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Spaccio, il Riesame “libera” Umberto Nesi: per lui obbligo di dimora

ISCHIA. I giudici del Tribunale del Riesame ha rimesso in libertà l’ischitano Umberto Nesi, che era stato arrestato dai carabinieri della Compagnia di Ischia con l’accusa di detenzione al fine di spaccio di sostanze stupefacenti. Il giovane – difeso dall’avvocato Carmine Bernardo – ha ottenuto la misura cautelare dell’obbligo di dimora, decisamente meno afflittiva. Il Nesi, inoltre, non potrà abbandonare il proprio domicilio dalle 20 alle 8 del mattino.

Il ricorso al Riesame è il passaggio immediatamente successiva all’udienza di convalida che si era svolta a carico dell’indagato e di Denis Vuoso, pure arrestato dai militari dell’Arma con la medesima accusa. Il Gip Carola convalidò l’arresto operato dai tutori dell’ordine, e alla fine dell’udienza dispose la misura cautelare degli arresti domiciliari per entrambi gli accusati. Nonostante la condizione di incensurati, il giudice  reputò opportuno stabilire una misura comunque restrittiva della libertà personale, probabilmente anche a fronte dell’ingente quantitativo di sostanza stupefacente che i Carabinieri avevano rinvenuto nelle abitazioni dei due arrestati: circa un chilo di hashish. Una quantità indubbiamente notevole, oltre che allarmante, visto il costante aumento del fenomeno dello spaccio e del consumo di droga sull’isola verde. In ogni caso, nella circostanza la difesa non apparve completamente soddisfatta dell’esito dell’udienza, avendo confidato in una misura più lieve. Da qui la decisione di ricorrere al Riesame per ottenere una mitigazione della misura cautelare.

L’arresto di Vuoso e Nesi avvenne al termine di una lunga e minuziosa attività di indagine. I militari avevano ricostruito uno scenario nel quale risultavano nuovi canali dello spaccio di droga consolidatisi sulla nostra isola. I punti nevralgici di tale traffico illecito erano stati localizzati al Testaccio nel comune di Barano, e a Ischia in via Sogliuzzo presso un noto bar. I due punti erano rispettivamente  il luogo dove è situata l’abitazione di Vuoso  e l’attività presso il quale il Nesi prestava la sua attività lavorativa. E l’azione dei militari fu condotta proprio in simultanea nei due punti, con una sincronia pressoché perfetta, non lasciando alcuna possibilità di comunicazione tra i due soggetti. Sul versante-Ischia, gli uomini guidati dal luogotenente De Luca bloccarono Nesi nel bar, durante la sua attività di cameriere, con addosso circa 9 grammi di hashish, per poi rinvenire nella sua abitazione diverse stecche di sostanza oltre a 800 euro in contanti. Un’attività, quella dello spaccio, portata avanti per “arrotondare” le entrate e messa in piedi tramite una sorta di “società” col Vuoso il quale, a quanto sembra, ricopriva anche il ruolo di corriere. Proprio a casa di Vuoso, nell’operazione di perquisizione, in diversi punti dell’abitazione i militari reperrono la bellezza, si fa per dire, di circa 900 grammi di hashish. Le evidenze emerse avevano dunque fatto scattare l’accusa e il conseguente arresto con il trasferimento a Poggioreale.

Corrado Roveda

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