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Sito di via degli Agrumi, parla il consulente dell’accusa

ISCHIA. Ieri mattina è stato ascoltato l’ingegner Luigi Boeri, consulente tecnico del pubblico ministero, nell’ambito del processo relativo al sito di stoccaggio rifiuti che venne realizzato a Forio in via degli Agrumi. Come si ricorderà, inizialmente erano due gli imputati: l’ex sindaco Franco Regine e l’imprenditore Vittorio Ciummo, patron della Ego Eco, la società che gestiva il servizio di gestione dei rifiuti nel Comune di Forio. Si tratta di un processo che in origine era stato incardinato a Napoli, per poi essere trasferito alla sezione distaccata di Ischia circa tre anni fa. I fatti risalgono al periodo tra il 2010 e il 2012, anno in cui l’area contestata fu sottoposta a sequestro preventivo in seguito alle proteste di alcuni residenti della zona, poi costituitisi parti civili nel processo. L’accusa per Regine e Ciummo è costituita dalla circostanza secondo cui « in concorso tra loro, gestivano una discarica abusiva presso il sito di stoccaggio di via Degli Agrumi a Forio, in assenza della prescritta autorizzazione, in quanto autorizzato con le ordinanze sindacali n. 6 del 13.1.2009, n. 274 del 13.7.09, n. 506 del 16.11.09, n. 49 del 2.2.2010, n. 329 del 29.7.2010, n. 383 del 18.10.2010, n. 127 del 29.4.2011, n. 286 del 18.8.2011, illegittime in quanto adottate in mancanza del parere istruttorio da parte del Comune, del parere della commissione locale per il paesaggio, già commissione edilizia integrata, ed ad onta del parere negativo della Sovrintendenza espresso con nota protocollo 19091/10 del 3.9.2010, sito presso il quale erano stati conferiti rifiuti per i quali lo stesso non risulta autorizzato: risultano infatti stoccati su autocompattatori rifiuti indifferenziati, tanto che i mezzi presentano perdite di percolato». Tuttavia la posizione dell’allora sindaco Regine, difeso dall’avvocato Cristiano Rossetti, fu stralciata per via di un’irregolarità nella notifica dell’avviso di conclusione delle indagini, e da allora i processi viaggiarono separati, fino alla conclusione del ramo riguardante l’ex primo cittadino, che pochi giorni fa è terminato con la dichiarazione di prescrizione.

Ieri l’ingegner Boeri, rispondendo alle domande degli avvocati Gianluca Maria Migliaccio e Carmine Bernardo, rispettivamente difensori del signor Ciummo e delle parti civili, ha illustrato le conclusioni della sua perizia, realizzata attraverso l’analisi della documentazione relativa al sito di via degli Agrumi e di un sopralluogo effettuato sul posto.  Durante la deposizione il teste ha spiegato che l’utilizzazione dell’area in questione ha arrecato un pregiudizio dal punto di vista ambientale, in quanto la superficie, seppure asfaltata, era comunque rovinata in vari punti, dove le crepe permettevano al percolato di penetrare nel sottosuolo danneggiando il terreno circostante e le falde acquifere, il tutto a poche decine di metri dall’incantevole litorale foriano. Il percolato era naturalmente il prodotto dello stoccaggio, illecito secondo l’accusa, dei rifiuti umidi nell’area.

Il dibattimento continuerà a luglio, quando sarà ascoltato il consulente della difesa, e potrebbe iniziare la discussione finale. La difesa di Ciummo, sostenuta dall’avvocato Migliaccio, punterà verosimilmente a dimostrare che, se anche vi fosse stata una illegittimità da parte dell’esecutivo politico foriano nel non tener conto delle normative vigenti, ciò riguardava al più la posizione del sindaco, ma non quella dell’imprenditore, la cui società utilizzò il sito contestato in epoca successiva alla sua istituzione. In sostanza, la Ego Eco non avrebbe avuto nulla a che fare nella controversia che opponeva gli abitanti della zona all’amministrazione comunale.  Fra l’altro, la fine dell’emergenza rifiuti in Campania fu dichiarata il 31 dicembre 2009, mentre la Ego Eco subentrò  a Forio nel servizio verso la fine del 2010: circostanza che, secondo la costante giurisprudenza di legittimità, porterebbe a escludere la fattispecie delittuosa contestata.

Francesco Ferrandino

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