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Spaccio, condanna “light” per il lacchese Tommaso Lo Piccolo

Un anno di reclusione, con immediata remissione in libertà, con obbligo di firma tre volte alla settimana: questa la sentenza nel rito per direttissima nei confronti del 41enne

E’ andata tutto sommato di lusso a Tommaso Lo Piccolo, il 41enne lacchese arrestato a Forio dai carabinieri della locale Stazione con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Dopo aver trascorso il fine settimana in regime di detenzione agli arresti domiciliari, ieri mattina l’uomo – assistito dal suo difensore di fiducia, avvocato Cristiano Rossetti – è comparso dinanzi al Tribunale di Napoli per essere processato con il rito per direttissima. Il suo legale ha escluso la strada del patteggiamento, che prevedeva una pena evidentemente elevata, ed ha optato per il rito abbreviato. Alla fine, Tommaso Lo Piccolo è stato condannato a un anno di reclusione ed è stato immediatamente rimesso in libertà. Per lui l’obbligo di firma per tre giorni alla settimana presso la p.g. Ma non c’è dubbio che parliamo di una condanna light se si considerano gli addebiti che venivano mossi al lacchese che lasciavano presagire un epilogo decisamente diverso. Invece la linea difensiva di Rossetti è riuscita a fare da “ammortizzatore” e limitare i danni.

Era stato arrestato dai carabinieri della Stazione di Forio dopo essere stato fermato per un controllo: aveva ingoiato due ovuli contenenti rispettivamente circa 10 grammi di eroina e circa 9 di cocaina, individuati a seguito di una radiografia effettuata presso l’ospedale Rizzoli

Il giudice ha convalidato l’arresto operato dagli uomini guidati dal capitano Angelo Pio Mitrione, poi la difesa ha eccepito le finalità di spaccio di Tommaso Lo Piccolo. L’avvocato Rossetti ha osservato che l’uomo si era recato a Napoli per acquistare eroina e cocaina per soddisfare i suoi bisogni ed il proprio consumo personale e di non avere alcuna intenzione di svolgere attività di cessione a terzi. Il quantitativo complessivo che gli è stato sequestrato, per quanto non proprio modico (10 grammi di eroina e 9 di cocaina) è compatibile con l’acquisto che compie un soggetto che, risiedendo su un’isola, certo non si sposta quotidianamente in terraferma per rifornirsi. Tra l’altro Cristiano Rossetti ha anche voluto sottolineare come il suo assistito si trovasse in una situazione economica tale da non aver certo bisogno di spacciare stupefacenti per tirare a campare: non a caso ha obiettato sul sequestro della somma di denaro di 40.000 euro in contanti, sottolineando come la stessa certo non potesse essere frutto dell’illecita attività. Anche perché chi dispone di un “capitale” del genere, certo non acquista pochi grammi di “roba” ma quantitativi ben più ingenti. Il legale ha rimarcato come Tommaso Lo Piccolo per diversi anni avesse gestito un’attività commerciale e che quei soldi fossero i risparmi accumulati in una vita di lavoro. A mettere nei guai il 41enne lacchese, in ogni caso, c’era anche un altro elemento che poteva costituire una prova pesante a carico dell’imputato, rappresentata dal rinvenimento di un bilancino di precisione. Ma anche su questo specifico punto è stato eccepito che il Lo Piccolo non aveva l’abitudine di acquistare lo stupefacente in dosi e che quello strumento gli serviva per potersele preparare. Alla fine, come detto, è arrivata la condanna a un anno di reclusione con l’uomo che è tornato in libertà. Il giudice, tra l’altro, ha disposto la restituzione dei 40.000 euro, particolare non trascurabile considerata la consistenza della somma.

Il difensore Cristiano Rossetti ha scelto il rito abbreviato e, dimostrando come non ci fosse finalità di spaccio ed il 40.000 euro sequestrati fossero il frutto di una serie di risparmi, riuscendo così ad evitare guai peggiori al proprio assistito

Tommaso Lo Piccolo era stato fermato nell’area portuale di Ischia nell’ambito di una serie di normali controlli del territorio disposti dall’Arma. Era sbarcato da una motonave proveniente da Napoli e nel momento in cui si era avvicinato a una macchina che aveva parcheggiato in zona i militari si sono qualificati e presentati e lo hanno invitato a scendere dall’auto. La perquisizione personale effettuata a suo carico aveva consentito di rinvenire mezzo grammo di hashish in un involucro di cellophane, poi il successivo esame radiografico presso l’ospedale Rizzoli faceva riscontrare la presenza di due ovuli nell’intestino, poi espulsi, contenenti rispettivamente circa 10 grammi di eroina e 9 di cocaina. Da qui l’arresto con il sostituto procuratore di turno che ha disposto il rito direttissimo.

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