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Sotto Tiro di Mizar L’isola dei sogni

L’amica geniale,Travel Leisure e Men in Black 4 proiettano Ischia nel mondo. La foto su FB del Corso Vittoria Colonna deserto alle 1900 di qualche giorno fa ci riporta coni piedi per terra. Cosa ci sta succedendo? Come mai non riusciamo a mettere un po’ di persone insieme per avviare una progettualità per invertire la tendenza?

Chi lo deve fare? E’ inutile continuare a scrivere ed a proporre da queste colonne idee e progetti?

Vale più la pena di stimolare a reagire? Io continuo. Oggi riaffronto il problema mobilità. So da fonte seria che Enzo Ferrandino, sindaco di Ischia,ha trovato il canale di finanziamento per avviare una certa mobilità. Manca il progetto però.

L’Eav che in più di qualche articolo ho criticato per l’atteggiamento che usa nei riguardi dell’isola sostiene che il ramo Ischia è in deficit come tutta la società. Abbiamo bisogno di dati. I sindacati dell’azienda sostengono che ad Ischia per una mobilità ottimale ci vogliono trenta pullman da 11metri, quaranta da 8,20 metri e 40 da sei/sette metri. Quanto costa mantenere tutti questi mezzi? Quanta è la differenza che bisogna aggiungere ai ricavi da bigliettazione? Quale sinergia bisogna creare con i taxi e gli NCC?

Caro Sindaco Ferrandino abbiamo bisogno di un progetto. Qualche articolo fa scrivevo che l’Enel ha inviato in Cile 100 pullman elettrici Si sa che una società italiana la “Arriva bus Italia” si è proposta come socia dell’Eav. Teniamo sull’isola il metano.I pullman devono essere tutti elettrici o anche a metano? Il deposito EAV a via Michele Mazzella può sopportare una stazione di rifornimento di metano sia per auto private che pubbliche in attesa di trasformare in elettrico l’intero parco auto e pullman?

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Si può ipotizzare un enorme parcheggio interrato in quella zona? L’inizio della mobilità effettuata dal Comune come deve proseguire visto che il parcheggio Jolly è deserto e subisce critiche? Queste critiche sono accettabili?  E perché non ci forniamo anche di un progetto per la mobilità nel Comune? E’ ancora possibile non aver provveduto all’evidente gap culturale in cui ci troviamo con il mondo che è cambiato? Che prodotto turistico dobbiamo creare per competere con altre destinazioni?

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