CRONACAPRIMO PIANO

Sorpresa Ischia, c’è il controesodo post Capodanno

Ieri mattina lunghe code per lasciare l’isola: i numeri (parziali) diffusi dalla guardia costiera evidenziano come l’isola abbia tirato non poco turisticamente in questo periodo natalizio

Non è una scena delle più abituali, ma in ogni caso vogliamo prenderlo per un segnale positivo. Ischia, nella giornata di ieri, ha vissuto una sorta di controesodo natalizio o meglio post capodanno, ovviamente diverso dall’assalto a navi e aliscafi che si verifica in occasione della Pasqua, di alcuni ponti e della fine del mese di agosto, ma comunque indicativo del fatto che la nostra isola è stata una meta scelta da diverse persone per salutare l’anno vecchio e dare il benvenuto al 2020. In particolare il porto d’Ischia è stato letteralmente preso d’assalto e la cosa ha anche destato una certa sorpresa, visto che come detto lo scenario non era di quelli soliti. E c’è voluto anche molto lavoro da parte degli addetti delle compagnie di navigazione per riuscire a gestire il flusso di passeggeri e soprattutto veicoli.

Quella di ieri, per la cronaca, dovrebbe essere stata la giornata con il maggiore afflusso di partenze. La parte del leone l’ha fatta il porto d’Ischia che ha fatto registrare un numero di passeggeri in partenza pari a 7.400 unità, cui hanno fatto da contraltare i 3.500 in arrivo. Ad abbandonare l’isola verde sono stati anche 1.000 auto, mentre quelle sbarcate sono complessivamente 500. Decisamente di tenore minore i numeri registrati sul porto di Casamicciola, che nella giornata di ieri ha segnato la partenza di 2.077 passeggeri, 277 autoveicoli e 11 motoveicoli. In arrivo invece sul porto della cittadina termale si sono contati complessivamente 883 passeggeri, 154 autoveicoli e quattro moto. Al termine delle festività, e dunque dopo l’Epifania, molto probabilmente l’ufficio circondariale marittimo di Ischia – diretto dal t.v. Andrea Meloni – renderà noti i numeri dei flussi in arrivo e partenza dal 23 dicembre fino a tutto il 6 gennaio. Che certo, lo ripetiamo, saranno decisamente più risicati a quelli della stagione turistica ma potrebbero, chissà, costituire uno sprone per capire che puntare alla destagionalizzazione si può.

Foto Franco Trani

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