POLITICA

STOP ALLE RUSPE, CRISCUOLO: «I COMUNI ISOLANI SEGUANO LA STRADA DI LACCO AMENO»

«Accolgo con favore e profonda convinzione la delibera approvata dal Comune di Lacco Ameno, che chiede di sospendere le demolizioni delle prime e uniche case di chi non ha alternative abitative. Non si tratta di giustificare abusi, ma di garantire dignità a famiglie che rischiano di essere private dell’essenziale: un tetto sotto cui vivere. In un’isola ferita dal terremoto e dall’alluvione, dove la popolazione porta ancora le cicatrici della paura e delle perdite subite, non possiamo permettere che altre famiglie vengano gettate per strada». Così Carmen Criscuolo, consigliere comunale di Ischia, si è espressa sulla delibera della civica assise lacchese con la quale si è votato l’atto di indirizzo per il differimento dell’esecuzione degli ordini giudiziali di demolizione. Carmen Criscuolo ha poi aggiunto: «Questo non è un tema solo giudiziario: è prima di tutto una questione politica e profondamente umana. Lo ha ricordato con forza anche il vescovo di Ischia, mons. Carlo Villano, quando ha detto che “le demolizioni generano nuova povertà”. Per questo auspico che tutti i Comuni dell’isola seguano la stessa strada, deliberando, così da dare un segnale di compattezza e forza. Solo insieme, uniti da una visione di giustizia e solidarietà, potremo far arrivare la nostra voce fino al Governo e chiedere finalmente una legge chiara, equa e rispettosa delle persone, che non lasci indietro nessuno».

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7 Commenti

  1. #Fortunatamente deciderà il Governo non certo Voi..che non avete neanche il minimo rispetto per tutte le povere #Vittime che a causa dei vostri perenni abusi Ediliziii sono stati travolti da #Frane….

      1. Elia Giovan Giuseppe Sicuramente se lei avesse avuto Familiari sotto la Frana il Fango del 2022…l’avrebbe pensata come ME…

  2. A questo punto tutte le case del nord Italia, colpite da alluvioni ecc. dovrebbero Essere Abbattute ?? Ma come ragionate

  3. Forse la verità sta nel mezzo, fermo restando che le famiglie a basso reddito avrebbero diritto ad un alloggio in ogni caso, e non di finire in strada con la casa abbattuta, se lo stato non è in grado di provvedere!
    Occorre fare un distinguo e procedere soltanto con abbattimenti strettamente selezionati, senza accomunare tutto in un’unica categoria, perché l’abusivismo sull’isola è proliferato per l’assenza di regole urbanistiche certe, e non è unica responsabilità del cittadino.
    C’è chi ha speculato, superando i limiti della tollerabilità, ma anche chi ha pagato condoni legalmente validi ed ancora non riesce a vedere la fine dei procedimenti sanatori a causa di diatribe politiche locali, e questo nemmeno si può accettare in un paese civile…

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