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Sisma e scuole da rinnovare, la “lista della spesa” di GB

L’amministrazione casamicciolese pensa a un contesto urbanistico integrato dove gli edifici scolastici faranno parte di una “rete” sulla quale impostare la riqualificazione del paese

Il lungo cammino verso la normalità da parte di Casamicciola passa innanzitutto dal mondo scolastico. La scuola è uno dei pilastri del tessuto sociale e urbano del paese, e il sindaco Giovan Battista Castagna ha in mente una riorganizzazione generale del settore, in corrispondenza dell’impegnativa fase di ricostruzione che è già stata avviata. Una “rete” integrata tra edifici e funzioni didattiche, lontana dalla concezione “statica” dell’insegnamento come era concepito quaranta o cinquanta anni fa, quando gran parte degli edifici scolastici di Casamicciola vennero costruiti. In tale ottica, il primo cittadino con l’ausilio dei componenti dell’Ufficio tecnico del Capricho ha inviato una nota al Commissario delegato alla ricostruzione post sisma, l’ex prefetto Schilardi, illustrando la “visione” della scuola casamicciolese che verrà, e chiedendo una serie di anticipi sulle spese tecniche fin qui sostenute e le altre da sostenere a medio termine.

Nella nota il sindaco ha innanzitutto delineato alcune considerazioni di carattere generale sul ruolo centrale che l’edilizia scolastica assume nella riqualificazione ambientale e urbanistica del Comune di Casamicciola Terme, ma anche nel piano di protezione civile.

UNA NUOVA IDEA DI SCUOLA

Prima di attuare qualsiasi intervento su ciascun plesso scolastico, spiega Castagna, bisogna partire dal presupposto che la scuola non è un oggetto statico ma cambia nel tempo adattandosi alle esigenze dell’utenza e del suo territorio. Ci sono bisogni sociali e formativi che oggi non sono più quelli che hanno portato alla realizzazione degli edifici scolastici del Comune di Casamicciola Terme a partire dagli anni ’60.

Le esigenze didattiche sono diverse e richiedono ambienti differenti in cui gli studenti si spostano nell’arco della mattina. La scuola oggi non deve essere pensata solo come un luogo per fare “lezione” ma come una struttura con spazi diversi e anche e soprattutto per attività extra‐didattiche aperte alla cittadinanza. Il sindaco quindi ribadisce l’assunto secondo cui la scuola va intesa come il cuore di una comunità e, in quanto tale, dovrebbe ospitare luoghi di riunione, sale polivalenti, centri per lo sport, e auditorium utilizzabili da tutti i cittadini.

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In sintesi, la scuola va considerata un luogo funzionale a un contesto urbanistico e sociale, non una cattedrale nel deserto, da ricostruire “sic et simpliciter”.

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Tale modo di vedere vale anche in fase di ricostruzione post‐terremoto, perché quando vengono a mancare altre strutture, la scuola può e deve diventare un luogo dove la comunità si può ritrovare. Gli immobili scolastici devono quindi diventare edifici strategici in un futuro piano di protezione civile.

LA SICUREZZA

Naturalmente l’amministrazione pone alla base il fatto che debba essere garantita a priori la sicurezza statica e sismica degli edifici, mentre per quanto riguarda quella interna alle strutture scolastiche deve essere considerata come modulabile in base alle attività che vi si svolgono; la sicurezza dentro la scuola non è pertanto definibile a priori, ma deve essere valutata in base alle caratteristiche delle attività che ospitava o che ad oggi potrebbe ospitare.

La sicurezza deve tenere conto anche di elementi come salubrità, confort e tutto quanto altro favorisca la vita del cittadino nell’edifico. Non va poi dimenticato un elevato efficientamento energetico degli edifici, che nel tempo può permettere anche di abbattere i costi della messa in sicurezza riducendo quelli di gestione.

Ecco dunque l’esigenza di un approccio integrato della messa in sicurezza degli edifici che garantisca un approccio complessivo al tema della sicurezza, attraverso un’analisi e valutazione degli scenari di rischio, considerando oltre al rischio sismico anche quelli idraulico, idrogeologico, incendi, ambientale, senza tralasciare aspetti importanti come quelli della vulnerabilità degli elementi non strutturali.

UN CONTESTO URBANISTICO INTEGRATO

Pertanto secondo il sindaco il problema della messa in sicurezza delle scuole deve essere affrontato insieme a quello di una generale riorganizzazione complessiva dell’intero territorio al fine di rendere la rete scolastica l’elemento fondamentale per la riqualificazione ambientale e urbanistica del Comune di Casamicciola Terme.

