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Stanziola, la denuncia, i video e il Mister 30%

ISCHIA – Con il tenente Stanziola, evidentemente, doveva proprio avere un conto aperto. Perché Alessandro Slama, l’uomo che con la sua denuncia ha dato il via all’operazione Free Market che venerdì alle prime luci dell’alba ha fatto diventare Barano teatro di uno “tsunami” giudiziario, voleva effettivamente dimostrare in maniera inoppugnabile il modus agendi tutt’altro che ortodosso dell’ex comandante della polizia municipale del Comune collinare. E così dopo il primo esposto di cui vi abbiamo già ampiamente raccontato nell’edizione di ieri, l’imprenditore si recò nuovamente presso la Compagnia dei Carabinieri di Ischia e sporgeva regolare denuncia per i fatti già riferiti a militari la sera precedente nel corso della manifestazione “Testaccio in Festa”. Nel corso della stesura del relativo vernale, ad integrazione di quanto già dichiarato il 3 agosto 2013, consegnava due registrazioni su supporto dvd video, effettuate con il proprio telefono cellulare, che ritraevano Antonio Stanziola che riceveva in denaro contante il 30 per cento dell’incasso dalle mani di Antonella Napolitano.

Ecco cosa riferiva tra l’altro nella sua denuncia proprio Slama: “Sono qui presente per integrare quanto già dichiarato in precedenza, ed in particolare per fornirvi due videoregistrazioni che ho personalmente effettuato… premetto che, mentre effettuavamo il periodo fieristico dell’Expò dal 10 al 27 agosto sempre nel Comune di Barano, Stanziola si avvicinò al mio amico Carmine (Hassler Carmine, ndr), del Comune di Nola – con cui condividevo tre stand tra pizze, panini e fritti – per proporgli se avesse voluto partecipare ai tre giorni di festa giù al Testaccio (30, 31 agosto e 1 settembre) chiedendogli il pagamento di 300 euro a stand per ogni serata, quindi per un totale di 900 euro a sera. Ritenendo la cifra troppo alta decidemmo di non partecipare. Successivamente però venne un certo Giorgio, sempre da parte di Stanziola che ci disse che, se avevamo ancora intenzione, avremmo potuto partecipare versando il 30 per cento dell’incasso per ogni serata. A quella proposta, anche in considerazione del fatto che dall’Expò eravamo usciti in perdita, decidemmo di partecipare, per riuscire a recuperare almeno le spese già affrontate.

Ma non è tutto perché ancora Slama, in merito alle videoregistrazioni consegnate ai carabinieri di Ischia, aggiungeva anche che il primo video che forniva era stato registrato venerdì 30 agosto 2013, alla fine della serata, intorno alle 23.30. “In particolare, le riprese – riferisce Slama all’Arma – riguardano lo stand che io in accordo con il mio amico Carmine abbiamo organizzato, e si vede una donna con un grembiule da cucina nero indosso – Napolitano Antonella, moglie di Carmine – che dalla cassa preleva del denaro contante, esattamente 285 euro, pari appunto al 30% dell’incasso, e dopo aver fatto i conti con Stanziola glieli consegna. Voglio precisare che, proprio per verificare che la somma versatagli fosse esattamente corrispondente al 30% dell’incasso, Stanziola ci ha affiancato una persona con il compito di presenziare alle operazioni di compravendita, annotandosi ciascuna entrata in denaro su un proprio block notes. Preciso, infine, che per le somme consegnate a Stanziola non abbiamo ricevuto alcuna fattura o ricevuta fiscale… il secondo video che fornisco è stato da me registrato ieri sera 31 agosto, intorno alla mezzanotte. Nello stesso Stanziola parla sempre con la signora Napolitano dell’evento da organizzarsi per le prossime festività di Natale e successivamente con me giustificando il fatto di non voler avere più a che fare con me perché avevo raccontato al sindaco che si intascava parte dei soldi degli stand fieristici…”. Un particolare, questo, sul quale adesso dovrà essere fatta assolutamente chiarezza, capendo cioè se realmente Stanziola volesse “segare” lo Slama perché avesse cominciato ad agitarsi e raccontare agli addetti ai lavori qualcosa che non va.

La conclusione del gip che ha firmato l’ordinanza di custodia in carcere e le altre misure cautelari è chiara, netta e sembra non nutrire alcun dubbio a riguardo: “Ritiene questo giudice – si legge – che nessun dubbio vi sia in ordine all’attendibilità ed alla credibilità delle dichiarazioni rese da Slama in sede di denuncia. Lo stesso infatti era intraneo al meccanismo delle bancarelle ed ha potuto descrivere in modo puntuale e preciso il modo di operare dello Stanziola all’interno di un sistema corruttivo. D’altra parte tali dichiarazioni vengono altresì riscontrate dall’attività di osservazione e controllo posta in essere della p.g. e documentata dalle riprese video agli atti”.

 

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