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Il sisma, Grimaldi e l’emergenza: «Termini quando tutti riavranno la loro casa»

ISCHIA. Il decreto per Ischia annunciato dal premier Conte dovrà dettare le regole per la ricostruzione post sisma: servono fondi e norme chiare. Solo con regole chiare che possano snellire le procedure si possono accorciare i tempi che in una situazione come questa, legata ad un terremoto, è già tanto”. Così alla vigilia dell’approvazione in Consiglio dei Ministri del ‘Decreto Ischia’ il commissario per l’emergenza post terremoto di Ischia Giuseppe Grimaldi commenta il decreto. Il 29 agosto 2017, ad una settimana dal sisma, l’architetto Giuseppe Grimaldi fu nominato commissario delegato per l’emergenza terremoto di Ischia con un’ordinanza, firmata dal capo della Protezione civile, Angelo Borrelli, in seguito alla dichiarazione dello stato di emergenza deliberato dal Consiglio dei Ministri. Un mese fa, poi, lo stato di emergenza è stato rinnovato. Grimaldi resterà commissario fino al prossimo 21 agosto. «Ma non è che in quella data – ci spiega – tutto d’un tratto lo stato di emergenza si concluderà».

Ed allora quando finirà l’emergenza?

«Sarà una scelta politica del Consiglio dei Ministri eventualmente di prorogare lo stato di emergenza. Per ciò che mi riguarda l’emergenza dovrebbe terminare quando tutti coloro che hanno perso la casa ritornano ad averla, quando tutte le attività produttive ritornano a pieno regime, quando le scuole riaprono. Anche perché finita l’emergenza non significa che la popolazione viene abbandonata a sè stessa».

Ridare una casa agli sfollati non è compito del Commissario per la ricostruzione?

«Sì. Ricostruire è il compito del Commissario Carlo Schilardi che si è insediato un mese fa. Ma io, come commissario per l’emergenza, assieme alla mia squadra abbiamo assicurato a tutti una sistemazione dignitosa sin dal primo giorno».

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Che cosa dice a chi l’accusa che in questo anno non è stato fatto niente?

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«Non è vero che in questo anno non è stato fatto niente. Me l’ha riconosciuto anche il Prefetto Schilardi, che ringrazio, proprio su queste colonne qualche giorno fa. Non dimentichiamoci che nessuno degli sfollati ha dormito nelle tende. A tutti è stata garantita una sistemazione dignitosa. C’è chi è in albergo, chi ha una casa. Chi ha lavorato in questa prima fase emergenziale ha garantito a tutti un tetto. E questo non è poco. Non bisogna però confondere l’emergenza con l’ordinario. Il mio compito non è quello di far ripartire l’economia dell’isola ed in particolare delle zone terremotate, ma di fornire assistenza e di provvedere al soccorso della popolazione terremotata. Ma sono consapevole che c’è ancora tanto da fare».

Cosa?

«Ad oggi ci sono circa 370 persone che vivono in albergo. E credo che comunque non sia dignitoso. Ognuno di noi, anche se in vacanza, dopo una settimana che dorme e vive in albergo desidera la propria casa, il proprio letto e le proprie comodità. Immaginiamo i disagi che vivono coloro che da un anno sono in una stanza di albergo. Sulla loro sistemazione si sta concentrando la mia azione. Spero che in tempi brevi queste famiglie possano trovare una casa».

È mai possibile che sull’intera isola non ci sia un tetto per queste persone? 

«Ha ragione, non è credibile, ma è così. Non credo che nessuno delle 370 persone abbia piacere a vivere in una stanza di albergo e condividere quei piccoli spazi con il resto della famiglia. Per questo, aspettiamo che finisca la stagione turistica quando le case tornano sfitte, per aiutare tutti loro a trovare un’idonea sistemazione. Non credo che non ci siano abitazioni disponibili sull’intera isola. Evidentemente ci sono problemi legati al fitto rispetto al Cas – contributo per l’autonoma sistemazione».

Oltre ad assicurare un tetto a tutti, cosa è stato fatto in questo anno?

«Ricordiamoci che lo scorso settembre, a poche settimane da terremoto, le scuole sono cominciate regolarmente, seppur con i doppi turni, per tutti. Solo la scuola dell’Infanzia, che per altro non è obbligatoria, non è partita. La stessa cosa si ripete quest’anno. Al suono della campanella, a tutti gli studenti è assicurato il diritto allo studio. Questo è stato possibile grazie a tutta la filiera scolastica: dal Ministero, ai docenti, dirigenti scolastici ed amministrazioni comunali».

E poi?

«Sono 14 le chiese per le quali sono in corso lavori di messa in sicurezza, si stanno facendo lavori per le strade per un importo di circa 6milioni di euro. Bisogna completare i lavori posti in essere dalle amministrazioni comunali che sono solo da rendicontare e di fatto già finiti».

Qual è il suo obiettivo prima del 21 febbraio 2019, data che detta la fine dell’emergenza?

«Vorrei che nessuno più viva in albergo. Voglio che tutti abbiano una sistemazione dignitosa e possano tornare alla normalità. In questo anno ho lavorato tanto. Ho cercato sempre di alleviare i disagi, le difficoltà e le sofferenze dei terremotati. Immaginate che i pagamenti del contributo per l’autonoma sistemazione sono quasi allineati. Tra pochi giorni liquideremo quello relativo al mese di agosto 2018. Cerchiamo di non creare ulteriori disagi a chi ha già subito un danno. Abbiamo cercato sin dall’inizio di allinearci al mese e non far perdere tempo a chi ha già perso la casa. Mi conceda un’ultima cosa».

Prego. 

«In questo anno sono stati stanziati, per l’emergenza, 38milioni di euro. All’inizio erano solo 9 e piano piano siamo riusciti a far finanziare interventi per un totale di circa 30milioni in più. Per la ricostruzione che verrà invece, sono stati stanziati 48 milioni di euro spalmati in un triennio. Ciò significa che i fondi ci sono stati e sono stati spesi per la popolazione di Casamicciola, Lacco Ameno e Forio d’Ischia».

I GIOVANNA FERRARA

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