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Soccorso, rimossa la scala in legno nei pressi del tunnel

Sono trascorsi oltre quindici anni da quello storico 5 maggio, giorno in cui papa Giovanni Paolo II giunse in visita pastorale sulla nostra isola. Una giornata ricca di emozioni per tanti isolani, che accolsero con grande gioia il pontefice “venuto da molto lontano”. In vista di quella domenica, i Comuni dell’isola si attivarono per rimettere a nuovo Ischia e presentarsi nel migliore dei modi possibili agli occhi di Karol Wojtyla. A Forio, dove il papa incontrò i giovani che gli regalarono una meravigliosa torta, l’amministrazione comunale allora guidata dal sindaco Franco Monti predispose delle migliorie al territorio foriano. Tra queste spunta anche la scala provvisoria che fu montata alla fine del piazzale del Soccorso, e che collegava quest’ultimo alla strada principale. La struttura fu costruita per creare un’ulteriore via di fuga per i tanti fedeli che si sarebbero riuniti sullo spiazzale per salutare il papa.

La scala – realizzata in legno e ferro – doveva essere smontata nelle settimane successive, ma ciò non avvenne per motivi che sfuggono all’umana comprensione. Passano gli anni, e la scala resta sempre lì. «Un’infrastruttura in più non farà di certo male alla collettività», potrebbe ragionevolmente asserire qualcuno. Siamo d’accordo, ma a patto che la stessa venga mantenuta in maniera decorosa. Inutile dire che in poco tempo quella scala cadde nel degrado più assoluto, come testimoniano le fotografie scattate da Pietro Coppa. Se ciò non bastasse, all’immondizia si aggiunge la pericolosità della scala, che di anno in anno ha perso qualche pezzo fino a diventare assolutamente impraticabile. Di recente, però, si è finalmente giunti ad una soluzione: la scala – che già da tempo risultava interdetta per i motivi di cui sopra – è stata finalmente smontata dopo ben quindici anni d’attesa. Speriamo che la prossima volta, quando si deciderà di costruire una nuova infrastruttura sul territorio comunale, si abbia almeno l’accortezza di preservarla a lungo.

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