CRONACAPRIMO PIANO

Sisma e procedura semplificata, da Legnini “chiamata alle armi”

Il Commissario alla ricostruzione dimostra, dati alla mano, il buon funzionamento della Conferenza di servizi per l’erogazione dei contributi, ma le istanze presentate sono ancora troppo poche. I sindaci in coro: «Il governo deve prorogare l’incarico al commissario oltre il 31 dicembre»

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La ricostruzione non è una chimera, ora tocca ai cittadini presentare le istanze, che finora sono state troppo poche. Il commissario alla ricostruzione post sisma Giovanni Legnini ieri alle 12.30 ha illustrato i punti fondamentali della sua azione in una conferenza stampa svoltasi al Palazzo Reale di Ischia Porto, alla presenza dei sindaci di Forio e Lacco Ameno e del commissario prefettizio di Casamicciola, dopo una riunione della conferenza speciale dei servizi svoltasi durante la mattinata.

RICOSTRUZIONE PRIVATA E AZIENDE

Legnini è subito entrato “in medias res” dando conto degli esiti della Conferenza speciale di servizi in tema di ricostruzione privata: sono 13 i progetti presentati, e se si tratta di un numero ancora troppo esiguo, fa ben sperare il fatto che 10 di essi siano stati approvati, dunque un buon 77% del totale. Il commissario ha sottolineato che non c’è da enfatizzare numeri ancora poco significativi, ma la percentuale indica che la procedura semplificata sta funzionando, anche perché la definizione delle istanze arriva entro soli sessanta giorni, dunque il meccanismo si sta velocizzando, dopo anni di impasse. Il secondo dato rilevante è quello relativo al grado di attuazione della procedura per le attività produttive: in questo caso, sono 23 le domande di contributo per perdita di fatturato per circa 430 mila euro e una istanza di contributo per perdita di reddito per euro 200 mila. Di queste domande, 8 sono quelle per cui è già pronta la relativa istruttoria e per le quali si attendono gli ultimi adempimenti prima dell’erogazione.

PIANO DI RICOSTRUZIONE: LE PLANIMETRIE

Altro punto fondamentale, il terzo nella scaletta elaborata dal Commissario, è il nodo relativo al piano di ricostruzione. Legnini ha spiegato che lunedì scorso si è già svolta la prima conferenza di pianificazione in regione, con una discussione preliminare dagli esiti positivi, mentre la settimana prossima si svolgerà una nuova riunione per deliberare due planimetrie di base, il cui scopo è superare le ultime perplessità tecniche sul piano. La prima planimetria servirà a indicare i fabbricati che potrebbero potenzialmente essere delocalizzati: potenzialmente, perché sarà il piano definitivo a stabilirlo. Si tratta di circa centocinquanta edifici. La seconda planimetria individuerà le cosiddette Unità Minime d’Intervento (Umi), relativi agli “aggregati” edilizi, i cui titolari dovranno riunirsi in consorzio per agire e ottenere il finanziamento. Da tale seconda planimetria Legnini ha affermato di attendersi un contributo molto rilevante per avere un quadro preciso.

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SERVIZIO ASSISTENZA SISMA

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Il quarto punto importante era costituito dall’annuncio ufficiale del “servizio assistenza sisma”,  attivato dalla struttura commissariale a sostegno di cittadini, professionisti, imprese e amministratori locali, accessibile dal sito istituzionale sismaischia.it e la pagina ufficiale della struttura su Facebook. Esso sarà articolato in vari servizi di supporto e consulenza, come il servizio, ticket, il servizio assistenza telefonica, e il servizio di Faq, cioè le risposte alle domande più frequenti, consultabili in ordine di argomento tramite un sistema di ricerca per parole chiave, nel segno della trasparenza.

LA RICOSTRUZIONE PUO’ PARTIRE: NIENTE ALIBI

Dopo aver elencato i punti fondamentali dell’azione commissariale e i più recenti risultati, l’onorevole Legnini ha dichiarato: «In questo modo abbiamo liberato la ricostruzione da tutto ciò che impediva di andare avanti. Oggi c’è certezza di strumenti per agire. Se mi domandate se la ricostruzione può partire, vi rispondo che essa deve partire, non ci sono più alibi».

