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Stani Verde: «Il caso Citara simbolo dello sfascio, Regine tornerà in campo»

 

DI FRANCESCO FERRANDINO

A Forio ne succede ogni giorno una nuova, l’ultima – ma solo in ordine di tempo – è quella della Supereco. Cosa sta succedendo e che impressione ne ha ricavato?

«È palese il fatto che la Ego Eco non navighi in buone acque, quindi stanno cercando in ogni modo di trovare un’ancora di salvezza. Adesso bisognerà verificare se tutto ciò che è stato messo in atto sia legittimo o meno. Spero che il sindaco e l’amministrazione facciano chiarezza sulla vicenda verificando che tutti i passaggi siano stati fatti in modo corretto. La cosa più importante è evitare di mettere a rischio la posizione dei lavoratori».

Domanda a bruciapelo: non è che nel 2017 oltre che a Ischia e Barano si voterà pure a Forio?

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«Questo non possiamo ancora saperlo, almeno fino a quando, tra una ventina di giorni, si discuterà il ricorso al Tar riguardante l’approvazione del bilancio, che è chiaramente illegittima. Ovviamente ora sta al Tribunale verificare quello che noi abbiamo segnalato».

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Il Presidente del Consiglio comunale Michele Regine afferma invece che l’approvazione del bilancio è stata perfettamente regolare.

«Vedremo. Intanto io ho già lamentato un episodio grave. In consiglio comunale mi è stato negato un diritto: volevo far notare al civico consesso che si stava procedendo ad approvare un atto in maniera illegittima. Il mio ricorso è quindi diretto anche a far sì che i diritti democratici non vengano più calpestati in consiglio comunale».

Il “terremoto” di Citara e dei chioschi da rimuovere: cosa ne pensa?

«È una faccenda triste, che colpisce famiglie e lavoratori. Un chiaro caso di assenza della politica, che avrebbe potuto e soprattutto dovuto intervenire ben prima su eventuali irregolarità. Il sindaco per una comunità dovrebbe costituire l’equivalente del buon padre di famiglia, colui che col buon senso prima ancora che con gli atti amministrativi dovrebbe riuscire a mediare tra i cittadini e le loro esigenze,  purtroppo a Forio questa figura in grado di mettere armonia è assente. È come quando in una famiglia viene a mancare la figura paterna».

Il braccio di ferro sul bilancio: l’impressione è che all’atto del rinvio ci siano state alcune cose che abbiano provocato il Suo risentimento

«No, sono assolutamente tranquillo. Il rinvio è causato da esigenze tecniche, atti dovuti, per dare modo alla difesa di produrre nuovi atti. Fra l’altro anche noi abbiamo dovuto integrare la documentazione, con alcune risposte in merito al documento che l’amministrazione portò in consiglio comunale per “arrampicarsi sugli specchi”. Vedremo quale sarà la decisione, per capire se siamo nella Repubblica Italiana o nella repubblica delle banane».

Il caso Nicolella-Parpinel che sensazioni le ha suscitato?

«Sono dispiaciuto per il fatto che entrambi siano finiti al centro del clamore mediatico locale a causa di questa vicenda, perché credo che le vicende personali non vadano confuse con la politica o con la professione. Purtroppo viviamo in una piccola realtà e spesso questa commistione diventa quasi inevitabile. Mi dispiace che entrambi abbiano dovuto rendere pubblicamente conto di fatti privati, anche perché ho molta stima di entrambi. Su certi ulteriori aspetti della vicenda, mi auguro che siano soltanto chiacchiere messe in giro ad arte: se così non fosse, saremmo di fronte a un fenomeno ovviamente allarmante».

Si parla perennemente di consiglieri non così legati alla maggioranza, eppure Del Deo e i suoi continuano a “tenere”. Se lo aspettava?

