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Stop alle ruspe, Lacco Ameno studia la “contromossa”

Integrato l’ordine del giorno del consiglio comunale in programma lunedì 25 ottobre: la commissione bipartisan illustrerà la relazione sulla problematica delle demolizioni

È stato integrato con un ulteriore argomento l’ordine del giorno del prossimo consiglio comunale di Lacco Ameno. Ai due punti di natura contabile, è stata infatti aggiunta la discussione in merito ai lavori della commissione consiliare bipartisan nominata nella scorsa assemblea, per lo studio della problematica delle demolizioni, che dovrebbe dunque portare all’approvazione di un regolamento comunale per l’assegnazione degli immobili acquisiti al patrimonio comunale. Un tema di permanente attualità per il quale maggioranza e opposizione, divisi praticamente su tutto, sono arrivati stavolta all’unità d’intenti lavorando insieme alla redazione della proposta, basata sull’art. 31 del D.P.R. 380/01, il quale prevede tra l’altro che “l’opera acquisita è demolita con ordinanza del dirigente o del responsabile del competente ufficio comunale a spese dei responsabili dell’abuso, salvo che con deliberazione consiliare non si dichiari l’esistenza di prevalenti interessi pubblici e sempre che l’opera non contrasti con rilevanti interessi urbanistici o ambientali”. Una norma che dunque consente l’acquisizione al patrimonio comunale per destinare il bene ad housing sociale, anziché alla demolizione, sul tipo dell’edilizia residenziale, come stabilito dal comma 65 dell’art. 1 della legge regionale n.5 del 2013 che ha sancito: “Per favorire il raggiungimento degli obiettivi di cui all’articolo 7 della legge regionale 28 dicembre 2009, n. 19 (Misure urgenti per il rilancio economico, per la riqualificazione del patrimonio esistente, per la prevenzione del rischio sismico e per la semplificazione amministrativa), gli immobili acquisiti al patrimonio dei comuni possono essere destinati prioritariamente ad alloggi di edilizia residenziale pubblica, di edilizia residenziale sociale”.

Maggioranza e opposizione hanno lavorato a una proposta di delibera condivisa sull’annoso dramma delle abitazioni sottoposte alla spada di Damocle dell’abbattimento

Un sentiero che vale la pena di percorrere, viste anche le numerose pronunce giurisprudenziali del Tar e del Consiglio di Stato, e che si intreccia anche, nel caso del paese del Fungo, con i problemi scaturiti dal terremoto del 2017 che ha acuito l’emergenza abitativa già presente nel territorio comunale al punto che molti nuclei familiari sono stati costretti ad emigrare in altri comuni isolani, con oltre novanta nuclei familiari ancora percettori del contributo di autonoma sistemazione poiché l’immobile in cui abitavano non è ancora agibile né abitabile. Fra l’altro, i costi della demolizione degli edifici acquisiti al patrimonio comunale dovrebbero essere anticipati dal Comune, con l’incognita del recupero di tali spese nei confronti dell’autore della costruzione abusiva, cosa non facile né tantomeno scontata, con ripercussioni prevedibili sulle casse di un ente dissestato e in fase di risanamento. Non ultima la grave crisi economica che ha spinto a riconoscere importanza fondamentale alle iniziative e programmi in favore dell’housing sociale, crisi che da due anni è accentuata dalla concomitante emergenza pandemica: una somma di circostanza che rende opportuno adottare provvedimenti per cercare di mitigare il disagio sociale delle persone che hanno una esigenza abitativa e che, nello stesso scopo, siano comunque produttive e migliorino il bilancio dell’ente comunale tramite i canoni di locazione e i proventi delle alienazioni.

All’esame del civico consesso l’approvazione del regolamento comunale per l’assegnazione degli immobili acquisiti al patrimonio dell’ente, utilizzando la possibilità dell’housing sociale

Nello scorso consiglio emersero anche alcuni punti critici a cui la commissione congiunta tra maggioranza e opposizione è chiamata a dare risposte, tramite l’apposito regolamento, che dovrà delimitare l’oggetto delle acquisizioni e successive assegnazioni degli immobili entrati nel patrimonio comunali, i principi di assegnazione, ma anche una forma di punteggio per stabilire a chi assegnare in locazione l’edificio. Il tutto con una serie di parametri che possano favorire chi aveva la titolarità o il possesso dell’area dove sorge l’immobile. Il regolamento dovrà inoltre stabilire le varie condizioni, a partire dal canone di locazione e la durata della stessa, e i vari adempimenti formali per le domande di locazione da presentare. Il Consiglio comunale darà dunque indirizzi in merito per utilizzare al meglio le possibilità previste dalle leggi vigenti.

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Per ripristinare la migliore legalità, ci vorrebbe un terremoto che inizierebbe dalle abitazioni degli amministratori e di chi deve decidere della sopravvivenza delle persone cosi da far capire che il diritto della casa deve essere assicurato anche se è abusiva. Ma quale housing sociale, ma qual’è la differenza nell’abitare la propria abitazione anche se abusiva e quella di abitarla pagando l’affitto? E’ comodo far pagare l’affitto acquisendo al patrimonio comunale e i cittadini sono sempre sudditi. Per questo deve pensarci la natura e mettere a ferro e fuoco le proprietà di tutti quelli che decidono le sorti della povera gente che in quanto nessuno non si possono difendere da qualunque angheria. Gli amministratori che si rispettano e si fanno rispettare, devono intraprendere azioni per far si che i cittadini devono veder riconosciuta la loro casa come un diritto senza se e senza ma. Senatore De Siano batti un colpo e fai una proposta di legge in questa direzione cosi da passare agli annali della storia come colui che ha fatto qualcosa di concreto per la sua nazione e per la sua isola

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