CRONACA

Sisma e condoni, Casamicciola al bivio

Per l’esame delle istanze di sanatoria, oltre alla procedura prescritta dalla prima “legge sul condono”, si pens anche alla possibilità di una modifica da parte della Regione sulla legge 10/2004

Nonostante la campagna elettorale ormai di fatto già partita, al Capricho si lavora per delineare un passo piuttosto importante nella difficile impostazione del percorso di ricostruzione post sisma. L’amministrazione guidata da Castagna è infatti alle prese con la preparazione della delibera relativa all’esame delle istanze di sanatoria edilizia. Come ormai sanno anche i sassi, la legge 130, la cosiddetta legge-Ischia, prevede che l’ottenimento del titolo abilitativo che rende legittimo il fabbricato costituisce l’elemento imprescindibile per diventare destinatari del contributo per la ricostruzione. Molti ricorderanno che ben prima che il terremoto scuotesse duramente il Comune termale, l’amministrazione aveva già predisposto una apposita delibera, la numero 46 del 2016, per la definizione agevolata delle istanze, ma a differenza di questa, la legge 130 include anche l’istruzione delle domande ai sensi della terza normativa sul condono, la 326 del 2003, ovviamente soltanto relativamente agli immobili danneggiati dal sisma. L’amministrazione prenderà la delibera del 2016 come iniziale punto di riferimento per poi modificarla in maniera da includere anche il “terzo condono”. Tra l’altro nella delibera il Comune aveva previsto che gli oneri per la sanatoria potevano essere rateizzati in due anni. L’amministrazione sta ora pensando di estendere la rateizzazione in cinque anni, sempre tramite rate semestrali, quindi da quattro rate si passerebbe a dieci rate complessive, naturalmente mantenendo sempre una copertura tramite fideiussione a garanzia del rateizzo.

Tuttavia c’è un nodo da sciogliere di prima di procedere oltre: la delibera di tre anni fa si basava sull’articolo 9 della legge regionale n.10 del 2004. Tale norma fa riferimento solo ed esclusivamente alle prime due leggi condonistiche, la 47/1985 e la 724/1994, una circostanza che contrasta con le necessità generatesi dalla legge di ricostruzione, che come detto impone di istruire anche le istanze presentate ai sensi del “terzo condono”. Di fronte a tale contesto, secondo la legge-Ischia, l’amministrazione dovrebbe applicare l’articolo 35 della prima legge sul condono, la n.47/1985, che illustra l’intero procedimento per la sanatoria, come procedura ordinaria. Tuttavia ci sarebbe anche  un’alternativa, quella di investire la Regione del compito di modificare la previsione legislativa dell’articolo 9 della legge regionale n.10/2004 alla luce di quanto prevede la legge 130 sulla ricostruzione, dunque includendo anche la definizione delle istanze del “terzo condono”  per gli immobili danneggiati. La direzione da prendere dovrà essere scelta a breve. Interpellato sulla questione, il sindaco ha dichiarato: «L’intero staff amministrativo si sta interessando della problematica. Ci siamo attivati tempestivamente per affrontare le istanze: diverse sono già arrivate, quindi dovremo essere pronti in tempi brevi per istruire le relative pratiche».

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