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Stani Verde: «Del Deo? In questi anni ha venduto solo fumo»

 

di Francesco Castaldi

FORIO – A oltre due mesi dall’ultima seduta del consiglio comunale di Forio, le opposizioni hanno chiesto al presidente della civica assise, l’avvocato Michele Regine, di convocare urgentemente una riunione per discutere le problematiche che affliggono il Comune all’ombra del Torrione. Tra i firmatari dell’atto figura anche il consigliere Stani Verde, che abbiamo incontrato nel corso della giornata di ieri per fare il punto della situazione dopo questa lunga “tregua” politica.

Dopo circa due mesi, la minoranza ha richiesto la convocazione urgente del consiglio comunale, che si terrà entro il mese di gennaio. All’ordine del giorno avete deciso di far inserire dei punti molto delicati.

«Sembra quantomeno assurdo che a pensare alla convocazione del consiglio comunale debbano essere le opposizioni. Con tutti i problemi che ci sono e che attanagliano il paese, sembra che Francesco Del Deo e la sua compagine non sentano la necessità di confrontarsi in consiglio comunale. Ed è forse questo il motivo per cui i problemi – che penso siano addirittura aumentati rispetto al passato – sono sempre gli stessi. Non saprei dire per quale motivo le problematiche non vengono affrontate. Delle due l’una: o per incapacità o per semplice lassismo».

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Nell’ultima seduta – almeno sulla carta – il consigliere Giuseppe Colella ha detto addio alla maggioranza guidata dall’ex democristiano. Anche alla luce di questa ulteriore defezione, secondo lei di quale salute gode attualmente l’amministrazione?

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«Sembra che ad oggi la maggioranza di Francesco Del Deo si sia ridotta ai minimi termini. La squadra del sindaco è in piedi grazie a un solo consigliere in più rispetto ai numeri dell’opposizione. Questo la dice lunga sul malessere che vivono gli stessi consiglieri comunali, e la dice lunga anche sulla qualità del lavoro svolto da questa amministrazione: se tutti sono scontenti, ci sarà un motivo. Tornando invece alla convocazione del consiglio comunale, ci tengo a precisare un aspetto: noi dell’opposizione ci siamo preoccupati di mettere all’ordine del giorno punti di fondamentale vitalità per il nostro paese. Tuttavia, puntualmente, il consiglio comunale viene convocato soltanto per mera prassi, e i nostri punti all’ordine del giorno vengono fatti slittare agli ultimi posti proprio per evitare che essi siano oggetto di discussione, e questo perché, come ho già detto, il sindaco e la sua maggioranza sono incapaci di rispondere e di far fronte con efficacia ai problemi di Forio. Dopo tanti anni di amministrazione, sono stati capaci di vendere soltanto del fumo. Francesco Del Deo ha lanciato solo slogan, non capendo che la campagna elettorale è finita da un pezzo. Siamo quasi alla fine della consiliatura, ma il sindaco continua imperterrito a fare proclami: non ci sono fatti tangibili, non ci sono risposte alle nostre domande e, fatto ancor più grave, non ci sono risposte alle esigenze della cittadinanza».

Com’è noto, alla fine dello scorso anno il Tar ha bocciato il suo ricorso presentato tramite l’avvocato Bruno Molinaro, che però non si è perso d’animo: la “palla”, infatti, è passata al Consiglio di Stato.

«Da parte dei giudici del tribunale amministrativo ci sono stati degli errori di valutazione, ed è proprio questa consapevolezza che ci ha spinti a riproporre il ricorso al Consiglio di Stato. Il motivo fondamentale per cui sono stato costretto a ricorrere prima al Tar e ora a palazzo Spada trova giustificazione nel fatto che l’amministrazione comunale, con l’ausilio del presidente del consiglio, purtroppo prova sempre a mettere i bastoni far le ruote alle opposizioni, quando in teoria dovrebbe essere l’esatto contrario. Nel caso di specie ci troviamo in un contesto in cui la minoranza cerca fattivamente di collaborare con l’amministrazione, chiedendo di poter discutere i problemi del paese. Loro, di tutta risposta, se ne infischiano totalmente, calpestando così la democrazia. In quel consiglio comunale (si riferisce al consiglio del 31 maggio 2016, al termine del quale venne approvato il bilancio con il voto decisivo del sindaco, ndr), furono schiacciati i diritti di un consigliere comunale, e non è più possibile andare avanti così. Questa amministrazione non può continuare a prendere in giro i consiglieri comunali e un paese intero. Non possono continuare a fare quello che vogliono e a comportarsi in questo modo».

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