mittente i turisti ritenuti a rischio: un po’ tardivamente, forse, visto che nel frattempo gli stessi si sono mossi dal Nord Italia alla volta di Napoli, ma di fronte alla ragion di Stato non ci sono alibi o ostacoli che tengano.

Poco dopo l’ora di pranzo, arriva il responso: i sindaci riuniti negli uffici della sede municipale di via Iasolino sottoscrivono congiuntamente un provvedimento con il quale ordinano “il divieto di accesso ai Comuni dell’isola d’Ischia fino al 9 marzo e comunque fino a quando non saranno disposti d’intesa con la competente autorità sanitaria, idonei presidi sanitari prima degli imbarchi per l’isola: per i cittadini di nazionalità cinese provenienti dalle aree interessate dall’epidemia come identificate dall’Organizzazione Mondiale della sanità;per chiunque abbia soggiornato nelle aree di cui al punto a) negli ultimi quattordici giorni; per i residenti delle Regioni Lombardia e Veneto interessate da casi contagio da COVID-19”.

L’ordinanza è stata accolta con sollievo da parte della comunità isolana, che ha esternato il proprio stato d’animo anche attraverso i social network. L’entusiasmo, tuttavia, ha avuto vita breve. Notiziato del provvedimento assunto dai primi cittadini dell’isola verde, il Prefetto di Napoli Marco Valentini ha infatti deciso di annullare l’ordinanza, sottolineando che i sindaci non hanno competenza in materia. L’annullamento del provvedimento è stato salutato con favore da parte del presidente di Federalberghi Ischia Luca D’Ambra, del presidente di Federalberghi Terme Ischia Peppino Di Costanzo e del presidente Federalberghi Isole Minori Ermando Mennella, che in una nota hanno dichiarato: “Lodiamo il pronto intervento del prefetto di Napoli per aver ristabilito la legalità annullando un’ordinanza chiaramente illegale, con iniziative che andavano oltre le competenze comunali”.

“In riferimento all’ordinanza del 23.02.2020 firmata dai cinque sindaci comunali dell’isola d’Ischia – si legge ancora nel comunicato –sin dall’inizio delle riunioni si è ritenuto plausibile affrontare la dinamica di messa in sicurezza sanitaria dell’isola d’Ischia attraverso prassi istituzionali diverse, ovvero un’operazione congiunta con gli enti preposti nazionali e regionali (Ministero della salute, regione Campania, e Prefettura).Considerato il caso straordinario – hanno chiosato i tre presidenti – richiediamo ai Nostri Primi Cittadini dell’isola d’Ischia di spingere affinché la sanità nazionale e regionale applichi un protocollo volto ad una operatività immediata con controlli opportuni”.

Se i numeri uno delle tre associazioni di categoria hanno plaudito alla decisa presa di posizione del Prefetto Valentini, non si può dire lo stesso di molti isolani, che non hanno mancato di criticare più o meno apertamente la scelta, da parte della Prefettura, di annullare l’ordinanza dei sindaci. L’episodio di contestazione per certi versi più eclatante si è verificato nel pomeriggio di ieri al Molo Beverello, e per l’esattezza a bordo di un aliscafo diretto al porto di Casamicciola Terme.

Nonostante l’ordinanza di divieto di sbarco (poi prontamente annullatasu disposizione del Prefetto di Napoli), alcuni turisti lombardi sono comunque saliti sul vettore marittimo che li avrebbe condotti sull’isola. La circostanza ha ovviamente creato non pochi malumori tra gli altri passeggeri, che non hanno trattenuto la propria rabbia. Per spegnere i bollenti spiriti ed evitare che si potesse arrivare alle mani è stata contattata la Polizia di Stato: gli agenti, dopo aver controllato i documenti delle persone presenti sull’aliscafo, hanno lasciato l’imbarcazione che è partita alla volta dell’isola verde. Insomma, quella di ieri è stata davvero una giornata di ordinaria follia.

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6 Commenti

  1. Nel malaugurato caso che questi cittadini lombardi possano diffondere il coronavirus, auguro che i primi ad ammalarsi siano gli albergatori che li ospitano e tutto l’enturage della federalberghi.
    Infine, se i sindaci sono davvero preoccupati per la salute dei propri concittadini, indossassero la fascia tricolore e si recassero ai punti di sbarco per impedire l’accesso ai residenti lombardi ecc. in questo caso non vi è alcun prefetto che tiene.

  2. Prima di parlare a vanvera sarebbe opportuno ricordarsi proprio la lezione arrivata da Codogno. La persona che più di tutte ha contagiato nella zona non era un cinese come tutti stupidamente credevano, ma un ragazzo del posto. Cosa pensate, che non ci siano migliaia di vostri concittadini, campani, napoletani o ancora isolani, che non abbiano avuto potenziali contatti con le zone colpite in Italia o all’estero? Che non ci siano insegnanti/lavoratori di origini campane che paradossalmente proprio in questo frangenti ritornano nelle zone di origine? E chi lavora nel commercio nazionale o internazionale? Chiedere un approccio prudenziale è un conto, quanto accaduto è altro, è mera stupidità politica e tecnica.

  3. Et voilà, il piatto è servito. Guarda caso, il primo soggetto affetto dal coronavirus, è un turista bresciano sbarcato proprio il 23 febbraio. Non ho parole. “The mother of idiots is always pregnant.”

    1. Commento pregno di significato, di dialettica costruttiva e che denota un livello intellettuale marcatamente elevato. Complimenti. Non entro neanche nel merito, coi maleducati non si discute.

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