LE OPINIONI

Splendido coro di papà a San Giuseppe con don Carlo Candido

Primavera nuova nel mese del Patrono Universale della Chiesa

I papà si sono preparati e scelti per tempo a formare un coro motivato per cantare a San Giuseppe nella sua magnifica ricorrenza del 19 marzo scorso alle ore 18,30 per la S. Messa presso la Chiesa dello Spirito Santo a Ischia Ponte col sempre creativo ed esemplare Parroco don Carlo Candido. Per motivi di sindrome influenzale non è stato possibile allo scrivente poter ancora intervenire nel bellissimo Tempio della stupenda tela della Pentecoste o Cenacolo, ma era presente nel coro il proprio genero Nicola Baldino e famiglia (moglie Grazia Maria e i figlioletti Giovan Giuseppe e Giada Maria) che del resto qui frequentano i Sacramenti e le celebrazioni. Questi i nomi dei possenti cantori: Maestro Massimo Baldino; Andrea Cozzolino; Antonio Mazzella; Andrea Sorice; Franco Morici; Francesco Assante; Franco Castagna; Franco Trani; Francesco Schiano; Gaetano Santaniello; Giampaolo Trani; Mario Eroico; Nicola Baldino; Nicola Cozzolino; Pasquale Di Massa. Magistrale l’omelia del Parroco don Candido: non solo nel Vangelo, ma anche presso i cultori di Mariologia, Giuseppe e Maria sono intimamente congiunti. In realtà l’unione profonda tra Maria e Giuseppe trasforma quest’ultimo in un’entità noetica (di conoscenza) rispetto alla sua sposa. Non si può raggiungere una piena conoscenza di Maria e anche del Verbo incarnato, senza conoscere colui che è stato divinamente scelto per la missione di sposo di Maria e di padre putativo di Cristo. Giuseppe è padre, ma non genitore. La “giustizia” di Giuseppe “uomo giusto” consiste nell’atteggiamento assunto da Giuseppe verso Maria e verso Gesù, vero Dio e vero Uomo. Poiché Giuseppe era giusto, era deciso a fare la volontà di Dio. Giuseppe, reputandosi indegno di coabitare con la Madre di Dio, si sente costretto a lasciarla: com’è facile intuire, il sottofondo di questa giustizia è un senso di grande umiltà, maggiormente sentito quando viene preso in considerazione direttamente Gesù e Giuseppe non vuole farsi passare per il genitore del Bambino Divino. L’evento appartiene al dramma della salvezza dell’umanità e Giuseppe non sa con quale diritto o ruolo vi si possa o debba intromettere senza una speciale vocazione dall’Alto, proporzionata all’eccezionalità del momento. Giuseppe sa che Maria è incinta per opera dello Spirito Santo Dio e le parole dell’Angelo (sempre Messaggero di Dio) rivelano a Giuseppe il suo ufficio. La giustizia di Giuseppe consiste, pertanto, nell’atteggiamento riverente verso la Volontà divina: “Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa; senza dubbio ciò che in lei è generato è opera dello Spirito Santo, ma essa partorirà un figlio, al quale tu porrai nome Gesù; è lui infatti colui che salverà il proprio popolo dai suoi peccati”. E’ come figlio di Davide che Giuseppe prende con sé Maria e fa partecipare Gesù alla genealogia davidica: Gesù è figlio di Davide perché lo è Giuseppe! L’annuncio a Maria e il suo consenso (cf Lc 1,26-38) trovano, dunque, un adeguato parallelo e opportuno riscontro nell’annunzio a Giuseppe e nel suo consenso (cf Mt 1, 18-25). Alla base della famiglia di Nazaret c’è l’accoglienza reciproca di Maria e di Giuseppe, preceduta però dall’accettazione da parte di entrambi del mistero della concezione verginale di Gesù. Il Vangelo sottolinea espressamente che Giuseppe “prese con se Maria sua sposa”(Mt 1,24): è il “fiat” silenzioso dello sposo, che accettando Maria acconsente ad apparire agli occhi della gente come il padre di Gesù, assumendo però la sua responsabilità di capofamiglia secondo gli usi del suo tempo. Vocazione all’obbedienza e al tempo dell’episodio dei magi, egli si eclissa dinanzi al “bambino con Maria sua Madre” (Mt 2,11); egli prende l’iniziativa della fuga in Egitto e del ritorno dall’Egitto (Mt 2,14.15); e Gesù rimane fino a trent’anni sottomesso a lui e a Maria (Lc 2,51) e sarà conosciuto come “figlio del falegname” (Mt 13,55) e la sua crescita “in sapienza, età e grazia”(Lc 2,52); relazione tra Giuseppe e Maria strettamente unita in tutti gli episodi della vita di Gesù: “Tuo padre ed io angosciati ti cercavamo” (Lc 2,58). Dopo Gesù e Maria, c’è Giuseppe Patrono Universale della Chiesa proclamato dal beato Papa Pio IX l’8 dicembre 1870 e dalle lodi del bellissimo coro di papà nel tempio dello Spirito Santo a Ischia Ponte.

*Pasquale Baldino – Responsabile e promotore diocesano Cenacoli Mariani, docente Liceo, poeta (email: prof.pasqualebaldino@libero.it)  

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