LE OPINIONI

Sotto Tiro di Mizar Il gabbiano

Stamattina mi sono svegliato più tardi. Verso le nove sento dei rumori strani. Mi affaccio in cucina e sul terrazzo prospiciente vedo uno dei due gabbiani, ai quali diamo da mangiare da anni, che col becco bussa ripetutamente sul vetro.

Abitualmente è verso le sette che offro loro i bocconcini al pesce. E’ la prima volta che succede ma per me è straordinario che ciò sia potuto succedere. Ho avuto l’impressione che mi sgridasse. Come ti permetti di lasciarmi tanto tempo ad aspettare!

E’ pur vero che la coppia di gabbiani, quando io e Chiara andiamo a passeggiare sul ponte, al Castello, si avvicinano posandosi a poca distanza da noi o ci sorvolano come a salutarci. I sei passerotti, intanto, sull’altro terrazzo, insieme ad un pettirosso, aspettano la loro piccola quota di becchime che puntualmente arriva.

Tra i sei c’è un prepotente. Allontana minacciosamente uno del gruppo. Secondo me gli è antipatico. Negli anni della guerra catturavamo gli uccellini per mangiarli. Per 60 anni, con il benessere, siamo stati prodighi con loro. Ora ci arriva addosso il coronavirus. Il mondo è una ruota che gira. I vecchi, secondo alcuni, non hanno diritto, come i giovani, ai respiratori per la sopravvivenza

Si paventano disordini sociali perché la gente non ha soldi neanche per comprare cose da mangiare. Anche noi sceglieremo di aiutare solo certi umani? E torneremo alla caccia degli uccellini? Pensieri non belli questa mattina. Dopo tre settimane di isolamento, in fondo, può anche succedere.

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