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Stop alle visite a Vivara, “lacrime” procidane

La disposizione di chiusura al pubblico da parte del Comitato della Riserva a causa del mancato rinnovo del protocollo con la Protezione Civile, amareggia profondamente l’amministrazione e i tanti escursionisti che vorrebbero visitare l’isolotto incantato

L’isolotto di Vivara sarà nuovamente chiuso al pubblico. La piccola e incontaminata oasi di verde a perdita d’occhio, appendice incantata dell’isola di Procida non potrà essere visitata, lo ha deciso il Comitato di gestione della Riserva Naturale in attesa del rinnovo del protocollo d’intesa con la locale Protezione Civile, un accordo scaduto lo scorso 31 gennaio e mai rinnovato. L’isola è un vero paradiso di silenzio, storia e archeologia, meta di uccelli migratori e un luogo dove domina una tranquillità surreale, quasi un’altra dimensione rispetto alla caotica vitalità di della seppur vicinissima Ischia. Un luogo che i viaggiatori in cerca di un luogo dove si possa percepire quel silenzio ormai perduto, divenuto merce rara, hanno fatto a gara per visitare.

Nonostante l’arrivo della Primavera, momento ideale per poter far visita all’isolotto misterioso, i cancelli rimangono serrati. Non c’è possibilità di visitare quindi l’unico edificio presente a Vivara, la casa fatta realizzare dal duca De Guevara nel 1681. Prima dello stop le visite erano effettuabili dal venerdì alla domenica, dalle 11.00 alle 15.00 con prenotazione. La creazione del gruppo dava la possibilità di poter visitare l’isola assieme a una guida naturalistica autorizzata dalla RNS isola di Vivara per un viaggio nel verde e nel silenzio di almeno un’ora e mezza.

Un percorso che adesso, almeno fino a quando non non ci sarà un nuovo accordo, non potrà essere più attraversato, con sommo dispiacere degli escursionisti che amano immergersi nella natura più incontaminata. “Come amministrazione comunale ci siamo sempre presi le nostre responsabilità  – chiarisce l’assessore Carannante –  senza mai tirarci indietro, superando le tante lentezze amministrative e i vari ostacoli che si sono creati negli anni. Abbiamo fatto davvero tutto quanto andava fatto – chiarisce l’assessore – senza mai risparmiarci. Appena insediati, terminati i procedimenti giudiziari relativi alla messa in sicurezza degli immobili esistenti sull’isolotto, convocammo subito una conferenza di servizi con tutte le Autorità competenti e il Comitato di gestione della Riserva al fine di avviare al meglio le visite al pubblico, nel frattempo sospese. Successivamente abbiamo provveduto alla messa in sicurezza del ponte che collega Procida con l’isolotto di Vivara, nonché a realizzare anche una staccionata in legno.

L’amministrazione, nel corso dei mesi, si è caricata della responsabilità di gestire le visite al pubblico avviando un Protocollo d’intesa con il Comitato di Gestione e la proprietà che occupò diversi mesi per la sua redazione sempre per motivi burocratici. Per rendere l’accesso all’isolotto agevole e possibile è stato poi sottoscritto un Accordo di Valorizzazione con la Soprintendenza dei beni archeologici-Federico II-Suor Orsola Benincasa anche per la costituzione del Museo Civico in modo da riprodurre virtualmente i reperti archeologici micenei. “Dopo tanto lavoro – chiarisce Carannante – e la recente riapertura dopo la potatura degli alberi, apprendiamo di questa ennesima disposizione di chiusura al pubblico da parte del Comitato della Riserva per un protocollo con la Protezione civile e, si precisa, voluto dallo stesso Comitato e scaduto mesi fa. Nessuno è il depositario assoluto di questa meraviglia, in quanto patrimonio naturale. Lavorare quindi nell’interesse e per amore di Vivara significa farlo tutti insieme, nella stessa direzione, assumendosi sempre le dovute responsabilità, nel rispetto della legge ma senza infossarsi nella burocrazia. Per quanto ci riguarda agiremo subito presso il Ministero dell’Ambiente. Tutte le più belle cose, se non condivise, non hanno senso: Vivara va riaperta al pubblico al più presto!

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