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Sorrentino e Ferrandino: «Il Comune aperto a soluzioni che la Sovrintendenza osteggia»

di PASQUALE BALDINO

Per proteggere Venezia e la laguna dalle alte maree fino a tre metri è stato progettato il costosissimo “Mose”(Modulo Sperimentale Elettromeccanico), tuttora in fase di realizzazione, attraverso la costruzione di schiere di paratoie mobili a scomparsa, poste alle cosiddette bocche di porto, cioè i varchi che collegano la laguna con il mare aperto attraverso i quali si attua il flusso e riflusso della marea, intervento che -secondo i tecnici- dovrebbe essere in grado di isolare temporaneamente la laguna di Venezia dal mare Adriatico durante i noti eventi di alta marea al termine dei lavori previsti per il 2021. L’annoso problema di salvaguardia d’Ischia Ponte e del suo ricco patrimonio storico-religioso, simbolo dell’isola d’Ischia ai piedi del Castello, solleva da sempre la preoccupazione e lo studio tecnico del Comune d’Ischia guidato dal Sindaco Enzo Ferrandino e della sua Amministrazione. Proprio al Sindaco si è ancora rivolto Giovanni Sorrentino, figlio e da sempre (già col papà Antuono) paladino popolare dei problemi d’Ischia Ponte, Consigliere comunale della maggioranza amministrativa, il quale, ricapitolando i precedenti passaggi con le Autorità di Bacino Regionale della Campania, ha voluto fare il punto per “ la necessità e urgenza di attivare, di concerto con gli Enti competenti, tutte le procedure finalizzate alla elaborazione di una progettazione definitiva degli interventi per la protezione e messa in sicurezza delle strutture pubbliche e dell’abitato costiero interessati, compreso il pontile di attracco per le imbarcazioni e il viadotto ‘ponte aragonese’(costruito per una lunghezza di 228 m da Alfonso I d’Aragona nel 1438, rifatto nel 1774, lastricato e difeso da scogliere nel 1878, ndr) danneggiato dalle mareggiate e che collega il Borgo al Castello”. Va rilevato che l’eminente geologo e vulcanologo svizzero prof. Alfredo Rittmann in uno scritto del 10 ottobre 1978 a don Pietro Monti, Sacerdote archeologo e autore della celebre “Storia d’Ischia”, così ha relazionato: “La distruzione della cittadella di Enaria fu immediata e dovuta alla vulcano-tettonica locale che causò la formazione di una faglia diretta verso N-S, tra l’attuale Ischia Ponte e gli scogli di S.Anna”. Significativo. Sull’importante problema si è espresso l’autorevole tecnico Paolo Ferrandino, ancora Assessore tra l’altro all’Estetica cittadina del Comune, il quale ha sottolineato che “tutte le proposte dell’Amministrazione comunale per gli interventi relativi e indispensabili alla protezione e messa in sicurezza dell’antico, pittoresco, storico abitato e delle strutture religiose dalle maree (Chiese Cattedrale, Spirito Santo, S. Maria di Costantinopoli, casa natale di S. Giovan Giuseppe concittadino e Patrono; Museo del Mare, Scuòpolo) sono state sempre osteggiate dalla Sovrintendenza. Del resto il sottostante canalone del piazzale viene ostruito dalle alghe durante le mareggiate, per cui risulta non funzionale allo scopo. Intanto -aggiunge una buona nuova- per il “ponte” di collegamento al Castello inizieranno prossimamente i delicati e necessari interventi di restyling. Il nostro Comune è da sempre aperto e disponibile comunque a una proposta che sia definitiva, concreta, così come richiesto”. Va ricordato ancora che la storia dello storico “burgo di mare o di gelsi” racconta della importante flotta (e cantiere) di famosi armatori isclani -come Cossa, Assante, ecc.- che era ormeggiata in questo specchio di costa tra il Castello e Cartaromana, base portuale a difesa e commercio nel Mediterraneo. Dati concreti e significativi, estranei alla inconcludente, strumentale retorica. Lo storico Borgo ha bisogno di fatti: qui il 9 novembre 1958, sessant’anni fa arrivò l’acquedotto e la lapide a ricordo del grande Vescovo mons. Antonio Cece purtroppo giace spezzata e illeggibile, nonostante la pagina “Fede”dello scrivente del 1.09.18 con testo latino e traduzione; e qui il 5 maggio 2002 arrivò in visita pastorale il Papa san Giovanni Paolo II; qui partendo dalla Cattedrale per Portosalvo il 13 ottobre 2017 il grande Vescovo mons. Pietro Lagnese (sempre grazie!) consacrò la diocesi al Cuore Immacolato di Maria Ns di Fatima, dopodiché il decisivo Beneficio si capirà a pieno in seguito da Medjugorje “continuazione e realizzazione di Fatima”.

*Pasquale Baldino – Responsabile e promotore diocesano Cenacoli Mariani, docente Liceo, poeta (email: prof.pasqualebaldino@libero.it)

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