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Stalking a una minore, Scotti dai domiciliari alla clinica

ISCHIA. Pasquale Scotti è stato trasferito in una struttura sanitaria specializzata. Per il 22enne isolano terminano dunque gli arresti domiciliari, a cui era stato inizialmente destinato dal Gip Pietro Carola, nell’ambito di una vicenda non certo semplice da gestire. Per tutti: magistrato, familiari e lo stesso indagato. Le particolari condizioni psicologiche del giovane si sono rapidamente rivelate incompatibili con la misura cautelare disposta dal Gip. Ieri è arrivata la notifica della nuova disposizione: Scotti sarà tradotto dunque presso una struttura idonea, a Pozzuoli. Come si ricorderà, il ragazzo risulta indagato per minacce e atti persecutori nei confronti di una ragazza minorenne perché, come si legge nel dispositivo del Gip, «con condotte reiterate consistite nel seguire costantemente la minore M.A., nel minacciare di morte lei e le persone che si trovano in sua compagnia con espressioni del tipo “adesso vado a prendere un coltello e torno”, “portatemi dentro tanto non mi potete fare nulla”, talvolta anche con l’utilizzo di armi quali coltelli o pezzi di bottiglie rotte, inviandole numerosi messaggi», attraverso i quali «molestava la persona offesa in modo da cagionarle un perdurante e grave stato d’ansia o di paura nonché un fondato timore per la propria incolumità, tale da costringerla a modificare le proprie abitudini di vita». Il tutto, osservava il gip nell’ordinanza, con l’aggravante di aver commesso il fatto nei confronti di una persona minore di età e con l’utilizzo di armi. Una vicenda iniziata due mesi fa, quando la minorenne raccontò ai Carabinieri l’accaduto. Una serie di comportamenti minacciosi tenuti dallo Scotti conseguenza di un’infatuazione che lo stesso nutriva verso un’amica della la giovane ragazza, A.S.. E non a caso, il 14 aprile, nei pressi di un accorsato bar casamicciolese, A.M. era stata raggiunta dall’indagato il quale mostrandole un coltello infilato nel fianco destro, si rivolgeva alla A. dicendole “io ti ammazzo, guarda che ho il coltello. Ai militari dell’Arma la denunciante spiegava di essere a conoscenza del fatto che Pasquale Scotti si era invaghito della sua amica ma che questa non avesse assolutamente intenzione di intraprendere rapporti di nessun genere con lei e il 22enne casamicciolese aveva pensato che la causa delle possibili divisioni tra loro fosse proprio A.M. Una decina di giorni dopo, un altro episodio: Scotti iniziò a dare in escandescenze dopo aver notato per strada A.M. e A.S. in compagnia di un loro amico. Dopo aver preso a calci un cestino dei rifiuti, prima di essere calmato da una parente, il giovane raggiunse più tardi i tre brandendo una bottiglia di vetro rotta ed insistendo nel suo comportamento minaccioso, in particolare minacciando di uccidere il ragazzo. A.M. avrebbe sentito lo Scotti dire che sarebbe andato a prendere un coltello a casa, frase questa udita e confermata anche da un agente in servizio presso il commissariato di Ischia, presso i cui uffici furono poi sentite a verbale altre utili testimonianze. Ancora qualche settimana e il 13 maggio, l’ennesimo episodio si verifica a Lacco Ameno. Pasquale Scotti ferma ancora una volta A.M. e A.S. con la scusa di voler regalare loro dei biglietti per le giostre ma quando alle ragazze si avvicinava un amico il casamicciolese andava nuovamente in escandescenze spingendo a terra A.S. e iniziando ad aggredire anche una persona accorsa nel frattempo sul posto, il quale si procurava anche delle lesioni.

Di fronte alla serie di eventi illustrati, il Gip non ebbe dubbi nel comminare la misura degli arresti  domiciliari, ma durante l’udienza di convalida d’arresto l’avvocato Paolo Rizzotto consegnò al Gip Pietro Carola una consulenza tecnica già esibita in un procedimento, riguardante Scotti, in corso dinanzi il giudice Capuano presso il Tribunale di Ischia, documento che dimostrerebbe l’impossibilità del giovane a stare nel processo, per una serie di problemi psichici, consistenti in un ritardo e in manifestazioni schizofreniche,  del tutto incompatibili con la misura degli arresti domiciliari. Lo scopo era quello di ottenere una modifica della misura disponendo la permanenza del 22enne presso una struttura specializzata in cui il soggetto potesse essere seguito e curato.

Nelle more dell’analisi di tale richiesta, alcuni giorni fa il giovane aveva tuttavia violato gli arresti domiciliari dopo una discussione coi familiari: processato per direttissima per il reato di evasione, è stato condannato a otto mesi di reclusione. Il Gip ha ritenuto di accogliere l’istanza dell’avvocato Rizzotto, vista l’acclarata mancanza di adattabilità dell’indagato alla misura degli arresti tra le mura domestiche, e ieri ha dunque ordinato il suo trasferimento in un centro psichiatrico nella città puteolana, mutando la misura degli arresti domiciliari in quella di custodia cautelare da trascorrere nella struttura.

Francesco Ferrandino

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