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Sospesa un’altra demolizione in Campania

Mentre fanno discutere sia le demolizioni avviate nella Provincia di Salerno su iniziativa della  Procura Generale, sia la morte del bracciante di Eboli che, pochi giorni fa, non ha retto al dolore nel vedere la propria ed unica abitazione ridotta in macerie, sia le dimissioni rassegnate in segno di protesta dal Senatore Ciro Falanga, una buona notizia viene da un comune della Provincia di Napoli, dove le ruspe si sono fermate all’ultimo momento, scongiurando l’ennesimo dramma sociale.

In questo caso, la demolizione era prevista per il prossimo 27 aprile e la Questura aveva già organizzato il servizio d’ordine, allertando il comune, i vigili urbani e l’impresa incaricata dei lavori. Anche qui si trattava di un’abitazione di necessità, costituente l’unico alloggio per il condannato e per il suo nucleo familiare, risultando tale abitazione già acquisita al patrimonio comunale per esigenze di “housing sociale”.

A fermare le ruspe è stato l’avvocato Bruno Molinaro che ha presentato un incidente di esecuzione ed una contestuale istanza di sospensione alla Procura della Repubblica di Napoli chiamata a coordinare le operazioni. L’avvocato Molinaro, a sostegno della richiesta di sospensione, ha invocato un importante precedente giurisprudenziale, rappresentato da una ordinanza con la quale il giudice della esecuzione, in un caso del tutto analogo, circa due mesi fa, gli aveva già dato ragione, addirittura revocando la demolizione sulla base di un orientamento della Cassazione secondo cui l’acquisizione al patrimonio comunale esclude la demolizione in presenza di delibere del consiglio comunale dichiarative della prevalenza dell’interesse pubblico alla conservazione delle opere abusive e l’assenza di contrasto tra le opere stesse e rilevanti interessi urbanistici ed ambientali.

La novità della questione risiede questa volta nel fatto che a sospendere l’esecuzione non è stato il giudice dell’esecuzione, bensì un Sostituto Procuratore della Repubblica che ha avuto la sensibilità di garantire all’interessato la tutela giurisdizionale di urgenza sino alla definizione dell’incidente di esecuzione.

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