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Sogeat, dichiarato il fallimento della società

Fissato al 29 dicembre il termine per l’ammissione allo stato passivo. La sezione fallimentare del Tribunale di Napoli ha nominato come curatore il dottor Domenico Posca

La società Sogeat Srl “Terme di Augusto”, a cui fa capo l’omonimo famoso hotel di Lacco Ameno, è fallita. Lo ha dichiarato il Tribunale di Napoli, che ha fissato al 29 dicembre prossimo il termine per il deposito dell’istanza di ammissione allo stato passivo. Un mese dopo, il 28 gennaio alle ore 10.00, avrà luogo l’esame dello stato passivo davanti al giudice delegato. Il Tribunale ha quindi nominato come curatore fallimentare il dottor Domenico Posca, con studio a Napoli in via Guantai nuovi.

Si chiude dunque con il fallimento un anno che per la Sogeat non era certo iniziato coi migliori auspici. Come molti ricorderanno, da anni era tra l’altro in corso un lungo e articolato contenzioso giudiziario con il Comune di Lacco Ameno, per una serie di debiti pregressi: in totale le cifre contestate ammontavano a quasi un milione di euro. A febbraio la Sesta Sezione Civile della Corte di Cassazione aveva pronunciato l’ordinanza che decise a favore del Comune il ricorso che la Sogeat aveva proposto contro l’ente di Piazza Santa Restituta, contestando la sentenza n.3067/26/2018 della Commissione Tributaria regionale della Campania, depositata nell’aprile di due anni fa. Con tale sentenza la Commissione aveva accolto gli appelli proposti dal Comune e dall’Agenzia delle Entrate contro la decisione della Commissione tributaria provinciale di Napoli (organo competente per le decisioni di primo grado in materia tributaria). Quest’ultima, a sua volta, aveva dato ragione alla Sogeat circa il motivo del contendere, rappresentato da una cartella di pagamento Imu del 2012 e 2013.

In ballo c’erano circa 360mila euro. Un anno prima, nell’estate 2019, era stata emessa un’altra ordinanza della Sesta sezione civile della Cassazione, che ritenne inammissibile il ricorso della Sogeat, cristallizzando il diritto del Comune di Lacco Ameno a esigere la somma totale di oltre 260mila euro per una cartella di pagamento relativa alla Tarsu per gli anni 2008 (per una somma di Euro 121,873,65) e 2009 (per Euro 140.221,23), nel quale il Comune inoltrò la richiesta di riconoscimento dell’infondatezza dell’eccezione di prescrizione che la società debitrice aveva avanzato. Il resto del contenzioso riguardava il pagamento di euro 316.878,08, relativamente all’imposta Ici per gli anni 2007, 2009, 2010 e 2011, che nel secondo grado del giudizio tributario aveva visto un’altra affermazione dell’ente di Piazza Santa Restituta, anche se la Cassazione aveva poi imposto il riesame della questione davanti alla Commissione regionale. Una lunga controversia, che a suo modo era indice rivelatore della situazione finanziaria della società, fino alla decisione della sezione fallimentare del Tribunale arrivata martedì scorso.

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