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Stagione dei funghi, attenti all’Amanita Phalloides

Gianluca Castagna | Casamicciola Terme –  Piogge abbondanti e poi di nuovo il sole. La terra sembra ribollire, condizione perfetta per andare a caccia di funghi. Né piante né animali ma esseri viventi del tutto peculiari, apparentemente indifesi ma in molti casi addirittura fatali. I funghi svolgono un ruolo essenziale nell’equilibrio dell’ambiente, esercitano infatti un’azione rigenerativa sia per l’ecosistema sia per l’organismo umano. Anche se bisognerebbe ricordarsi sempre che sono piuttosto difficili da digerire anche quando completamente commestibili.
Nelle scorse settimane la stagione dei funghi era entrata nel vivo, scatenando la raccolta, non sempre avveduta, dei tanti appassionati isolani. Una buona parte dei quali non solo non segue le disposizioni che la regolamentano, ma conosce poco anche “l’oggetto del desiderio”. Tanto che – lo rilevano i micologi delle Asl – i soggetti più intossicati dai funghi sono quelli che ritenevano di essere esperti conoscitori.
Ecco perché è risultato interessante l’incontro che si è tenuto giovedì pomeriggio, all’Osservatorio geofisico di Casamicciola, con Valerio Mazzella, laureato in Scienze biologiche e appassionato conoscitore del regno dei funghi. Protagonista, uno dei funghi più trasformisti e ingannatori che troviamo nei nostri boschi: l’Amanita Phalloides. Bello a vedersi (e Mazzella ne ha mostrati diversi esemplari), micidiale per i danni irreversibili che provoca a fegato e reni.

Foto principale in altoUna serata dedicata in particolare all’Amanita Phalloides. Perché?
«E’ un fungo mortale, di fine periodo, molto presente a Ischia. Conoscendo le abitudini degli isolani, ho voluto organizzare questa serata divulgativa per imparare a conoscerlo meglio».

Quando si trovano i funghi a Ischia?
«La stagione micologica ischitana va da giugno a gennaio, con variabilità delle specie e delle quantità. Durante l’estate, ad esempio, è più secco, quindi si abbassa il numero delle specie, che poi aumenta in maniera significativa in prossimità dell’autunno».

Come si impara a riconoscere un fungo commestibile?
«Non esiste un modo empirico. Bisogna studiarli approfonditamente e avvalersi di una persona più esperta che possa insegnarti i piccoli trucchi del mestiere. Un vero micologo ha la barba e i capelli bianchi, perché arriva a una conoscenza approfondita solo dopo molti anni di esperienza».

Quali sono gli errori più comuni che gli isolani commettono nella raccolta e nel consumo di funghi?
«Nella raccolta, l’errore più grave è quello di tagliare i funghi alla base del gambo. Tutti i caratteri distintivi devono sempre essere presenti e ben visibili in ogni esemplare raccolto. Altro errore, gravissimo, è quello di bastonare tutti i funghi che non riteniamo buoni da mangiare: in realtà, svolgono un’importante funzione ecologica come distruttori di materia organica. Un fungo che si nutre di legno, ad esempio, rende quel legno una sostanza utile per l’ambiente. Spesso bastoniamo funghi che sono ottimi da mangiare, solo che non li conosciamo. Lo facciamo con la Russula aurea, comunemente chiamata Colombina dorata, con la Colombina maggiore, con il Verdone. Poi, a proposito di consumo, mangiamo inspiegabilmente i Boleti luridi, spesso tossici».

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E’ vero che i funghi sono facilmente alterabili? Entro quanto tempo vanno consumati?
«I funghi vanno consumati immediatamente. Il miglior metodo di conservazione è l’essiccamento, non c’è altro modo. Congelarli è sbagliato, perché possono sviluppare sostanze negative. Non dimentichiamo che sono organismi indigesti, fatti di chitina, sostanza poco digeribile già in quantità moderata. I funghi, inoltre, non vanno mai congelati interi, ma tagliati e posti in bustine singole. E consumati, al massimo, entro due mesi dalla raccolta».

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Foto 1Quali sono i funghi più velenosi che troviamo a Ischia?
«Sicuramente l’Amanita Phalloides. Ce ne sono anche altri, più piccoli, estremamente velenosi. Parliamo di funghi che possono dare esiti fatali. Si trovano in ambienti di quercia, leccio, nella zona del Cratere, nella zona del Montagnone tra Casamicciola e Barano. Soprattutto a fine stagione è facilissimo imbattersi in queste specie».

A Ischia esiste la vendita illegale di funghi ?
«Sicuramente sì. La quantità di solito è limitata, più uno scambio tra amici che un business vero e proprio».

Sfatiamo tre leggende sui funghi
«Il cucchiaio d’argento e l’aglio non anneriscono in presenza di un fungo velenoso. Non è vero che i funghi di cui si cibano certi animali sono commestibili anche per l’uomo. E’ falso, infine, che sottoponendo i funghi a trattamenti alchemici, tipo salatura, bollitura, essiccatura, diventano commestibili. Se un fungo è velenoso, rimarrà velenoso».

Tre suggerimenti a chi va in cerca di funghi
«Acculturarsi, prima di tutto. Imparare almeno quelle cinque specie che sono buone da mangiare. In seconda battuta, fare uscite con attrezzatura idonea, un cesto di vimini e un coltello per pulirli sul posto ad esempio. Terzo, non meno importante, evitare di toccare funghi che non interessano o non sono commestibili. Lasciare stare nel bosco tutto ciò che non si vuole prendere».

Com’è regolamentata la raccolta dei funghi?
«Il tesserino può essere rilasciato da vari enti previo superamento di un colloquio, in modo che si possa ottenere l’abilitazione alla raccolta dei funghi. Utile perché insegna alle persone come prevenire le intossicazioni».

Foto secondaria in bassoCosa sono i funghi medicinali e in che modo possono contribuire al benessere psicofisico di un individuo?
«La micoterapia è abbastanza diffusa, anche a Ischia. Conosco persone che raccolgono funghi come il Ganoderma Lucidum per farne infusi, decotti o polverine. Si ritiene abbia forti proprietà antinfiammatorie. L’Amanita Phalloides, protagonista di questa serata, pare sia molto efficace nella lotta contro i tumori, avendo proprietà che bloccano un enzima delle cellule malate impedendo loro di riprodursi. Chiaramente siamo ancora all’inizio della ricerca, e ciò che funziona in vitro non si rivela altrettanto efficace quando si passa all’uomo, alla sua fisiologia così complessa. E’ vero, però, che i funghi possiedono molte sostanze benefiche in grado di migliorare la salute dell’uomo. Hanno uno scambio diretto con la terra, assorbono minerali che poi sintetizzano in base alla nicchia ecologica che occupano. Sostanze benefiche e tossiche. Si tratta di organismi indifesi che, nel corso dell’evoluzione, hanno imparato a difendersi per non estinguersi. Del resto, fossero stati tutti commestibili, oggi non esisterebbero più».

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