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Il mare “flagella” la spiaggia di San Francesco

Transennata l’accesso che va dal ristorante “La Rondinella” al lido dei Marinai d’Italia: le mareggiate invernali e le correnti hanno finito col trasformare un luogo simbolo dell’isola in un fronte fragile, instabile e pericoloso. Servono atti concreti, immediati e risolutivi

di Danilo Volpe

La spiaggia di San Francesco, uno dei tratti più suggestivi e amati di Forio d’Ischia, sta lentamente scomparendo sotto gli occhi di tutti. Nel tratto che va dal ristorante “La Rondinella” fino al lido dei Marinai d’Italia, il mare continua a mangiare metri di arenile e, cosa ancor più grave, sta erodendo il terreno che sostiene l’accesso ai lidi tanto da penetrare nelle feritoie fino ad uscire addirittura in strada quando è in tempesta e rischia di danneggiare i cavi elettrici e i tubi di collegamento dell’acqua. Una ferita aperta che si allarga giorno dopo giorno nell’indifferenza generale.

La causa è nota da anni. Da quando, per decisione della Sovrintendenza napoletana, fu rimossa la scogliera che proteggeva quel tratto di costa, il moto ondoso ha ripreso con violenza il suo lavoro di erosione. Senza alcuna barriera naturale o artificiale, le mareggiate invernali e le correnti hanno progressivamente divorato la spiaggia, trasformando un luogo simbolo in un fronte fragile, instabile, pericoloso.

L’ultimo segnale d’allarme è arrivato con l’intervento dei vigili urbani che, con transenne e divieti, hanno chiuso l’accesso che conduce fino alla spiaggia dell’Anmi. Un provvedimento necessario per la sicurezza anche di alcune famiglie che vivono in quel tratto, ma che rappresenta anche la certificazione ufficiale di un degrado che non è più rinviabile. Quando si arriva a chiudere un accesso pubblico per rischio cedimenti, significa che il problema è ormai fuori controllo.

Da quando, per decisione della Sovrintendenza napoletana, fu rimossa la scogliera che proteggeva quel tratto di costa, il moto ondoso ha ripreso con violenza il suo lavoro di erosione

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Eppure, le soluzioni esistono. La Regione Campania ha già previsto uno stanziamento per il ripristino delle scogliere. Soldi che devono essere utilizzati subito, senza ulteriori rimpalli burocratici, senza lungaggini amministrative, senza nuovi studi che finirebbero solo per certificare ciò che è già evidente a occhio nudo: la spiaggia di San Francesco sta sparendo.

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Anche il Comune di Forio non può continuare a limitarsi a interventi tampone. Da anni si leva un grido d’allarme da questo tratto di costa, ignorato o sottovalutato. Ora non è più tempo di sopralluoghi e promesse. Occorrono atti concreti, immediati, risolutivi.

San Francesco non è soltanto una spiaggia. È un patrimonio paesaggistico, turistico ed economico dell’isola. Lasciarla morire significa accettare passivamente la perdita di un bene collettivo che, una volta cancellato, non potrà più essere restituito.

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