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Sisma e addio agli alberghi, gli sfollati si radunano al Capricho

Uno sparuto gruppo di terremotati attualmente alloggiato presso le strutture ricettive convenzionate ha manifestato ieri mattina all’esterno del municipio casamicciolese

E’ la scena di un film già visto. O forse no. Perché in un momento di fresca uscita dal lockdown e soprattutto di assembramenti vietati ci voleva un’impresa per radunare una trentina di persone all’esterno della sede provvisoria del municipio di Casamicciola. Dove si sono radunati a un certo carabinieri, polizia, vigili urbani, una delegazione di terremotati, il sindaco Giovan Battista Castagna e il consigliere comunale Giovanni Barile (a rimorchio sarebbe giunto sul posto anche Ciro Frallicciardi). Due i protagonisti: il primo è Pasquale Toscano, che si è legato sulla terrazza fronte strada con una corda in segno di protesta, il secondo è uno striscione che accusa il primo cittadino di aver dimenticato le vittime del sisma del 21 agosto 2017. Ma l’oggetto del contendere è molto più marcato e allora vale la pena prendere il toro per le corna, mettere al bando la diplomazia e dire le cose come stanno, anche a rischio di prendersi tutti i “vaffa” di questo mondo. Ma lo diciamo chiaro e tondo, anche perché – sia pure a bassa voce e a microfoni rigorosamente spenti – anche alcuni manifestanti (o meglio, presenti) di ieri lo hanno lasciato intendere in maniera chiara ed inequivocabile.

Se non dovesse giungere un’ulteriore proroga (caldeggiata anche dal governatore Vincenzo De Luca), i soggetti interessati riceveranno il CAS e dovranno trovarsi un alloggio

I soggetti in questione o i nuclei familiari insistono perché intendono rimanere alloggiati in albergo anche dopo il termine del 17 maggio, frutto di una proroga – l’ennesima- concessa ai terremotati che avrebbero dovuto lasciare le strutture ricettive lo scorso 30 aprile. E che, si badi bene, di questo erano stati avvertiti a fine novembre, dunque con debito anticipo. E ieri mattina il cronista, raccogliendo umori e considerazioni dei presenti, ha capito una volta di più che un distinguo va fatto. Perché i proprietari di immobili, che hanno perso una o più abitazioni (che spesso dunque oltre a essere dimora rappresentavano pure una sorta di reddito aggiuntivo) aspettano la ricostruzione e subiscono danni e beffa. Ma tra molti alloggiati negli alberghi c’erano persone che in precedenza erano solo inquilini e che dal sisma di fatto danni non ne hanno patiti. Tanti sostengono che diventa difficile trovare chi fitti loro una casa anche adesso che riceveranno il Cas (contributo di autonoma sistemazione), ma il sospetto è che molti non l’abbiano cercata con chissà quale convinzione. E che, laddove dovesse arrivare un’altra proroga fino al 31 luglio (chiesta dal sindaco Castagna e caldeggiata anche dal governatore Vincenzo De Luca, visto il delicato momento causa pandemia coronavirus), il sospetto è che nemmeno in quel momento qualcuno si metta in moto per sondare il mercato in cerca di una soluzione alternativa. L’impressione, detto in maniera chiara ed esplicita, è di continuare all’infinito con quello che diventerebbe un meccanismo perverso.

Il sindaco Castagna è chiaro:«Non abbiamo mai abbandonato nessuno ma adesso un obiettivo e una scadenza dobbiamo porcele, altrimenti il problema non lo risolveremo mai»

Ma dicevamo della manifestazione. Che si mantiene sempre nei parametri della civiltà grazie anche alle capacità diplomatiche del consigliere Barile che riesce a mantenere il clima sereno e disteso dialogando con i presenti. Quando poi all’orizzonte appare Giovan Battista Castagna, lo stesso riceve una delegazione di sfollati con cui ha una discussione “fiume” che si protrae per almeno un’ora, prima del “rompete le righe”. Al termine Castagna si è poi soffermato con i cronisti ai quali tra l’altro ha detto: “Non ho mai abbandonato i terremotati e su questo ci siamo chiariti con i miei interlocutori. In caso di proroga al 31 luglio cosa succederebbe dal 1 agosto? Faremo tutto quanto è nelle nostre possibilità, come fatto in questi mesi. A marzo e aprile abbiamo lavorato conoscendo la scadenza, ma è logico che un obiettivo dobbiamo porcelo altrimenti il problema non lo risolveremo mai. Oggi con il decreto rilancio un terremotato sa che ha una doppia possibilità, ossia il sisma bonus al 110 per cento dopo aver legittimato la casa. E il credito di imposta può anche essere ceduto a un terzo. Ad una signora, con cui ho avuto un confronto schietto e sincero, ho spiegato che la ricostruzione non è possibile se si presenta un atto al Comune e si ottiene un diniego. Ma se questo non succede, non si può dire che sia stato negato alcunché anche se questo obiettivamente in alcuni casi potrebbe verificarsi”. E poi aggiunge: “Negli ultimi due mesi, peraltro, abbiamo istruito e liquidato dodici pratiche per danni lievi per un importo superiore a un milione e centomila euro. Insomma, non è vero che nulla si muove, certo occorre un impegno maggiore da parte di tutti”.

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