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Sos infermieri al Rizzoli, il Cudas: «Fronte comune per trovare una soluzione»

LACCO AMENO. Continua a scorrere la graduatoria di mobilità extraregionale per il comparto sanitario senza però apportare alcun beneficio all’ospedale Rizzoli di Lacco Ameno. Fonti ben informate, sostengono, infatti, che lo scorrimento sarebbe già arrivato al 720esimo in graduatoria, ma fin’ora nessuno dei nominativi in lista sembra aver voluto accettare di prendere servizio sull’isola. E a risentirne, ovviamente, il nosocomio lacchese dove la carenza di personale sta diventando sempre più insostenibile, aggravata oltretutto dal fatto che mentre lo sblocco del turnover sta consentendo a diversi operatori in servizio sull’isola di poter rientrare a lavorare nei posti più vicini alla propria residenza d’origine, di contro non c’è nessuno che venga a rimpiazzare chi lascia il territorio isolano. Il problema, infatti, resta sempre lo stesso: senza un concreto riconoscimento di Ischia a zona disagiata, la sanità isolana continuerà a perdere pezzi e a restare in balia dei soliti atavici disagi. Una situazione piuttosto allarmante a cui, evidentemente, neppure l’Asl Napoli2 nord riesce a far fronte. Sintomatico dello stato di difficoltà è, infatti, quanto comunicato, nei giorni scorsi, proprio dall’azienda sanitaria napoletana che, pur di riuscire a venire a capo della grave carenza di personale del nosocomio isolano si è detta apertamente disponibile a inviare nuovamente ad un infermiera di Salerno che non aveva ricevuto per tempo la posta, la lettera di possibile assunzione presso l’ospedale Rizzoli di lacco ameno.  “Da molti mesi- aveva difatti comunicato il dirigente dell’Asl Napoli2 Nord Antonio D’Amore – stiamo scorrendo la graduatoria di mobilità extraregionale per reclutare gli infermieri di cui abbiamo bisogno. In base agli accordi siglati con i sindacati, la priorità per noi è avere infermieri che scelgano come sede di lavoro Ischia. Proprio per questa ragione stiamo avendo grandissime difficoltà nel portare a termine questo reclutamento. Alla luce di ciò se l’infermiera vittima del disguido postale contatterà i nostri uffici, provvederemo a convocarla nuovamente».

Peccato solo che l’infermiera in questione, come già riportato sulle colonne di questo giornale, abbia già asserito di non essere interessata a lavorare sull’isola avendo già impiego presso un ospedale della sua terra natia. Il dissenso dell’infermiera salernitana nel prendere servizio sull’isola, però, purtroppo non è unico nel suo genere. Tanti come lei starebbero, difatti, evitando Ischia come meta di lavoro, considerati ovviamente tutti i disagi legati allo stato di insularità del nostro territorio. Insomma, Ischia si ritrova ancora una volta in uno stato di immobilità sul fronte sanitario e la situazione non potrà certo migliorare ora che siamo alle soglie della bella stagione che preannuncia un afflusso extra di persone sull’isola di Ischia e con l’unico ospedale del territorio incapace di poter rispondere a pieno all’esigenze dell’utenza.  Sulla intricata vicenda, è intervenuto anche il Cudas che ha mostrato una certa preoccupazione.

«La dichiarazione rilasciata dal direttore generale dell’Asl Napoli2 Nord – ha commentato il presidente del Comitato Gianna Napoleone- a margine della vicenda dell’infermiera di Salerno, nel confermare che “stiamo avendo grandissime difficoltà nel portare a termine questo reclutamento”, non può lasciarci indifferenti, considerate le gravissime carenze di personale che si registrano nell’ospedale “Rizzoli”, dove si lavora già con ritmi altissimi e turni lunghissimi, con tutti i rischi connessi per gli operatori e per l’utenza.
Come Cudas Ischia, avendo più volte e in tutte le sedi evidenziato la situazione limite che si perpetua al “Rizzoli” ed avendo raccolto oltre 4mila firme di cittadini per ottenere la “sede disagiata” e conseguenti strumenti facilitatori del reclutamento di personale medico, paramedico, socio-sanitario e tecnico per i servizi sanitari ischitani, RIVOLGIAMO UN APPELLO ai Sindaci, a tutte le forze politiche, alle associazioni operanti sul territorio, a tutti gli isolani, per fare fronte comune nel sollecitare interventi risolutivi di un problema ormai insostenibili alle istituzioni e agli organi competenti e responsabili.
Non possiamo più permetterci di sprecare altro tempo senza azioni proficue e urgenti che garantiscano servizi adeguatamente efficienti per i residenti e i turisti, a maggior ragione con la stagione turistica alle porte che ci impone senso di responsabilità anche nei confronti dei nostri ospiti». Insomma un appello accorato quello del comitato isolano che ancora una volta lancia un SOS ai primi cittadini, auspicando in un loro interessamento nella vicenda.  D’altrocanto comunque, c’è chi sostiene che il mancato reperimento di personale interessato a lavorare ad Ischia, non sia soltanto causato dal problema dell’insularità. «Il problema-  ha commentato un operatore dell’Asl Napoli2 Nord – non è Ischia. Ne conosco tanti di infermieri che stanno rifiutando l’offerta, ma non perché fa paura lavorare sull’isola ma perché c’è la mancanza di un regolamento interno sul turnover e soprattutto il fatto che dall’Asl Napoli2 Non te ne puoi andare via tanto facilmente vista l’assurda politica sul rilascio del nulla osta che ti tiene prigioniero per sempre.  Le altre Asl o ospedali ti rendono bloccato per un tot di anni ma poi non ti negano la libertà di avvicinarti alla tua famiglia! Anche i sindacati dovrebbero battersi su questi punti».

Sara Mattera

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