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Storia e lacrime nei nodi dei rosari di Vicente Schiano

Una storia vera, fatta di miseria, emigrazione e fede quella della famiglia Schiano. Una storia che Vicente vuole condividere con tutti e ne affida il ricordo a questo semplice rosario intrecciato, i cui nodi sono ricchi di significati, storia e lacrime. Tutto ebbe inizio nel primo dopoguerra, quando per mancanza di lavoro e miseria arrivarono anche sull’isola d’Ischia. A quell’epoca non esistevano alternative all’emigrazione e per la famiglia Schiano quella fu una scelta obbligata al pari di tante altre famiglie; partire alla ricerca di una terra promessa in grado di assicurare un dignitoso futuro a chi partiva ed a chi restava a casa. La terra promessa della famiglia Schiano fu l’Argentina e per l’esattezza la cittadina di Quilmes. Con le poche cose strettamente necessarie, racchiuse in una semplice valigia, e con non pochi sacrifici per racimolare i soldi necessari per l’acquisto del biglietto, la famiglia partì imbarcandosi su una nave a vapore e compiendo un viaggio di circa 30 giorni. Giorni e giorni, solo cielo e mare ed una infinita fede nel Signore, nella speranza di trovare un futuro migliore. Appena oltrepassato lo stretto di Gibilterra, le antiche colonne d’Ercole, l’oceano si mostrò in tutta la sua forza ed irruenza. La fede e la preghiera sono state il punti di riferimento costante in cui trovare speranza e fiducia. Tutti i passeggeri stretti negli spazi delle terza classe erano uniti dallo stesso sentire con le condizioni del mare che peggioravano e le preghiere e implorazioni con i tanti rosari contati sulle dita delle mani che sembravano non poter sortire alcun effetto. A papà Schaino la fede non mancava mai, non riusciva a capacitarsi di aver dimenticato l’inseparabile rosario, fedele compagno di tante preghiere. Recuperò dei resti di corda sulla nave ed in una notte intera riuscì ad intessere un meraviglioso rosario ed il mattino seguente divenne la guida per la recita della preghiera. Questo semplice oggetto, realizzato con fede e passione, fu apprezzato e desiderato da tutti i passeggeri e dall’equipaggio; finanche il Comandante ne volle uno da appendere sul ponte di comando. 10La recita del rosario da quel momento fu più sentita e più partecipata e da quel momento, forse proprio grazie ad un intervento dall’Alto, una lunga bonaccia accompagnò la nave fino in porto. Il rosario di nodi divenne molto richiesto e papà Schiano lo regalava con la promessa di farne un uso costante e sincero nell’affidare le speranze e la vita nelle mani di Maria. Una volta giunti in Argentina la famiglia Schiano riuscì a trovare lavoro e costruire una futuro per sé e per i propri cari. Delle lunghe giornate al freddo se ne parlava, però, davanti al caldo del camino. Vicente, a quell’epoca bambino, ascoltava estasiato il racconto e ne fece tesoro, pretendendo di apprendere le tecniche di intreccio utilizzate. Da allora non ha mai smesso di realizzare rosari che sono molto apprezzati e graditi da tenta persone bisognose ed anziane a cui ne fa dono. E ad ogni rosario regalato immancabilmente arriva un segno divino che ha maggiormente rafforzato in lui la fede e la devozione verso Maria. Uno fra i tanti segni celesti ricevuti, la scelta che ricade proprio su Vicente di prendere parte all’incontro con Papa Giovanni Paolo II e rappresentare i giovani della Parrocchia del Soccorso, ricevendo anche l’Eucarestia dalle mani del pontefice oggi Santo. Per ogni grande evento Vicente realizza Rosari anche di grandissime dimensioni, come quello donato alla chiesa del Soccorso di Forio proprio in onore di quel lieto evento. In totale sono finora  sette  i rosari di grandi dimensioni. I MINIROSARI CHJE VICENTE SCHIANO REALIZZA COL CUORE IN GESU CRISTO E LA VERGINE MARIAIl primo, di ben 8 metri, è custodito nella chiesa del Soccorso a Forio; il secondo, di ben 10 metri, nel giugno del 2014 è stato portato a Roma ed è stato immortalato di fianco alla Papa mobile; il terzo il 20 febbraio 2015 è stato portato a Gerusalemme ed è lungo 12 metri; il quarto, sempre di 12 metri, è stato portato dai ragazzi di Ischia a Papa Francesco in occasione della sua visita a Napoli; il quinto, di 15 metri, è stato regalato a Gianfranco Amato ed era stato portato a Roma in occasione del Family day; il sesto di 18 metri è stato regalato da Giorgio Celsi al Sacrario Nautico Garzola al Lago di Como. Infine il settimo Rosario di 30 metri e 18 kilogrammi, Vicente Schiano, come pubblichiamo in questo Speciale de  Il Golfo, lo ha inviato al Famoso Santuario della Vergine di Lujàn a Buenos Aires patrona degli italiani d’Argentina attraverso Anna Maria Insante di Forio che vive nella capitale argentina.
Altri Rosari saranno donati a Pompei il 29  maggio  e a Pontedera, dove Vicente ha ricevuto una onorificenza, e in giugno ad Ischia Ponte.

 

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