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CRONACA

Sotto Tiro di Mizar Il Comunismo ad Ischia

Rappresentato da due eroi Gennaro Savio e Gianni Vuoso con due partiti comunisti residui e residuati. Ammirevoli i due per la sagacia che dimostrano nel voler difendere un proletariato che ad Ischia non è mai esistito. Gennaro Savio ha avuto, con la presenza all’ultima manifestazione di quattro gatti, la dimostrazione che il suo impegno deve continuare solo in onore di suo padre. Negli anni ottanta Mimì Savio, come rappresentante CGIL di Ischia e comunista nel sangue, intraprese una battaglia contro la catena dei Jolly dove ad Ischia era impiegato nella locale struttura. Venduto dalla direzione generale del sindacato a Roma fu licenziato insieme ai pochi compagni locali che lo avevano seguito.

Fu in quella occasione che si capì che la lotta di classe era inutile farla a favore dei lavoratori locali. Accattoni al servizio di chi li ha sempre schiavizzati? La situazione attuale potrebbe far propendere per questa tesi. Anche il Comunismo partitico ad Ischia era fasullo. Ricordo come in Consiglio comunale avvenivano lotte feroci per poi scoprire che il Sindaco di turno aveva accontentato qualche esponente con favori personali. E la lotta era solo enunciata.

Storia continuata fino ai giorni nostri dove a trarre vantaggi dal trasformato partito comunista, dopo tangentopoli, sono stati personaggetti ad approfittarne per posti al sole. La crisi attuale potrebbe far nascere ad Ischia con 100 anni di ritardo un movimento di difesa del proprio lavoro ed abbattere le diseguaglianze che crescono sempre di più? Lo chiedo a Gianni Vuoso che con il suo ultimo manifesto, pubblicato pochi giorni fa, vola alto dimenticando in che situazione si trova l’Italia.

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