Dal mese di giugno fino ad oggi sono state presentate 719 manifestazioni di volontà per un valore complessivo di circa 411 milioni di euro. Di queste il 55% del numero complessivo, cioè 399, con un valore pari a 222 milioni di euro, sono affidate a soli 15 tecnici. Delle 399 manifestazioni di volontà riferibili ai 15 tecnici, tuttavia soltanto 11 si sono tradotte poi in progetti effettivamente presentati. Legnini ha precisato che le due planimetrie citate saranno comunque correggibili, in quanto si potranno recepire osservazioni da parte di cittadini, enti, imprese.

Il danno complessivo del sisma, secondo previsioni e stime di massima che potranno essere meglio precisate dopo l’approvazione del piano, ammonta a poco più di un miliardo di euro.
Legnini ha inoltre annunciato che chiederà al nuovo governo di erogare 600 milioni per i prossimi tre anni: 150 milioni adesso, 200 l’anno prossimo e 250 fra due anni.

Il giornalista Giuseppe Mazzella ha contestato la programmazione della ricostruzione, che potrebbe avvenire in maniera minima e soprattutto a “macchia di leopardo”, oltre a sollevare altre problematiche insolute, come quella del Pio Monte, biasimando il coinvolgimento della regione nella pianificazione. Il Commissario da parte sua ha spiegato che la risposta a tali dubbi sarà contenuta anche nel piano, compreso il Pio monte e le altre aree da recuperare al degrado. Legnini ha anche sostenuto che se non fossero state ripensate da capo tutte le metodologie d’intervento, non si sarebbe mai avviata davvero la ricostruzione. Nel rispondere alle domande degli altri giornalisti presenti, è stato chiarito che per il personale “sismico” assunto dai Comuni, un eventuale prolungamento del contratto oltre il 31 dicembre dovrà essere deciso con un apposito provvedimento legislativo, e che le misure per la riduzione del rischio idrogeologico saranno parte integrante del piano di ricostruzione, per le quali Legnini ha chiesto al governo specifiche risorse.
Il commissario ha tenuto più volte a ribadire che con la nuova procedura sono stati semplificati tutti i nodi più critici, e che quindi adesso i cittadini non devono avere più remore nel presentare le istanze.

A precisa domanda relativa alla sua possibile sostituzione da parte del nuovo governo di centrodestra, Legnini ha chiarito che il suo mandato scade il 31 dicembre, e che egli non cercherà certo di elemosinare il rinnovo. La sua – ha spiegato – è un’opera al servizio delle istituzioni, scevra da posizioni politiche. Intanto il Parlamento dovrà approvare una norma importante, il Codice della Ricostruzione, in parallelo con l’istituzione del Dipartimento delle Ricostruzioni, un organismo che sostituirebbe le strutture commissariali, gestirebbe in maniera apposita ogni evento sismico
I sindaci presenti hanno comunque auspicato con forza un rinnovo del suo incarico, anche perché un nuovo commissario significherebbe rallentare nuovamente tutta la macchina commissariale.

I SINDACI: LEGNINI DEVE RESTARE

Sul finire della conferenza sono intervenuti anche i sindaci, con Francesco Del Deo che ha ribadito: «La ricostruzione si è messa in moto. Ora tocca ai cittadini, non bisogna aver paura del terzo condono, che adesso è applicabile agli immobili danneggiati». Dopo aver elogiato la determinazione e le misure messe in campo da Legnini auspicando che resti al suo posto anche nel 2023, il sindaco di Forio ha lanciato una previsione precisa: «Credo che nel giro di tre anni si potrà raggiungere il 60% della ricostruzione».

Secondo Giacomo Pascale, sindaco di Lacco Ameno, molti ostacoli sono stati superati, anche se c’è ancora molto da fare: «Faremo sentire la nostra voce a Roma. Legnini non va sostituito: c’è un legame, anche umano, molto forte con amministratori ma anche coi cittadini. Finora siamo andati nella giusta direzione.

I cittadini adesso devono attivarsi, molti ostacoli sono stati rimossi», ha dichiarato Pascale, che in tema di recupero del patrimonio edilizio esistente ha citato la sua proposta relativa al complesso immobiliare dell’ex hotel La Pace, da decenni in abbandono. Infine, la dottoressa Calcaterra, commissario prefettizio di Casamicciola, ha rivendicato il tanto lavoro già fatto in questi ultimi mesi tramite la conferenza e ha assicurato di voler raccogliere il grido di dolore dei casamicciolesi, spiegando ai cittadini di non avere timori e di presentare le istanze di progetto per la ricostruzione.

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