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Sms Scotti, no all’accorpamento delle classi

La richiesta, anzi la diffida, viene da uno dei componenti del Consiglio di Istituto

No all’ipotesi di accorpamento delle classi alla Scuola Media Scotti. Maurizio Pinto, componente del Consiglio d’Istituto, ha inviato una nota alla Direzione generale dell’Ufficio scolastico regionale, professoressa Franzese, all’Assessore regionale dottoressa Lucia Fortini e alla dirigente della Scotti, dottoressa Lucia Monti, in riferimento all’ipotesi che si era profilata a norma delle “misure urgenti per la scuola” e le determinazioni circa il paventato accorpamento. Anzi, si tratta di una vera e propria diffida, “per richiamare l’attenzione sulla necessità di assicurare almeno per le classi 2^L, 2^M dell’istituto scolastico, a seguito della già disposta soppressione della classe 2^O, la garanzia della continuità didattica mediante permanenza dei gruppi-classe già costituiti, anche in considerazione dei rapporti interpersonali maturati tra gli studenti ed una parte del corpo docente, del quale si chiede di assicurare la conferma per gli anni scolastici successivi, compatibilmente con l’individuazione di eventuali risorse aggiuntive e l’organizzazione dell’istituto”.

La componente genitori all’interno degli organi collegiali si riservano il ricorso giurisdizionale «per la tutela del legittimo interesse degli studenti gravemente compromesso dalla ipotizzata soppressione delle due classi e conseguente collocazione degli studenti in altre sezioni»

Si legge infatti nel prosieguo della missiva: «È appena il caso di far rilevare che l’invalicabilità dei limiti di spesa coincidente con le risorse assegnate ad ogni istituzione scolastica di cui alla nota della Regione Campania prot.0034268.13 del 13.09.2021 non può determinare soluzione della continuità didattica e socio-ambientale di gruppi-classi già istituiti per i quali occorre garantire le conclusione del ciclo didattico, in un momento particolarmente difficile della esperienza formativa nella fase di emergenza dovuta alla pandemia».

Il componente del consiglio d’istituto ha poi continuato con quella è che la sostanziale “diffida” nei confronti dei vertici scolastici: «La componente genitori all’interno degli organi collegiali, mentre confermano la piena disponibilità alla individuazione di soluzioni giuridicamente percorribili per assicurare la continuazione della esperienza formativa dei gruppi classe 2^L, e 2^ M nella attuale composizione, riservano fin d’ora il ricorso giurisdizionale per la tutela del legittimo interesse degli studenti gravemente compromesso dalla ipotizzata soppressione delle due classi e conseguente collocazione degli studenti in altre sezioni». Infine, Pinto conclude: «Con l’auspicio che l’anno scolastico 2021/2022 possa segnare la fine della pandemia, si confida in un autorevole intervento degli Uffici in indirizzo, per una positiva conclusione della vicenda nell’interesse dei ragazzi e dei loro genitori ed in definitiva dell’interesse pubblico all’istruzione».

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