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Sisma, semaforo rosso per le case condonate

Nessun emendamento è stato approvato dalla Commissione Ambiente, così il decreto Sisma stamane sarà discusso e approvato al Senato come licenziato a Montecitorio. Si consuma una grave ingiustizia per i terremotati isolani

Il decreto è arrivato in Commissione Ambiente blindato. Nessun emendamento, infatti, è stato approvato al decreto sisma rispetto al testo approvato la scorsa settimana alla Camera dei Deputati. Questa mattina il testo legislativo sarà discusso ed approvato a Palazzo Madama così come licenziato a Montecitorio. Si tratta, quindi, di una sconfitta per l’isola di Ischia. Chi ha subito danni dal sisma del 21 agosto 2017, infatti, può ottenere un contributo per la ricostruzione solo ed unicamente per la parte dell’immobile legittima.

Niente finanziamenti per quelle porzioni di abitazioni per le quali è stato chiesto il condono. Dall’isola, attraverso le istanze dei sindaci di Casamicciola e Forio, Giovan Battista Castagna e Francesco del Deo, dell’ex primo cittadino di Lacco Ameno Giacomo Pascale e del commissario straordinario per la ricostruzione Carlo Schilardi, la scorsa settimana sono partite alcune richieste di emendamento.

Il rifiuto più eclatante è quello legato al mancato finanziamento per gli immobili ammalorati dal sisma sottoposti a condono. Situazione opposta, invece, per i terremotati di Catania e Campobasso per i quali è previsto anche il contributo anche in questi casi

È stato chiesto di emendare il decreto sisma prevendendo il riconoscimento del contributo per la ricostruzione relativamente agli immobili ammalorati dal sisma e sottoposti a condono ed al riconoscimento della centralità della struttura del Commissariato straordinario di Governo per la ricostruzione per la pianificazione del territorio eliminando la centralità della Regione Campania a discapito dei Comuni. Ed ancora è stato chiesto che gli oneri contributivi, assistenziali e previdenziali non dovessero superare il 40% dell’importo totale così come avviene per il contro Italia; che gli immobili ammalorati dal sisma fino alla ricostruzione non dovessero essere oggetto di rendita ai fini del modello Isee e che fosse accordata la proroga per la disamina delle pratiche di condono facendo chiarezza sulle perizie di parte per coloro i quali non erano dotati di schede Aedes stabilendo un nuovo termine nella data del 30 giugno 2020. Niente di tutto ciò, però, è stato accolto. Il rifiuto più eclatante è quello legato al mancato finanziamento per gli immobili ammalorati dal sisma sottoposti a condono. Situazione opposta, invece, per i terremotati di Catania e Campobasso per i quali è previsto anche il contributo per gli immobili ammalorati dal sisma una volta condonati. “Ancora una volta questo Governo ha dimostrato di calpestare l’isola di Ischia e gli ischitani”, è il duro commento del senatore di Forza Italia Domenico De Siano che si è fatto promotore delle istanze dei sindaci. “I parlamentari del Movimento 5 stelle – continua – si sono contraddetti su tutto rispetto a quanto affermato un anno fa nel testo della ‘legge Ischia’ contenuto nel decreto Genova. I grillini hHanno fatto una giravolta a 360 gradi venendo meno all’impostazione iniziale della norma”.

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De Siano ne ha per tutti: “Hanno stravolto la legge Ischia, cambiandola ed assecondando quelli che sono i voleri del Partito democratico”. Secondo il senatore di Lacco Ameno, infatti, ha prevalso “la line del presidente della giunta regionale della Campania Vincenzo De Luca che ha ottenuto il riconoscimento della centralità della Regione per ciò che concerne la pianificazione. Una norma che di fatto paralizza la ricostruzione sulla nostra isola in attesa di questo ipotetico e fantomatico piano di ricostruzione”. De Siano, che questa mattina interverrà in Senato prima del voto finale per la conversione del Decreto Sisma in legge, è deluso. “Senza emendamenti – ha detto – la ricostruzione a Casamicciola, Lacco Ameno e Forio è bloccata. Viene meno tutto il lavoro fatto in questo anno, compreso quello relativo all’ordinanza numero 7 che ha dato il via alla ricostruzione”. “Ancora una volta – conclude con amarezza – devo prendere atto che i cittadini della Campania sono bistrattati rispetto ad altri cittadini di altre parti del Paese. Per questo Governo, evidentemente, gli italiani non sono tutti uguali. La norma così come approvata alla Camera contiene una palese violazione di un diritto sacrosanto per i cittadini ischitani: quello della ricostruzione”. Deluso anche il commissario straordinario per la ricostruzione Carlo Schilardi.

“L’impegno questa volta da solo non è bastato. Si sono ostinati a non voler riconoscere il contributo per chi ha un immobile assoggettato a condono”, ammette sfiduciato il prefetto. Ma ci tiene a sottolineare: “Per ciò che riguarda il finanziamento se la casa è regolare o comunque per la parte regolare che è stata danneggiata dal sisma può ottenere il contributo”. A Schilardi, in conclusione, chiediamo se ha senso parlare ancora di ricostruzione a Ischia e la risposta è netta: “Questa domanda bisogna girarla a Roma e farla in parlamento ed al Governo, non a me”. E chiosa: “In ogni caso ci sono dei limiti di costituzionalità evidenti”. E qui si apre un nuovo scenario. In pratica se un cittadino chiede il contributo per la ricostruzione ed ottiene un diniego in quanto il suo immobile è sottoposto ad istanza di condono, può rivolgersi al tribunale amministrativo. Ed in questo caso un giudice amministrativo può sollevare la questione di legittimità costituzionale. Ciò significa che saranno i giudici, quindi, a stabilire se i terremotati ischiani hanno diritto o meno al contributo per la ricostruzione.

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