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Sisma e decreto, tutti contro Ischia: perché?

DI ROBERTO IACONO

“Anche noi riteniamo che alcune norme, come ad esempio il condono edilizio per Ischia, non sia una buona cosa. Non è un bel segnale”. Lo ha detto Matteo Salvini, a Mezzocorona, in Trentino, nella giornata di chiusura della campagna elettorale per le provinciali. Lo ha sostenuto il Pd in aula al Senato. Lo sostiene Grillo anche se la proposta è del M5S. Lo scrive da tempo Sergio Rizzo il quale con acume e convinzione non perde mai occasione per scoraggiare qualsiasi iniziativa o discussione.
Insomma c’è una diffusa e  trasversale posizione contro qualsiasi accenno  o proposta utile a risolvere questo ultra decennale problema che tiene bloccato lo sviluppo economico e sociale  dell’intera Isola, di tante famiglie e imprese di fatto sotto sequestro delle autorità pubbliche e della politica senza considerare, in particolare, il Ministero dei Beni Culturali. Come se non si trattasse di un problema sociale, innanzitutto, perché allora ci dovrebbero spiegare dopo le demolizioni diffuse, come sarebbe possibile trovare abitazioni di prima necessità per centinaia di famiglie. Nella realtà poi succede che spesso a pagare sono le famiglie più deboli e chi riesce a spuntarla con qualche silenzio assenso.
È evidente che dinanzi a qualsiasi proposta, da qualsiasi parte arrivi si producono solo fiumi di parole e  discussioni solo in parte coerenti con la necessità della salvaguardia ambientale e paesaggistica del nostro patrimonio culturale. Neanche di fronte ad una catastrofe come quella del terremoto si riesce ad affrontare con serenità questo problema.
La cosa appare ancora più evidente quando interessa l’Isola d’Ischia. Perché l’Isola dà più visibilità e quindi si premia la discussione sterile e inconcludente. Ma è anche vero che l’Isola d’Ischia nel suo insieme, dai Comuni, alle categorie sociali ed economiche, non hanno mai dimostrato di voler cambiare pagina, darsi una visione ed un progetto di sviluppo sostenibile intorno al quale realizzare una pianificazione urbanistica e paesaggistica capace di difendere il nostro patrimonio ambientale e consentire a chi veramente ha bisogno, nel rispetto dei vincoli di sicurezza previsti, di poter sanare il proprio immobile.
Ecco perché occorre subito dare all’Isola d’Ischia la prospettiva di un diverso sviluppo economico che punta alle difesa ambientale del nostro territorio, anziché continuare a rimanere nel caos di una gestione del territorio improvvisata ed emergenziale. E qui c’entrano ancora una volta i Comuni, la Regione, le categorie sociali ed economiche, gli imprenditori, quelli che amano veramente l’Isola ed i giovani che si dovranno fare carico di questo futuro. Tutti insieme.

* AVVOCATO

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