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Sito di via degli Agrumi, a ottobre il verdetto

ISCHIA. Discussione rinviata a ottobre nell’ambito del processo relativo al sito di stoccaggio rifiuti che venne realizzato a Forio in via degli Agrumi. Nell’ultima udienza, l’avvocato Gianluca Maria Migliaccio, difensore dell’unico imputato rimasto, l’imprenditore Vittorio Ciummo, ha rinunciato all’escussione del consulente di parte  e ha chiesto e ottenuto l’acquisizione della sentenza relativa al procedimento riguardante l’ex sindaco di Forio Franco Regine. Il processo è stato quindi aggiornato agli inizi di ottobre per la discussione finale. Regine inizialmente era il secondo imputato insieme a Ciummo, patron della Ego Eco, la società che gestiva il servizio di gestione dei rifiuti nel Comune di Forio. I fatti risalgono al periodo tra il 2010 e il 2012, anno in cui l’area contestata fu sottoposta a sequestro preventivo in seguito alle proteste di alcuni residenti della zona, poi costituitisi parti civili nel processo. L’accusa per Regine e Ciummo era costituita dalla circostanza secondo cui gestivano una discarica abusiva presso il sito di stoccaggio di via Degli Agrumi a Forio, in assenza della prescritta autorizzazione. Tuttavia la posizione dell’allora sindaco Regine, difeso dall’avvocato Cristiano Rossetti, fu stralciata per via di un’irregolarità nella notifica dell’avviso di conclusione delle indagini, e da allora i processi viaggiarono separati, fino alla conclusione del ramo riguardante l’ex primo cittadino, che alcune settimane fa è terminato con la dichiarazione di prescrizione ai sensi del testo unico sull’ambiente, oltre che con l’assoluzione per la contestazione delittuosa relativa a quanto stabilito dal decreto emergenziale sui rifiuti. Un precedente importante, forse decisivo, ai fini della decisione che riguarderà Ciummo, la cui difesa punta a dimostrare che, se anche vi fosse stata una illegittimità da parte dell’esecutivo politico foriano nel non tener conto delle normative vigenti, ciò riguardava al più la posizione del sindaco, ma non quella dell’imprenditore, la cui società utilizzò il sito contestato in epoca successiva alla sua istituzione. In sostanza, la Ego Eco non avrebbe avuto nulla a che fare nella controversia che opponeva gli abitanti della zona all’amministrazione comunale. E alla luce del verdetto emesso nei confronti dell’ex primo cittadino, c’è spazio per pronosticare analogo esito anche nel residuo procedimento pendente.

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