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Spaccio di ferragosto rovinato, il pusher finisce in manette

Con l’ausilio dell’unità cinofila, i carabinieri del Nucleo Operativo hanno arrestato il 41enne Giovan Battista Di Costanzo. Con un blitz a sorpresa, nella sua abitazione rivenuti 360 grammi di marijuana, 211 di hashish, 37 di cocaina e 4 di crack. E’ stato tradotto al carcere di Poggioreale

Era tutto pronto, pianificato nei minimi particolari. Con la settimana di Ferragosto alle porte, la consueta invasione di turisti sull’isola d’Ischia e la richiesta di sostanze stupefacenti destinata ad aumentare in maniera vertiginosa perché sono tante per le quali il divertimento è occasione di sballo. E così aveva messo su un vero e proprio supermarket della droga, con sostanza di ogni tipo pronta a essere immessa sul mercato e a fruttare cospicui guadagni. Ma il soggetto di cui ci apprestiamo a parlare aveva fatto i conti senza l’oste, rappresentato nella circostanza dai carabinieri della Compagnia di Ischia, guidati dal capitano Angelo Pio Mitrione.

I militari del Nucleo Operativo di Ischia, coordinati dal luogotenente Sergio De Luca, unitamente all’unità cinofila antidroga di nome “Attila” (che in questo fine settimana è stata impegnata anche nell’attività di controllo sui porti, per accertarsi che i soggetti che sbarcavano a Ischia non lo facessero muniti di un quantitativo più o meno ingente di sostanze stupefacenti) hanno arrestato proprio con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di droga il quarantunenne Giovan Battista Di Costanzo, personaggio peraltro già noto alle cronache e di conseguenza alle forze dell’ordine.

Gli investigatori, come spesso accade in casi del genere, seguivano da qualche tempo una pista consapevoli che li avrebbe condotti a sgominare una fiorente attività di spaccio. In particolare i carabinieri venivano a conoscenza che il Di Costanzo aveva trasferito il proprio domicilio da Barano alla frazione foriana di Panza (località Campotese, per la precisione). Una circostanza, questa, che aveva insospettito non poco i militari che decidevano di vederci chiaro e al fine di acquisire dati di fatto sul conto del sospettato, organizzavano un servizio repressivo con l’attuazione di una perquisizione domiciliare con l’ausilio della predetta unità cinofila in dotazione al Nucleo Carabinieri Cinofili di Sarno. L’operazione, ovviamente, veniva pianificata nei minimi dettagli per essere certi che nulla potesse farla saltare: l’immobile dove dimorava il Di Costanzo veniva circondato in ogni suo angolo da personale dell’Arma in abiti civili con l’intento di evitare una possibile fuga del sospettato o che lo stesso potesse occultare qualcosa.

Ma in realtà, nel momento in cui il 41enne baranese si accorgeva della presenza del cane antidroga, ammetteva immediatamente ed in maniera spontanea di detenere sostanza stupefacente. E non si trattava nemmeno di poca roba se è vero che l’uomo prelevata da una camera daletto, una scatola di cartone contenente complessivamente 361 grammi di marijuana, due panetti di hashish del peso complessivo di 211 grammi, 37 grammi di cocaina costituita da un0unità pietra, poco più di 4 grammi di crack suddiviso in piccola frammenti. Di lì a poco Giovan Battista Di Costanzo consegnava una seconda scatola al cui interno si trovavano un bilancino elettronico di precisione, un coltello con manico di colore bianco e lama a punta intriso di residui di sostanza stupefacenti, che veniva utilizzata per il taglio dell’hashish. La sostanza stupefacente veniva naturalmente posta sotto sequestro e l’uomo condotto a sirene spiegata presso la Caserma di Ischia. La sostanza stupefacente e tutti gli attrezzi venivano naturalmente posti sotto sequestro, dell’accaduto veniva messo a conoscenza il sostituto procuratore di turno che – anche in virtù dei precedenti specifici dell’indagato – disponeva la traduzione in carcere dell’uomo. E così Di Costanzo, che probabilmente già pregustava un Ferragosto col portafoglio gonfio, si è ritrovato nel pomeriggio di sabato in una cella del carcere di Poggioreale, dove resterà a disposizione dell’autorità giudiziaria. Ma l’episodio, al netto delle successive determinazioni dell’autorità giudiziaria, è indicativo di quanta e quale sia la richiesta di stupefacenti sulla nostra isola specialmente nel periodo di altissima stagione. Il sequestro complessivo, non a caso, ad oltre seicento grammi di stupefacenti e i militari non hanno dubbi nel ritenere che anche il cambio di domicilio in una zona più periferica e dunque almeno sulla carta lontano da occhi indiscreti nasceva proprio con l’intento di restare lontano dai radar delle forze dell’ordine. Operazione che però non è andata a buon fine.

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