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“Sorridi alla vita”: l’ultimo messaggio di Peppe D’Ambra, radicale e combattente fino alla fine

“Sorridi alla vita, che la vita sorride a te.”

È con queste parole, semplici e luminose, che Peppe D’Ambra ha scelto di salutare tutti. Un messaggio che oggi risuona come un testamento morale, coerente con una vita vissuta senza risparmio, tra battaglie civili, impegno radicale e un’idea di libertà mai negoziabile.

Giuseppe D’Ambra, per tutti Peppe, si è spento all’età di 74 anni, circondato dall’affetto dei suoi cari. Se ne va un uomo che ha attraversato la vita con il passo deciso di chi non abbassa lo sguardo: ’u radicale, ’u pumpier, ’u gemellin, come lo chiamavano con affetto e ironia, soprannomi che raccontano meglio di qualsiasi biografia il suo carattere, la sua passione, la sua identità profonda.

Accanto a lui fino all’ultimo istante la moglie Patrizia, i figli Claudio e Roberta, la nuora Tina, il genero Angelo, e gli amati nipoti Giorgia, Giovanni, Lorenzo e Francesco, insieme al fratello Francovito, ai cognati, alle cognate, ai nipoti e a tutti i parenti. Una famiglia che è stata rifugio, forza e radice, soprattutto negli anni più difficili.

Peppe D’Ambra aveva deciso tutto, come si addice a chi ha sempre voluto essere padrone delle proprie scelte. Nessuna cerimonia funebre, nel rispetto delle sue volontà. Nessun rito formale, nessuna retorica. Il suo ultimo saluto avviene nella sua casa di via Spadara 117, dove riposa fino alle ore 17:00 di domenica 12 aprile, in un raccoglimento intimo e autentico.

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E poi un’ulteriore indicazione, che è anche un insegnamento:
“Non fiori ma opere di bene.”
Un invito chiaro a trasformare il dolore in gesto concreto, la memoria in solidarietà, l’addio in responsabilità verso gli altri. La salma sarà cremata, senza clamore, senza formalismi, come è stato il suo stile.

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Peppe D’Ambra non amava le celebrazioni, ma amava la coerenza. E anche nel congedo finale ha voluto restare fedele a se stesso: essenziale, diretto, umano. Il presente vale anche come ringraziamento, perché chi ha vissuto intensamente sa che l’affetto vero non ha bisogno di troppe parole.

Forio, Ischia, perdono oggi una figura che non ha mai smesso di credere nella forza delle idee e nella dignità delle scelte. Resta quel sorriso consegnato alla vita, come un impegno affidato a chi resta: continuare a sorridere, senza smettere di lottare.

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