LE OPINIONI

Sotto Tiro di Mizar Alla mensa dei poveri

La volontaria: è venuto da noi un disoccupato vicino di casa. Sono stata contenta di avere la mascherina così non mi ha riconosciuta e non si è vergognato. Io se fossi disoccupato non mi vergognerei di andare a mangiare alla mensa. Chi ha assistito alla povertà della seconda guerra mondiale sa cosa significa vedere gente che ha fame. E’ convincente la tesi che chi è vissuto da 70 anni nel benessere avrà difficoltà ad adattarsi alle difficoltà che questa pandemia sta facendo venir fuori. Ma bisogna organizzarsi se si vuole contribuire ad aiutare chi sarà in difficoltà. Nelle settimane scorse si è letto sulla stampa locale che molte persone, non in reali difficoltà, hanno avuto accesso ai contributi statali.

Le autorità rifugiandosi dietro la privacy non hanno pubblicato gli elenchi dei beneficiari. Vorrei chiedere a quelli che sono stati esclusi dai benefici, pur avendone diritto, se non ritengono che questa benedetta privacy non potrebbe essere una scusante per continuare a fare clientelismo elettorale. E poi perché chi, non per sua inettitudine ma per una tragedia come la pandemia, ha bisogno di aiuto non deve poter controllare, da cittadino, se vi sono abusi? Penso che nell’isola per qualche anno avremo cittadini in reali difficoltà. Bisogna incominciare a pensare a lavori alternativi a quelli a cui si era abituati ad accedere con intraprendenza ed intelligenza. Sull’isola esiste ancora un buon accumulo di ricchezza. Se quelli che la detengono vogliono dare una svolta decisiva al modo di vivere degli isolani è il momento buono per realizzarlo. Agricoltura, fotovoltaico, cambio di mobilità, lavoro da remoto ecc. ecc. possono mitigare la crisi di disoccupazione che si verificherà nel settore turistico. Non credo che lo Stato possa assistere per un periodo lungo la crisi che si prospetta.

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