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Spine in casa EVI, va deserta la seduta del CdA

Di dubbi, ad onor del vero, ce n’erano ben pochi anche prima. Adesso però quei pochi sono stati completamente dissipati e divenuti certezza assoluta. In casa EVI, ormai, si naviga nell’anarchia più assoluta e si vive una faida interna dove il tutti contro tutti sembra essere diventata la regola piuttosto che l’eccezione. Ad aggiungere benzina sul fuoco, ancora una volta, una politica che si dimostra incapace (a meno che non ne abbia affatto intenzione, il che se vogliamo sarebbe ancora peggio) di prendere le redini in mano e riportare ordine all’interno dell’azienda che gestisce il servizio idrico e fognario sull’isola. Nella mattinata di ieri, presso gli uffici di via Leonardo Mazzella, era prevista una seduta del consiglio d’amministrazione chiamato a pronunciarsi o quantomeno ad affrontare la richiesta del presidente Mario Basentini, che di recente per il tramite dei suoi legali ha chiesto la somma non proprio “irrilevante” di 150.000 euro tra indennità, funzioni ricoperte e non conteggiate e chi più ne ha più ne metta. Un’iniziativa che francamente è sembrata una sorta di entrata a gamba tesa – al netto delle ragioni che il professionista può vantare, il momento non pare essere stato dei più opportuni – al punto tale da essere censurata ancor più recentemente anche dal collegio dei sindaci dell’azienda. Insomma, una patata bollente di non poco conto eppure ieri mattina all’orario convenuto la stanza dove avrebbero dovuto riunirsi i nostri eroi è rimasta mestamente vuota. Nessuno dei componenti del CdA ha inteso partecipare alla riunione che è andata completamente deserta e rinviata verosimilmente a data da destinarsi. Ed è chiaro che questa diserzione di massa, oltre ad aver lasciato francamente perplessi, ha suscitato anche il classico chiacchiericcio all’interno dell’azienda e anche tra gli addetti ai lavori. Perché, ad essere sinceri, non manca chi sostiene che tra i membri ci sia anche chi volutamente abbia voluto evitare un braccio di ferro o ulteriori tensioni dal momento che potrebbe essere imminente la pubblicazione delle graduatorie dei concorsi e di conseguenza anche le annesse assunzioni.

La riunione era stata convocata per discutere della richiesta di indennizzo di circa 150.000 euro presentata dal presidente Mario Basentini

E’ chiaro che l’assenza al “summit” in programma ieri segna anche una profonda spaccatura col collegio dei sindaci guidato da Rosario Silvitelli. Che proprio nei giorni scorsi, con una nota indirizzata non soltanto a Mario Basentini ma anche alla presidente del Cisi Rossella Buono, era stato perentorio in una serie di affermazioni. In particolare, si evidenziava che “il collegio sindacale ritiene doveroso sottoporre alla sua attenzione le proprie considerazioni in merito alla comunicazione trasmessa a mezzo pec dall’avvocato Salzano nell’interesse del presidente Basentini. Tale iniziativa suscita viva preoccupazione in quanto appare suscettibile di una significativa criticità nei rapporti fiduciari intercorrenti tra il socio e gli organi di amministrazione della società, in una fase particolarmente delicata della vita societaria. Il collegio sindacale ritiene inoltre di non poter condividere né sotto il profilo sostanziale né sotto quello istituzionale (come già espresso manifestamente al CDA della società nell’ultima seduta del 16 giugno) il contenuto e le modalità della predetta comunicazione, che non appaiono coerenti con i principi di leale collaborazione e corretto funzionamento degli organi societari. Si evidenzia infatti che l’assemblea dei soci non ha ancora approvato il bilancio dell’esercizio 2023, documento che è stato oggetto di approfondite valutazioni da parte del consiglio di amministrazione, anche in relazione all’eventualità di apportarvi modifiche. In ragione di tale situazione e della conseguente incertezza in ordine alla definitiva configurazione del progetto di bilancio, il collegio sindacale non ha ritenuto di poter esprimere parere favorevole sul progetto di bilancio relativo all’esercizio 2024. Parimenti si rappresenta che alla data odierna non risulta ancora predisposto il progetto di bilancio relativo all’esercizio chiuso al 31 dicembre 2025”. Insomma, nonostante questo (ed altro) continua il fuggi fuggi generale. Ma fino a quando andrà avanti questo andazzo?

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