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LE OPINIONI

Sotto Tiro di Mizar La crisi del commercio

Sto criticando spesso le amministrazioni comunali che fanno poco per tentare di dare una mano al commercio nell’isola. Tipo tassa di soggiorno invernale per i pochi alberghi che stoicamente rimangono aperti sull’isola. Ma molte volte non so se è tutta colpa loro o del sistema Italia. Sto ricevendo sollecitazioni da varie parti per portare alla attenzione dei cittadini di un fenomeno strano che si verifica.

Il sistema Ischia con negozi difficilmente adattabili alle tante esigenze richieste dal Governo con continue nuove leggi sta facendo chiudere tante attività.

In questi giorni l’Asl sta tentando di far rimaner nella legalità alcuni negozi, chiedendo loro di munirsi di spogliatoi o di secondi bagni,perché non sono ancora riusciti a mettersi in regola per mancanza di risorse economiche o per mancanza di spazi idonei. Ebbene pur di non essere aperti contro legge alcune di queste attività hanno chiuso i battenti. Parliamo di negozi di abbigliamento, parrucchieri e barbieri. Pur di sopravvivere i primi tentano di lavorare vendendo via internet da casa, i secondi ricevendo in casa i clienti e facendo anche sconti non dovendo più pagare fitto di negozio e tasse.

Chiedere all’Asl di essere clemente è fuori luogo. La legge va rispettata anche se le tasse sia statali che comunali vanno a farsi benedire. Secondo voi esiste una via d’uscita? Forse sarebbe l’intervento del legislatore con adeguati disposizioni o aiuti a poter dire la sua?

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