Lacco Ameno, il SUAP sospende tre licenze commerciali
Dallo sportello attività produttive arriva la stangata per i titolari di tre aziende morosi nel pagamento dei tributi locali: nei mesi scorsi erano stati invitati a regolarizzare la propria posizione debitoria anche attraverso una rateizzazione ma non hanno inteso ottemperare. Disposto dunque lo “stop” per un periodo di trenta giorni. Le ordinanze firmate dal responsabile ad interim del settore, Valeria Chiocca

Tre attività commerciali costrette ad abbassare le saracinesche per trenta giorni. A Lacco Ameno il settore SUAP del Comune ha disposto la sospensione temporanea di altrettante licenze commerciali, con ordinanze firmate dalla responsabile ad interim del VI Settore, dott.ssa Valeria Chiocca. Il provvedimento – adottato con altrettanti dispositivi emessi nella giornata di ieri – si inserisce nell’ambito delle misure comunali di contrasto all’evasione dei tributi locali e trae origine da una posizione debitoria accertata dal Servizio Tributi nei confronti delle società interessate. Secondo quanto si legge nell’ordinanza, «a seguito delle verifiche effettuate dal competente Servizio Tributi è emersa una posizione debitoria» a carico della società titolare dell’attività. Non si è trattato di una decisione improvvisa. L’iter amministrativo era stato avviato nei mesi scorsi, quando il SUAP aveva notificato ai legale rappresentanti della società la comunicazione di avvio del procedimento di sospensione per mancato pagamento dei tributi. Da quel momento, la normativa comunale concedeva trenta giorni di tempo per regolarizzare la posizione, anche attraverso una eventuale richiesta di rateizzazione. Ma, come si legge ancora nell’atto, con nota dell’8 gennaio 2026 il Responsabile del II Settore Finanziario-Tributario ha comunicato «il decorso infruttuoso del termine di trenta giorni per la regolarizzazione dei debiti contestati». In altre parole, trascorso il periodo previsto dal regolamento, la posizione debitoria non risultava sanata.
Le ordinanze contengono un avvertimento preciso: «in caso di mancata regolarizzazione della posizione debitoria a titolo di tributi entro il suddetto termine, si procederà alla revoca delle licenze o a disporre la cessazione dell’attività produttiva»
Le ordinanze richiamano l’articolo 15-ter del Decreto Legge 34/2019, che consente agli enti locali di subordinare il rilascio, il rinnovo e la permanenza delle attività commerciali alla verifica della regolarità nel pagamento dei tributi locali. Il Comune di Lacco Ameno si è dotato di uno specifico regolamento, approvato dal Consiglio Comunale nel 2021 e successivamente modificato nel 2022, che disciplina le misure preventive per contrastare l’evasione. Proprio in base a tale regolamento, «in caso di accertata irregolarità tributaria», e decorsi trenta giorni dalla comunicazione senza che il contribuente abbia provveduto alla regolarizzazione, il Responsabile del Settore SUAP «procede all’adozione del provvedimento di sospensione dell’attività per la durata di trenta giorni, ovvero sino al giorno della regolarizzazione, se antecedente». È esattamente quanto accaduto nei tre casi oggetto dei provvedimenti. Nel dispositivo finale, le ordinanze sono chiare: si ordina alle società «di sospendere l’attività commerciale e di provvedere alla chiusura temporanea per giorni 30 (trenta), ovvero fino alla data di accertamento da parte dell’Amministrazione dell’avvenuta regolarizzazione delle violazioni accertate, se antecedente». Si tratta dunque di sospensioni temporanee e non di chiusure definitive. La riapertura potrà avvenire anche prima dei trenta giorni, ma solo dopo che l’Amministrazione avrà verificato l’avvenuta regolarizzazione del debito tributario. Non solo. Le ordinanze contengono un avvertimento preciso: «in caso di mancata regolarizzazione della posizione debitoria a titolo di tributi entro il suddetto termine, questo Settore procederà alla revoca delle licenze/dell’autorizzazione/concessione o a disporre la cessazione dell’attività produttiva». Un passaggio che rende evidente la portata del provvedimento: la sospensione rappresenta l’ultimo passaggio prima di una possibile revoca definitiva. Gli atti prevedono inoltre che, in caso di inottemperanza alla sospensione, potrà essere applicata una sanzione amministrativa pecuniaria da 25 a 500 euro, ai sensi del Testo Unico degli Enti Locali. Il Corpo di Polizia Municipale è stato incaricato dell’adempimento e dei controlli necessari a verificare il rispetto delle ordinanze. Le società interessate potranno comunque presentare ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale entro 60 giorni o al Presidente della Repubblica entro 120 giorni dalla notifica.





