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Stangata a Ischia per i “furbetti” del reddito

Un decreto di sequestro preventivo d’urgenza è stato emesso dalla Procura della Repubblica di Napoli nei confronti di dieci cittadini residenti dell’isola d’Ischia, che avrebbero percepito illecitamente il reddito della cittadinanza. Nel mirino dell’autorità giudiziaria sono finiti M. P.; L. D. N. M., A. N., E. A., M. N., L. D. B., A. F., E. M., R. M. e G. C.. Nel decreto firmato dalla Seconda Sezione indagini vengono anche spiegate analiticamente le posizioni e i motivi per i quali si è proceduto al sequestro di cui sopra, provvedimenti emessi al termine di un’attività investigativa condotta dai militari della Guardia di Finanza. Analizzando gli atti, si nota che in un caso non veniva rappresentata ad esempio la titolarità di una omonima ditta individuale esercente l’attività di ristorazione ed addirittura attiva dal lontano 2004 (percependo la somma di euro 16.200). C’è anche chi nel compilare la sua domanda non avrebbe rappresentato – al fine di rientrate nei parametri per ottenere il reddito – il possesso di un motociclo né tantomeno di esporre redditi e patrimoni conseguiti a cavallo tra gli anni 2017 e 2018 dal nucleo familiare d’origine, risultando in quegli anni soggetto a carico, percependo così indebitamente un sussidio di complessivi euro 8.808,66. La proprietà di un mezzo a due ruote, per la cronaca, rientra anche in un altro caso con il soggetto in questione che si è assicurato ben 18 mensilità.

In un’altra circostanza un soggetto ammesso al beneficio con richiesta presentata nel marzo 2019, ometteva di comunicare nel termine di quindici giorni una serie di variazioni patrimoniali derivanti dal conseguimento di vincite pari a 110.000 euro ottenute tramite il gioco on line, ed incassando comunque dal reddito la somma di 16.453,30 euro. Ancora uno dei nostri concittadini ometteva di presentare nella richiesta di erogazione del reddito di cittadinanza di comunicare la titolarità di cespiti immobiliari per un valore superiore a 30.000 euro, percependo indebitamente un sussidio pari a 12.692,89. Ma c’era anche chi aveva chiesto di percepire il reddito pur essendo amministratore o legale rappresentante di ben due società e nonostante questo riuscendo a incassare la somma di 10.000 euro. Lo stesso dicasi per chi aveva omesso di dichiarare la sua qualità di amministratore di una serie numerosa di società che l’aveva portata ad ottenere somme per complessivi 8.000 euro e spiccioli. Stesso iter seguito anche da un altro degli indagati, in possesso di ditta individuale, legale rappresentante di un paio di aziende operanti nel settore turistico e finanche socia di una struttura ricettiva (percependo a titolo di sussidio 8.500 euro).

Nel decreto di sequestro preventivo si legge che “il caso in esame trae origine dall’attività della Tenenza della Guardia di Finanza di Ischia, finalizzata ad accertare l’utilizzo di dati falsi e/o la ricorrenza di specifiche omissioni da parte di soggetti percettori del reddito di cittadinanza all’atto della presentazione della richiesta di partecipazione alla misura sociale, nonché nella fase di fruizione del sussidio… Gli accertamenti eseguiti hanno consentito di rilevare l’esistenza di incongruenza e/o omissioni tanto all’atto dell’accesso al beneficio, ossia nel corpo delle dichiarazioni attestanti il possesso dei requisiti di legge, che nell’ambito delle comunicazioni relative alle variazioni di tali presupposti ai fini della conservazione del sussidio. In particolare è stata accertata a titolarità di conti di gioco on line fonte di vincite cospicue conseguite durante la percezione del sussidio e non comunicate, la partecipazione nell’ambito di compagini societarie nella veste di rappresentanti legali e/o amministratori nonché l’esercizio di una attività di impresa nell’ambito di ditte individuali, circostanze anche queste non dichiarate all’atto della presentazione della domanda. Infine, è stato accertato il godimento e la disponibilità di beni immobili e/o durevoli per un valore superiore rispetto ai limiti imposti dalla legge”.

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