«Su questo ho le idee molto chiare. Posso assicurare che saranno soltanto due o tre, al massimo, i consiglieri che difendono le posizioni del sindaco e di quest’amministrazione.  La maggioranza di essi invece in strada esprime malumori nei confronti della loro stessa compagine, salvo poi  alla resa dei conti smentire tutto e appoggiare il sindaco anche su posizioni indifendibili. Il gradimento di questa amministrazione tra la gente è ormai ai minimi storici. Non ho mai visto un’amministrazione così criticata, nemmeno nei momenti di minore popolarità della sindacatura di Franco Regine. I consiglieri comunali quindi cercano di prendere le distanze dal resto dell’amministrazione quando vengono travolti dalle critiche della gente per strada, ma poi non prendono una posizione netta, non so se per mancanza di coraggio politico oppure per mero opportunismo per mantenere così i vantaggi di posizione che la permanenza in maggioranza comporta».

Oggi Lei è a tutti gli effetti in minoranza, l’impressione è che spesso però non ci sia coesione nemmeno tra i componenti dell’opposizione. E’ un limite…

«Io posso rispondere per me stesso. Quando un altro componente dell’opposizione mi sottopone una proposta, io la valuto e nella maggior parte dei casi mi sono trovato d’accordo nel sostenerla. Bisogna riconoscere che il livello politico dell’opposizione è  molto alto: persone davvero preparate e dotate di esperienza come Domenico Savio e gli stessi Nicola Nicolella e Vito Iacono. Nei loro confronti ho sempre manifestato la massima apertura, anche quando ero nelle file della maggioranza. In una proposta, al di là del colore politico, si deve valutare l’opportunità e il vantaggio che l’intera comunità ne può trarre».

Franco Regine si dice sia pronto per rientrare in campo: cosa ne sa e cosa ne pensa?

«Fino a qualche tempo fa ero piuttosto convinto che l’ex sindaco si trovasse molto bene nello stare lontano dalla politica, dopo l’inevitabile logorìo prodotto dalle incombenze della carica di primo cittadino. Fra l’altro, ha raggiunto la pensione per il suo ruolo al Policlinico e aveva manifestato l’intenzione di dedicarsi alla sua professione di medico qui a Forio. Insomma, non credevo a un suo ritorno sulla scena politica. Ma, come si dice, mai svegliare il can che dorme, e le note recenti vicende (l’azione di responsabilità dell’attuale maggioranza contro i vecchi amministratori della società partecipata “Torre Saracena”, ndr) hanno evidentemente risvegliato quella voglia di politica che era latente in Franco Regine. Credo che l’ex sindaco ora sia animato anche da un desiderio di rivalsa e di riscatto nei confronti di chi lo ha attaccato. Adesso lo vedo molto deciso a rientrare in campo: anche tra i suoi fedelissimi si avverte un grande fermento».

Si parla anche di Stani Verde come di un potenziale candidato a sindaco. Ci sta facendo un pensierino o è ancora prematuro?

«Diverse persone tra i miei elettori mi hanno chiesto di fare questo passo, e non sarei sincero se dicessi che ciò non mi fa piacere, ma almeno per il momento credo che sia ancora prematuro parlare di una vera e propria candidatura. Fra l’altro non è solo l’eventuale candidato a decidere, ma c’è bisogno di una serie di circostanze, prima fra tutte la forza costituita dal consenso della gente. Certo, la voglia di cambiamento che si respira a Forio ha portato molte persone a pensare a me come possibile candidato, ma ripeto, adesso è troppo presto per un discorso del genere. L’importante è lavorare per un progetto che possa davvero portare un cambiamento concreto».

Opere pubbliche: perché tutte le strade oggetto di lavori si sbriciolano miseramente?