Non si deve necessariamente pensare solo al recupero dei vecchi edifici – magari non più idonei alle nuove esigenze didattiche o che richiedono interventi troppo costosi – ma riorganizzare il sistema scolastico prevedendo, oltre ai volumi già esistenti, anche nuove edificazioni. Le vecchie scuole, se non più adatte, devono essere o demolite o gli va eventualmente cambiata la destinazione d’uso, per ospitare attività e servizi sempre a supporto della cittadinanza.

E qui Castagna illustra il suo punto di vista generale: la messa in sicurezza delle scuole deve essere pensata in un contesto urbanistico integrato. Serve dunque una visione di lungo periodo, perché la messa in sicurezza non riguarda solo aspetti tecnici, ma la vita di una comunità.

Va fatto un ragionamento a monte per capire che tipologia di investimenti attuare per la riqualificazione e adeguamento degli edifici già presenti o la costruzione dei nuovi edifici scolastici – per renderli dei veri e propri centri polifunzionali. È quindi auspicabile che la ricostruzione degli edifici scolastici non sia calata dall’alto, ma venga attuata attraverso un percorso partecipativo che coinvolga oltre la parte politica ed istituzionale anche la dirigenza scolastica, gli studenti e i genitori, i cittadini tutti. Anche le Soprintendenze devono essere coinvolte e coadiuvare queste attività ragionando sui vincoli delle vecchie scuole.

CONCORSI DI IDEE DI PROGETTAZIONE

A questo scopo, l’amministrazione del Capricho ha chiesto al Commissario alla Ricostruzione il finanziamento di specifici concorsi di idee di progettazione sull’edilizia scolastica (ex art.156 D.lgs. 50/2016) per acquisire progetti preliminari e idee progettuali tali da valorizzare gli immobili scolastici e renderli il perno su cui basare la riqualificazione ambientale e urbanistica del Comune di Casamicciola, anche nell’ottica di far divenire gli stessi edifici strategici del piano di protezione civile. 

Queste idee progettuali avranno come fondamento i risultati della microzonazione sismica e gli esiti della vulnerabilità, già a disposizione dell’Ente per i plessi Sanseverino, Manzoni e Ibsen.

Riguardo al plesso Lembo già sono stati individuati i tecnici per la “Progettazione per miglioramento e adeguamento sismico ed adeguamento funzionale del Plesso Scolastico Lembo”, ai sensi della determina numero 455 emanata il 19 agosto scorso.

Nella nota il sindaco ricorda che con non pochi sacrifici, l’amministrazione è riuscita a mantenere sul proprio territorio comunale la scuola primaria e secondaria di primo grado, ripristinando la funzionalità del Plesso De Gasperi e prendendo in fitto alcuni immobili adattati all’uso: «Per mantenere viva la scuola – si legge nel documento – è fondamentale riportare la scuola dell’infanzia sul territorio, che ad oggi è ancora dislocata ad Ischia non essendo riusciti a reperire strutture idonee ad ospitarla. Grazie anche all’attività della Struttura Commissariale il Comune di Casamicciola Terme è entrato nella disponibilità dell’immobile “Ex Centro dell’Impiego”, di proprietà della Regione Campania, la cu riparazione e ripristino della funzionalità consentirà di ospitare gli alunni della scuola dell’infanzia attualmente alloggiati ad Ischia, in struttura in fitto».

LE SPESE IMMEDIATE

Dopo aver esposto tale visione, l’amministrazione ha posto alla struttura commissariale una serie di richieste. Innanzitutto, l’erogazione dell’anticipo sulle spese tecniche relativamente al Plesso Lembo inserito nel primo stralcio del “piano scuole”, seguita dal ristoro delle spese sostenute per effettuare le verifiche di vulnerabilità sismica e stima economica dell’immobile pari a euro 21.715,00 (incluse indagini, iva e cassa), ai sensi della determina dirigenziale n.442 del 6 agosto scorso. Inoltre viene chiesto il finanziamento dei lavori all’ex Centro per l’Impiego, per un quadro economico totale generale di poco più di 600mila euro, e per lo stesso intervento serve un anticipo delle spese tecniche, pari al 30%, per avviare la progettazione dei lavori. Infine l’ente chiede un anticipo della spese tecniche per indire i concorsi di idee ai sensi dell’art.156 del D.Lgs. 50/2016 per i restanti plessi scolastici.

Per inciso, lo svolgimento degli adempimenti in tempi contenuti consentirebbe di iniziare il prossimo anno scolastico 2020/21 della scuola dell’infanzia sul territorio comunale, con l’eliminazione delle spese di fitto dell’immobile a Ischia e del trasposto scolastico. Inoltre, l’amministrazione sottolinea come «i progetti di massima scaturenti dai concorsi di idee garantirebbero un’ampia partecipazione dell’utenza e la valorizzazione del tessuto socio economico del Comune di Casamicciola Terme, nel pieno rispetto di quanto disposto dalla L.130/2018, e dal D.L. 123/19 in sede di conversione».

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