LE OPINIONI

Sotto Tiro di Mizar Facciamo un gioco

Immaginiamo che qualcuno degli amministratori dell’isola avesse chiesto a voi di mettere fuori qualche idea per dare un contributo alla baracca ischitana sul coronavirus e su quelle cose da mettere in atto. Io tento di dire quel che penso. Ho già detto dei 70 posti per ricovero dai colpiti dall’infezione sul Palazzo Reale di Ischia per evitare l’allargamento che in questi giorni sta diventando veramente eccessivo con i cluster familiari che di questo passo rischiano sul serio di finire fuori controllo anche dalle nostre parti.

Per quanto riguarda la scuola, invece, avrei tentato di sapere dal sistema scolastico, visto che sull’isola abbiamo degli eccellenti dirigenti scolastici, il numero degli alunni che si spostano tra i vari Comuni e d’accordo con l’ottimo dirigente EAv sull’isola, Nunzio Cozzolino, avrei centrato come, magari a differenza di un’ora, far raggiungere i plessi scolastici dislocati tra Forio, Lacco Casamicciola ed Ischia essendo gli studenti di Serrara Fontana e Barano un numero che attualmente l’Eav riesce a soddisfare.

Non più tardi di quindici giorni fa ho chiesto ad un mio amico di Forio, molto attento alle problematiche isolane, se avesse mandato il figliuolo 14 enne ad Ischia al liceo con la sua bicicletta elettrica. Risposta: no. E c’è stata anche la motivazione, semplice ed esaustiva da parte del genitore: Sono certo che me lo “arrotano” le auto sul tragitto. Pertanto avrei sollecitato i vigili dell’isola ad inventarsi qualcosa per rendere i tragitti più sicuri.

Idea pazzesca. Sospendere la circolazione delle auto dalle 8 alle 8.20 o costringere le auto ad una velocità di 20 Km ora. Una mobilità diversa? Avremmo potuto mandare a scuola tutti gli studenti dove nelle classi la sicurezza è ben superiore alla strada dove si riverseranno i ragazzi che dovrebbero studiare a distanza. Per le elementari in ogni Comune il “pedibus”, per le distanze minime da percorrere, con la certezza dell’incolumità.

Per quanto riguarda la creazione di lavoro avrei consigliato di attivare le ordinanze sui saponi bio che potrebbero creare almeno 50 posti di lavoro sull’isola con piccoli laboratori artigianali e posti vendita in alternativa ai supermercati. Inoltre i terreni incolti potrebbero essere una possibilità di lavoro per almeno 200 altri lavoratori disoccupati. Un impegno delle amministrazioni dovrebbe essere la razionalizzazione delle spese e del rendimento delle società comunali e la creazione delle stesse a livello isolano. Mi chiedo sempre quali attività svolgono i consiglieri e gli assessori comunali di tutta l’isola nel dare una mano a questo paese. Se ognuno si sforzasse di portare avanti una idea forse potremmo togliere dalla circolazione un po’ di rabbia.

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Con la pandemia il mondo è cambiato.Se ne sono accorti i Sindaci e le classi dirigenti dell’isola?

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Potremo vivere in 60.000 tutti di assistenza pubblica sull’isola?

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