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CRONACA

Sisma, Borrelli risponde alla minoranza: «Chiedete a Schilardi»

La Protezione Civile declina ogni competenza nella questione relativa alla presunta “mala gestio” delle assunzioni sismiche da parte dell’amministrazione del Capricho

La Protezione civile declina ogni competenza in merito. La presunta “mala gestio” che il Comune di Casamicciola avrebbe fatto delle unità lavorative utilizzate tramite le assunzioni sismiche, riguarda la struttura commissariale gestita dal Commissario alla ricostruzione Schilardi. È quello che il Dipartimento di Protezione civile ha comunicato in risposta alla nota che gli esponenti dell’opposizione casamicciolese Arnaldo Ferrandino, Ignazio Barbieri e Loredana Cimmino avevano segnalato.

I consiglieri avevano affermato che le unità di personale in questione avevano “espletato prevalentemente funzioni di ordinaria amministrazione dell’ente comunale, occupandosi solo in via residuale delle problematiche connesse al sisma”, in particolare sottolineando che “è ragionevole pensare che l’impiego ‘snaturato’ di codesti lavoratori abbia contribuito a rallentare la macchina della ricostruzione post-sisma”. Per tutta risposta, il vicecapo Dipartimento scrive: “Al riguardo, atteso che la questione esula dalle competenze istituzionali di questo Dipartimento, si trasmette a codesto Commissario (Schilardi, ndr) il richiamato carteggio per le valutazioni di competenza”.

I consiglieri di opposizione Ignazio Barbieri, Loredana Cimmino e Ignazio Barbieri avevano affermato che il personale assunto per la ricostruzione in realtà aveva svolto prevalentemente funzioni di ordinaria amministrazione, e che tale ‘impiego ‘snaturato’ abbia contribuito a rallentare la macchina della ricostruzione post-sisma

Dunque, non è compito della Protezione civile (e quindi del Governo) valutare le segnalazioni di “mala gestio delle unità sismiche di cui al decreto legge 28 settembre 2018 n. 109”, espresse dall’opposizione. Come si ricorderà, il documento dei tre esponenti politici , richiamando le disposizioni di cui al capo III del decreto legge 28 settembre 2018 n. 109, convertito in legge n. 130 del 16 novembre, disciplinanti gli interventi per la riparazione, la ricostruzione, l’assistenza alla popolazione e la ripresa economica nei territori dei Comuni di Casamicciola Terme, Forio e Lacco Ameno dell’isola d’Ischia interessati dagli eventi sismici verificatisi il giorno 21 agosto 2017”, spiegavano che “il comma 2 di cui all’articolo 31 del decreto in oggetto disciplina che il commissario straordinario si avvale, oltre che dell’unità tecnica (…) di una struttura posta alle sue dirette dipendenze, le cui sedi sono individuate a Roma e quelle operative a Napoli e nell’isola d’Ischia.

Essa è composta da un contingente nel limite massimo di 12 unità di personale non dirigenziale e 1 unità di personale dirigenziale di livello non generale”. Premessa al cuore della denuncia in quanto “gli scriventi ritengono che le suddette unità di personale impiegate presso il Comune di Casamicciola Terme abbiano espletato prevalentemente funzioni di ordinaria amministrazione dell’ente comunale, occupandosi solo in via residuale delle problematiche connesse al sisma. Pertanto, è ragionevole pensare che l’impiego ‘snaturato’ di codesti lavoratori abbia contribuito a rallentare la macchina della ricostruzione post sisma”.

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La Protezione civile tuttavia ritiene che la questione esuli dalle competenze istituzionali del Dipartimento, e invita a rivolgersi al Commissario Schilardi “per le valutazioni di competenza”

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A riprova della fondatezza di tale segnalazione veniva evidenziato che “come si evince da taluni decreti sindacali, pubblicati e presenti agli atti, a dette unità lavorative sono state affidate mansioni non strettamente connessa all’attività ricostruttiva”. In particolare venivano citate le nomine di responsabili dell’area economico finanziaria, di quella tecnica, demografica, entrate tributarie, con un paio di unità che si sono sobbarcate in alcune circostanze anche l’intere di svolgere il ruolo di vicesegretario comunale, stante la perdurante e cronica assenza del dottor Principe, ormai ex segretario.

Barbieri, Cimmino e Ferrandino andavano ancora più nello specifico spiegando alcune unità “non abbiano espletato i ruoli indicati dalla struttura commissariale per la ricostruzione venendo, invece, impiegati dall’amministrazione per le pratiche di edilizia privata comunale. Ad oggi le pratiche sismiche espletate per la ricostruzione risultano essere circa 10. Pertanto, gli scriventi ritengono che dette figure sismiche avrebbero dovuto occuparsi esclusivamente della ricostruzione post sisma con il vincolo dell’incompatibilità con altri ruoli di ordinaria amministrazione”. Dubbi che avevano portato gli esponenti d’opposizione a chiedere se “si è a conoscenza dei fatti esposti; si ritiene che quanto in oggetto possa avere ingenerato un rallentamento della ricostruzione degli immobili ammalo rati dal sisma del 2017; si ritiene che l’amministrazione abbia agito contra legem; si ritiene si possa profilare un danno erariale, atteso che i fondi utilizzati per finanziare dette figure sismiche sono stati impegnati per attività di ordinaria amministrazione nonché per la risoluzione di problematiche connesse alla ricostruzione post sisma”.

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