«In vari consigli comunali ho denunciato questo grave problema costituito dalla cattiva esecuzione dei lavori pubblici. L’ho ripetuto varie volte al sindaco e l’ho denunciato anche all’Anac, l’Autorità nazionale anticorruzione. In sostanza, i lavori non sono stati svolti seguendo il capitolato, e di questo ce ne siamo accorti ben prima della conclusione delle opere. Ho personalmente appurato,  oltre a documentarlo con varie foto,  uno dei motivi alla base dei cedimenti: lo scavo della strada che doveva essere riempito con materiale  adatto per l’interramento, è stato invece riempito con lo stesso materiale di risulta della fase di scavo. Un errore gravissimo che sta creando problemi non soltanto alla strada, ma anche ai sotto-servizi: il peso di auto e camion sta schiacciando le condotte sottostanti, arrecando danni incalcolabili alle altre infrastrutture. Non è tutto, perché ho denunciato anche un altro fatto: il tratto che va dal parcheggio delle Pietre Rosse fin giù a Citara, è stato asfaltato una prima volta dalla ditta incaricata, come stabilito dal capitolato, poi ci sono stati alcuni assestamenti. Il Comune, prima di Pasqua, ha pensato bene di asfaltarlo nuovamente a proprie spese. Oltre al danno, la beffa: invece di pretendere i danni dalla società per il cattivo lavoro effettuato e bloccare i pagamenti, abbiamo continuato a pagarla, e in più ci stiamo rimettendo altro denaro, che proviene dalle tasche dei cittadini, ritrovandoci con strade malfatte dove l’acqua si infiltra facilmente favorendo i cedimenti. Io avevo chiesto di effettuare dei carotaggi per verificare quello che temevo avvenisse, ma il sindaco in consiglio mi rispose che era tutto a posto perché  aveva parlato con gli uffici competenti, e che i cedimenti della strada erano da ascrivere a perdite delle condotte dell’Evi: una totale falsità, smentita dai fatti e dalla documentazione disponibile».

Quali sono a suo avviso le altre principali responsabilità di quest’amministrazione?

«Ce ne sono diverse. Il sindaco aveva promesso che avrebbe risolto il problema dello stazionamento dei camion della N.U. a Citara, trovando un’altra area per ospitarli. Fra l’altro era stato un mio preciso impegno elettorale, e anche per questo ho abbandonato la maggioranza, dopo aver aspettato pazientemente ma invano per due anni una concreta risposta di Del Deo alle promesse che aveva fatto. Il sindaco mi aveva assicurato di aver individuato un’area adatta, ma di non volerla rivelare in anticipo per timore di proteste. Ormai sono passati diversi anni, ma nessun atto deliberativo è stato mai messo su carta. Altro guaio è lo stato di sporcizia delle strade: non so se la causa sia da ascrivere ai problemi giudiziari della Ego Eco, ma l’amministrazione è assente, non vigila sul corretto adempimento del servizio. Non dimentichiamo la questione-porto, con le varie zone d’ombra che abbiamo segnalato innumerevoli volte. Una struttura sempre piena di imbarcazioni, eppure la gestione dei privati non frutta nulla al Comune, che pure detiene il 51% delle quote. Nonostante le nostre rimostranze, il sindaco non ha mai fatto un’inchiesta interna. In questo contesto, spero che i cinque milioni di finanziamento ricevuti dall’UE tramite la Regione con l’accelerazione della spesa, non vadano perduti attraverso la mancata realizzazione delle opere previste. Il rischio è concreto. Sarebbe un danno enorme, che potrebbe far ricadere sui cittadini non soltanto i disagi di questi lavori, ma anche il costo della mancata esecuzione. Il Comune potrebbe finire anche in dissesto: cinque milioni non sono uno scherzo. Ma l’esempio più eclatante di quanto questa amministrazione sia inconcludente è costituito dal crollo del tratto di passeggiata che costeggia la spiaggia di Citara verso il Poseidon. Anche Procida, alla Corricella, subì nello stesso periodo danni simili ma anche più estesi. Ebbene, dopo pochi giorni era già in corso il ripristino, col Comune di Procida che aveva fatto immediatamente pressione sugli enti territoriali sovraordinati per risolvere il problema. Qui a Forio, invece, sono passati due anni ed è ancora tutto fermo, con la passeggiata in completa rovina. Segno evidente del disinteresse verso quel sito che dovrebbe costituire il fiore all’occhiello del nostro Comune, e della totale mancanza di peso politico dell’amministrazione Del Deo presso gli organi politici provinciali e regionali, quando invece il sindaco millantava innumerevoli contatti e amicizie importanti. Mi verrebbe da chiudere con una battuta..».

Prego.

«Dal momento che un video come quello di Michele Schiano a Lacco Ameno ha fatto più rumore di mille segnalazioni, la prossima volta invece di segnalare presunte truffe ai danni dell’ ente, mi limiterò a scendere in canoa da Panza a Citara»

 

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