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Spiaggia della Pagoda, rinvenuta una siringa usata

di Francesco Castaldi

ISCHIA – Non sappiamo se la siringa visibile nella foto sia stata utilizzata nottetempo da qualche tossicodipendente, ma è chiaro che un simile oggetto non dovrebbe trovarsi su una spiaggia – in questo caso quella della Pagoda – frequentata quotidianamente da numerosi bagnanti, tra i quali molti bambini. Questi ultimi in particolare, a causa della loro innata curiosità, nel raccogliere lo strumento medico potrebbero ferirsi e rischiare di contrarre malattie veneree. Pur trattandosi di un episodio circoscritto, non possiamo che denunciare senza mezzi termini la circostanza, dal momento che il Comune di Ischia dovrebbe prestare maggiore attenzione nella cura degli arenili, e ciò per tutelare la salute di residenti e turisti, che di certo non possono rischiare di finire all’ospedale “Rizzoli” a causa di una siringa.

Nell’incipit del presente articolo abbiamo detto di non essere in grado di stabilire con certezza se l’oggetto in questione sia stato usato da qualche individuo dedito al consumo di sostanze stupefacenti, anche se ci sembra abbastanza difficile credere il contrario. Qualcuno potrebbe dire che si tratta di una siringa di insulina adoperata da qualche diabetico per tenere a bada la propria malattia. Tuttavia ci sembra alquanto improbabile che un malato di diabete lasci su una spiaggia uno strumento che, nelle ingenue mani di un bambino, potrebbe verosimilmente rappresentare un serio pericolo per la sua incolumità. Restiamo dunque dell’idea che l’oggetto ritratto nella fotografia a lato sia una siringa utilizzata da un tossicodipendente che, non sapendo dove gettarla, ha pensato bene di lasciarla proprio sull’arenile dove evidentemente la sostanza è stata consumata.

Quella relativa all'(ab)uso di stupefacenti è una vera piaga per l’intera isola d’Ischia e anche per la vicina Procida, dove infatti negli ultimi anni sono morte diverse persone. Un’attrazione fatale, quella per le cosiddette sostanze proibite, che ha ammaliato e continua ad ammaliare moltissimi giovani che, alla frenetica ricerca dello sballo, spesso e volentieri trovano invece la morte. Sarebbe opportuno che le amministrazioni comunali, al fine di prevenire epiloghi così nefasti, di concerto tra loro decidano di promuovere una seria campagna di sensibilizzazione sul territorio isolano, attraverso la quale spiegare soprattutto ai giovanissimi gli ingenti danni che derivano dal consumo continuato di stupefacenti.

Per essere realmente efficace, questa “crociata” dovrebbe essere sposata anche da tutti gli imprenditori che operano nell’ambito della movida ischitana, che dovrebbero cooperare con maggiore solerzia con le forze dell’ordine per arginare non solo l’utilizzo, ma anche lo spaccio di sostanze stupefacenti da parte di quegli individui che, approfittando della confusione che si genera sovente all’esterno e all’interno dei locali notturni, cedono la droga ai propri acquirenti in maniera pressoché indisturbata.

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