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Sisma e pagamenti mancati, l’ira degli albergatori isolani

ISCHIA. Hanno atteso, resistito, almeno finché hanno potuto. Poi però è scattato l’allarme rosso e da qui hanno scritto alle autorità competenti. Il presidente di Federalberghi Ischia, Ermando Mennella, ha indirizzato una nota al capo dipartimento della Protezione Civile Angelo Borrelli, al presidente della giunta regionale Vincenzo De Luca, al commissario per l’emergenza sisma Giuseppe Grimaldi, al prefetto di Napoli Carmela Pagano e ai sindaci di Casamicciola, Lacco Ameno e Forio Giovan Battista Castagna, Giacomo Pascale e Francesco Del Deo. Il motivo della nota si evince in maniera inequivocabile sin dall’oggetto della stessa:”Sisma 21 agosto 2017, assistenza sfollati presso le strutture ricettive: saldo competenze strutture”. Insomma, gli alberghi aspettano ancora di essere pagati e i gestori delle attività imprenditoriali hanno evidentemente finito la pazienza. E, presumibilmente, anche la benzina.

Nella sua lettera Mennella spiega: “ Il sisma del 21 agosto 2017, ha determinato, oltre alla perdita di vite umane, ingenti danni materiali agli immobili situati nell’area colpita, con la necessità di trovare idonea sistemazione dei numerosi cittadini che si sono visti costretti ad abbandonare le abitazioni.

A.I.A. Federalberghi, Associazione degli Albergatori dell’Isola d’Ischia, organizzazione sindacale maggiormente rappresentativa sul territorio isolano, ha immediatamente messo in campo le proprie risorse per dare immediata risposta alle esigenze di alloggio, aiutando con la propria organizzazione a reperire le disponibilità presso gli alberghi con il risultato che nessuno sfollato ha utilizzato strutture precarie. Successivamente la nostra organizzazione: a) ha siglato l’accordo quadro per la sistemazione presso le strutture ricettive degli sfollati, b) ha collaborato con il Dipartimento della Protezione Civile per formare gli operatori per l’utilizzo corretto della piattaforma Designa; c) ha distaccato una propria risorsa per assistere amministrazioni e aziende ricettive a gestire la fase di ricostruzione dello storico e gestione nella prima fase di emergenza; d) ha seguito costantemente l’evolversi della gestione emergenziale contribuendo a sensibilizzare le aziende a rispondere alle procedure amministrative”.

Poi si arriva al dunque e di conseguenza ai motivi delle doglianze: “Malgrado i nostri sforzi e le nostre segnalazioni – scrive Mennella – allo stato attuale, segnaliamo un incomprensibile ritardo nel pagamento dei compensi previsti dagli accordi che sta creando un terremoto finanziario per quelle aziende che hanno aperto all’assistenza dei senza tetto. Registriamo ad oggi, quasi nella maggior parte dei casi, il solo saldo delle fatture relative ai pochi giorni del mese di agosto e più sporadicamente a qualche piccolo acconto del mese di settembre. Queste aziende che hanno ospitato per più di sette mesi gli sfollati sono ormai in ginocchio non riuscendo più a gestire gli oneri di esercizio ricettivo.  La preoccupazione è forte in quanto non riescono più a fare fronte al mancato pagamento delle relative spettanze, malgrado lo stanziamento e la disponibilità dei fondi. Il rischio maggiore da scongiurare a breve e di evitare che congiuntamente si possa decidere di chiudere le attività ricettive, mettendo in difficoltà per l’ennesima volta le stesse vittime del sisma.  Poiché il rimbalzo delle responsabilità non può essere tollerato oltre, Vi invitiamo a risolvere le questioni burocratiche e consentire un corretto svolgimento della fase di emergenza, che al momento sta pesando completamente sulle strutture ricettive. Anticipiamo sin d’ora che qualora non giungano le reali assicurazioni si attiveranno tutte le forme di protesta possibili”. Insomma, l’impressione è che a breve la patata bollente potrebbe davvero esplodere…

Corrado Roveda

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